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Bonus fino a 1.000 euro: come cambia la busta paga dei lavoratori nel 2026

 Il bonus per i lavoratori dipendenti viene confermato anche per il 2026, grazie alle misure previste dalla legge di bilancio. Il provvedimento consiste in un esonero contributivo che riduce i contributi previdenziali dovuti all’Inps, con percentuali variabili in base al reddito annuo. In concreto, lo sconto può oscillare tra il 4,8% e il 7,1%, incidendo direttamente sull’importo netto dello stipendio mensile. Le percentuali di detrazione in base al reddito Il beneficio non è uniforme per tutti i lavoratori. Per i redditi fino a 8.500 euro annui, la riduzione dei contributi è fissata al 7,1%. Per chi guadagna tra 8.501 e 15.000 euro, lo sconto scende al 5,3%, mentre per redditi compresi tra 15.001 e 20.000 euro la percentuale si riduce al 4,8%. Per la fascia di reddito tra 20.000 e 32.000 euro è prevista invece una detrazione fissa annuale di 1.000 euro, che diminuisce progressivamente fino ad azzerarsi al raggiungimento dei 40.000 euro annui. Gli effetti concreti sullo stipendi...

Prodotti per l’infanzia: prezzi in aumento nonostante Iva al 5%



Nonostante la riduzione dell’Iva al 5% in vigore dal primo gennaio scorso sui prodotti per l’infanzia (pannolini, latte e seggiolini auto per bambini), si moltiplicano le denunce dei consumatori che segnalano prezzi in aumento. E così il governo ha deciso di accendere un faro sulle possibili speculazioni nel settore.

Il Garante per la sorveglianza dei prezzi, si spiega in una nota, ha sin dall'inizio e su disposizione del Ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso, realizzato un monitoraggio mensile volto a stimare la variazione corrente dei prezzi al consumo dei prodotti assoggettati alla nuova aliquota, rispetto al mese di dicembre 2022. Da questo monitoraggio è emerso che nel primo trimestre 2023, la riduzione delle aliquote non si è trasferita interamente a vantaggio del consumatore: in alcuni casi, infatti, si osserva una diminuzione del prezzo pari solo al 50% di quella attesa.

A seguito di questi dati, il ministro Urso ha dato mandato al Garante per la sorveglianza dei prezzi di convocare al più presto una riunione della nuova Commissione di allerta rapida, istituita con il Decreto trasparenza, per l’approfondimento delle ragioni sottese alle dinamiche di prezzo dei prodotti interessati, al fine di realizzare gli interventi necessari.

Nel dettaglio, gli uffici a supporto del Garante hanno stimato, nel periodo dicembre 2022/marzo 2023, un calo del 4,9% per i pannolini aperti, del 2,9% per le mutandine, dell’1,3% del latte infanzia partenza, del 2,6% per il latte infanzia crescita e dell’1,4% per quello proseguimento; mentre i prezzi dei seggiolini auto sono calati in media del 2%.
Secondo l’Unione nazionale consumatori (Unc) gli alimenti per bambini che a gennaio avrebbero dovuto scendere di prezzo, sono aumentati dello 0,1% rispetto a dicembre 2022 e a febbraio addirittura del 2,7% sul mese precedente.

«Il problema delle manovre sull'Iva – afferma il presidente dell’Unc, Massimiliano Dona - è che se non c'è un riordino complessivo e organico, da noi sempre richiesto, finiscono solo per avvantaggiare i commercianti che non sono obbligati a trasferire il taglio dell'imposta sul prezzo finale e, quindi, troppo spesso, se lo incassano».

«Come accaduto con i prezzi dei carburanti ai distributori, oggi ai minimi dal 2021 – commenta anche il ministro Urso - agiremo con costanza e determinazione affinchè si riducano i prezzi dei prodotti per l’infanzia, con una operazione trasparenza che faccia comprendere chi ne ha eventualmente approfittato. Il taglio dell’Iva doveva andare tutto a beneficio dei consumatori e interverremo in tal senso. Nel frattempo notiamo che dopo il nostro intervento è cominciata la discesa dei prezzi della pasta».

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