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Bonus fino a 1.000 euro: come cambia la busta paga dei lavoratori nel 2026

 Il bonus per i lavoratori dipendenti viene confermato anche per il 2026, grazie alle misure previste dalla legge di bilancio. Il provvedimento consiste in un esonero contributivo che riduce i contributi previdenziali dovuti all’Inps, con percentuali variabili in base al reddito annuo. In concreto, lo sconto può oscillare tra il 4,8% e il 7,1%, incidendo direttamente sull’importo netto dello stipendio mensile. Le percentuali di detrazione in base al reddito Il beneficio non è uniforme per tutti i lavoratori. Per i redditi fino a 8.500 euro annui, la riduzione dei contributi è fissata al 7,1%. Per chi guadagna tra 8.501 e 15.000 euro, lo sconto scende al 5,3%, mentre per redditi compresi tra 15.001 e 20.000 euro la percentuale si riduce al 4,8%. Per la fascia di reddito tra 20.000 e 32.000 euro è prevista invece una detrazione fissa annuale di 1.000 euro, che diminuisce progressivamente fino ad azzerarsi al raggiungimento dei 40.000 euro annui. Gli effetti concreti sullo stipendi...

Caviale italiano leader mondiale, numeri in crescita per Calvisius


Nonostante l’inflazione e la crisi dei consumi, la domanda mondiale del caviale è in continua crescita e i prezzi salgono di conseguenza. In questo contesto, l’Italia rimande uno dei leader mondiali, seconda solo alla Cina in termini di quantità prodotte, ed è ai vertici in termini di qualità e sostenibilità.

Secondo i dati diffusi da Api (Associazione piscicoltori di Confagricoltura), nel 2022 le aziende italiane hanno prodotto 62 tonnellate di caviale, a fronte di oltre 600 tonnellate a livello mondiale. Si tratta di un produzione di eccellenza a cui l’Italia è arrivata da anni anche grazie al lavoro di Agroittica Lombarda, che detiene il marchio Calvisius, che oggi produce circa la metà del caviale italiano.

«L’incremento dello scorso anno non è legato all’inflazione – sottolinea la general manager Carla Sora – perché solo nel bilancio di quest’anno vedremo gli effetti dell’aumento dei prezzi, che sta superando il 20 per cento».

«È difficile adeguare facilmente l’offerta, perché la produzione del caviale richiede molti anni, da 8-10 anni fino ai 20 del prezioso Beluga – continua Sora –. Per questo motivo abbiamo deciso di puntare più sulla qualità e sul rafforzamento del brand rispetto a investimenti molto costosi che vedrebbero i loro frutti in un lasso di tempo per cui è impossibile prevedere l’evoluzione del mercato. La Cina accorcia i tempi con ibridazioni delle specie e allevamenti poco sostenibili che noi non vogliamo nemmeno prendere in considerazione».

L’export per Calvisius vale l’85% del giro d’affari, anche se il mercato interno continua a crescere da qualche anno.

«È un trend iniziato durante la pandemia – spiega Sora – quando abbiamo notato che si sono avvicinati al caviale giovani e nuovi consumatori, con l’aumento della quota delle vendite online sul nostro sito (ora tornate al 2-3% del totale, mentre la grande distribuzione è praticamente assente, ad eccezione di Esselunga, ndr). È vero che il prezzo del caviale si aggira sui 2mila euro al chilo, ma grazie alle scatole da poche decine di grammi comprarlo non costa più di una bottiglia di vino. Per questo il consumo è tornato nei migliori ristoranti e in nuovi format del fuori casa come le champagnerie».


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