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Bonus fino a 1.000 euro: come cambia la busta paga dei lavoratori nel 2026

 Il bonus per i lavoratori dipendenti viene confermato anche per il 2026, grazie alle misure previste dalla legge di bilancio. Il provvedimento consiste in un esonero contributivo che riduce i contributi previdenziali dovuti all’Inps, con percentuali variabili in base al reddito annuo. In concreto, lo sconto può oscillare tra il 4,8% e il 7,1%, incidendo direttamente sull’importo netto dello stipendio mensile. Le percentuali di detrazione in base al reddito Il beneficio non è uniforme per tutti i lavoratori. Per i redditi fino a 8.500 euro annui, la riduzione dei contributi è fissata al 7,1%. Per chi guadagna tra 8.501 e 15.000 euro, lo sconto scende al 5,3%, mentre per redditi compresi tra 15.001 e 20.000 euro la percentuale si riduce al 4,8%. Per la fascia di reddito tra 20.000 e 32.000 euro è prevista invece una detrazione fissa annuale di 1.000 euro, che diminuisce progressivamente fino ad azzerarsi al raggiungimento dei 40.000 euro annui. Gli effetti concreti sullo stipendi...

Saldi estivi, si inizia il 6 luglio

 


Manca poco al periodo delle svendite, che quest’anno iniziano il 6 luglio. Tuttavia, non mancano le polemiche. Secondo Fismo Confesercenti, «Non si può iniziare le svendite prima di aver iniziato a vendere». «Il clima di questa primavera non è stato clemente né stabile. E anche a giugno le giornate di pioggia e maltempo si susseguono. Una situazione che ha inciso pesantemente sugli acquisti, penalizzando la vendita di abbigliamento primaverile ed estivo».

«Iniziare i saldi in questa situazione significa costringere i negozi a mettere in saldo tutta la fornitura estiva, precludendosi la possibilità di vendere la merce a prezzo normale» prosegue Marco Di Giacopo, coordinatore AssoTerziario Confesercenti. Dunque, Fismo chiede che la data per i saldi venga posticipata al 21 luglio.

Mentre, il direttore di Confcommercio Grosseto, Gabriella Orlando, afferma «È evidente che all’inizio di luglio la stagione sia appena partita e che sia sempre troppo presto per i saldi, come ogni anno diciamo, ma è bene ricordare cosa è successo e cosa sta succedendo, dando indicazioni corrette e puntuali, invece di scaldare inutilmente gli animi». Poi continua, «la data di inizio dei saldi estivi, secondo quanto previsto dalla Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, dovrebbe coincidere ogni anno con il primo sabato del mese di luglio. Per il 2023, essendo effettivamente ‘troppo anticipata’, la Commissione sviluppo economico ha stabilito di derogare, spostando a giovedì 6 luglio la data di inizio». «In secondo luogo - conclude - l’Italia è l’unico Paese che ha una regolamentazione stringente sui saldi, mentre i colossi dell’e-commerce hanno continuato a fatturare a suon di sconti, massacrando i piccoli negozi, ed è anche bene ricordare che ci sono stati già due tentativi, del Governo Draghi e del Governo Meloni, di liberalizzare saldi e vendite promozionali, frenati anche grazie al nostro intervento».

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