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Codacons, l'ondata di caldo provoca rincari per frutta, gelato, acqua e bibite

Il caldo record rischia di avere ripercussioni pesanti sui portafogli di cittadini e turisti. La denuncia arriva dal Codacons, che mette in guardia dalle speculazioni specie nelle località turistiche. L'avviso del Codacons "I prodotti tipicamente estivi stanno registrando in tutta Italia sensibili incrementi dei prezzi - denuncia l'associazione - In base agli ultimi dati Istat, ad esempio, il pesce è aumentato in media del 4,2%, le albicocche del 14,4%, pesche e nettarine del 13,7%, le ciliegie del 6,9%, mirtilli, lamponi e altri frutti di bosco del 17,2%, l'uva del 9,5%, i meloni del 7,9%, i pomodori del 18,4%. Se poi si guarda al gelato, alimento i cui consumi si impennano nei periodi di maggiore caldo, il prezzo di un cono o coppetta piccola da due gusti servita in gelateria ha raggiunto oramai una media tra i 3,5 e i 5 euro nelle principali città italiane".  Altro prodotto a forte rischio rincaro è l'acqua minerale, che nei luoghi a forte vocazione turisti...

Coldiretti: il sì alla proposta dall'UE sulle TEA



Il presidente della Coldiretti, Ettore Prandini, ha ricordato che il 5 luglio è prevista la presentazione della proposta della Commissione europea sulle nuove biotecnologie agricole. Prandini si è recato a Bruxelles per una serie di incontri con rappresentanti delle istituzioni dell'UE, con l'obiettivo di chiedere un'accelerazione nella presentazione del nuovo quadro regolamentare per lo sviluppo delle nuove tecniche di selezione genomica, distinte dagli OGM e denominate Tecniche di Evoluzione Assistita (TEA).

Secondo il presidente, le nuove tecnologie di miglioramento genetico offrono soluzioni precise e mirate per affrontare sfide come i cambiamenti climatici, la difesa della biodiversità e l'obiettivo della sovranità alimentare. Le TEA consentono di riprodurre i meccanismi naturali dell'evoluzione biologica senza l'inserimento di DNA estraneo alle piante.

La Coldiretti sostiene che gli agricoltori necessitano di alternative efficaci per ridurre l'uso di sostanze chimiche e il loro impatto sulle risorse naturali. Negare l'accesso a queste tecniche, mentre si impongono riduzioni negli strumenti di difesa dalle fitopatologie, mette a rischio la sicurezza alimentare nell'UE e nel mondo, aumentando le importazioni da paesi terzi che non rispettano le stesse norme di sostenibilità ambientale, sociale, sicurezza alimentare e benessere animale.

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