Passa ai contenuti principali

In primo piano

Conflitto in Iran: voli cancellati, rimborsi e diritti dei passeggeri

Il conflitto in Iran sta avendo conseguenze concrete anche per chi viaggia. Oltre alle tensioni geopolitiche, infatti, molti passeggeri europei stanno affrontando cancellazioni, modifiche dei voli e incertezze sui rimborsi. Fondamentale in questo caso conoscere i propri diritti per evitare di perdere soldi o restare bloccati senza assistenza. Spazio aereo chiuso e voli cancellati Le tensioni legate al conflitto hanno portato alla chiusura o alla limitazione dello spazio aereo in diverse aree del Medio Oriente. Questo ha costretto molte compagnie aeree a: cancellare voli, modificare rotte, riprogrammare partenze e arrivi. Le conseguenze riguardano non solo i collegamenti diretti con l’Iran, ma anche numerosi voli internazionali che sorvolano la regione. Rimborso o riprotezione: cosa spetta ai passeggeri Altroconsumo ricorda che, in caso di cancellazione del volo, i viaggiatori hanno diritto a scegliere tra: rimborso del biglietto , oppure volo alternativo verso la stessa de...

Caviale italiano leader mondiale, numeri in crescita per Calvisius


Nonostante l’inflazione e la crisi dei consumi, la domanda mondiale del caviale è in continua crescita e i prezzi salgono di conseguenza. In questo contesto, l’Italia rimande uno dei leader mondiali, seconda solo alla Cina in termini di quantità prodotte, ed è ai vertici in termini di qualità e sostenibilità.

Secondo i dati diffusi da Api (Associazione piscicoltori di Confagricoltura), nel 2022 le aziende italiane hanno prodotto 62 tonnellate di caviale, a fronte di oltre 600 tonnellate a livello mondiale. Si tratta di un produzione di eccellenza a cui l’Italia è arrivata da anni anche grazie al lavoro di Agroittica Lombarda, che detiene il marchio Calvisius, che oggi produce circa la metà del caviale italiano.

«L’incremento dello scorso anno non è legato all’inflazione – sottolinea la general manager Carla Sora – perché solo nel bilancio di quest’anno vedremo gli effetti dell’aumento dei prezzi, che sta superando il 20 per cento».

«È difficile adeguare facilmente l’offerta, perché la produzione del caviale richiede molti anni, da 8-10 anni fino ai 20 del prezioso Beluga – continua Sora –. Per questo motivo abbiamo deciso di puntare più sulla qualità e sul rafforzamento del brand rispetto a investimenti molto costosi che vedrebbero i loro frutti in un lasso di tempo per cui è impossibile prevedere l’evoluzione del mercato. La Cina accorcia i tempi con ibridazioni delle specie e allevamenti poco sostenibili che noi non vogliamo nemmeno prendere in considerazione».

L’export per Calvisius vale l’85% del giro d’affari, anche se il mercato interno continua a crescere da qualche anno.

«È un trend iniziato durante la pandemia – spiega Sora – quando abbiamo notato che si sono avvicinati al caviale giovani e nuovi consumatori, con l’aumento della quota delle vendite online sul nostro sito (ora tornate al 2-3% del totale, mentre la grande distribuzione è praticamente assente, ad eccezione di Esselunga, ndr). È vero che il prezzo del caviale si aggira sui 2mila euro al chilo, ma grazie alle scatole da poche decine di grammi comprarlo non costa più di una bottiglia di vino. Per questo il consumo è tornato nei migliori ristoranti e in nuovi format del fuori casa come le champagnerie».


Commenti