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Bonus fino a 1.000 euro: come cambia la busta paga dei lavoratori nel 2026

 Il bonus per i lavoratori dipendenti viene confermato anche per il 2026, grazie alle misure previste dalla legge di bilancio. Il provvedimento consiste in un esonero contributivo che riduce i contributi previdenziali dovuti all’Inps, con percentuali variabili in base al reddito annuo. In concreto, lo sconto può oscillare tra il 4,8% e il 7,1%, incidendo direttamente sull’importo netto dello stipendio mensile. Le percentuali di detrazione in base al reddito Il beneficio non è uniforme per tutti i lavoratori. Per i redditi fino a 8.500 euro annui, la riduzione dei contributi è fissata al 7,1%. Per chi guadagna tra 8.501 e 15.000 euro, lo sconto scende al 5,3%, mentre per redditi compresi tra 15.001 e 20.000 euro la percentuale si riduce al 4,8%. Per la fascia di reddito tra 20.000 e 32.000 euro è prevista invece una detrazione fissa annuale di 1.000 euro, che diminuisce progressivamente fino ad azzerarsi al raggiungimento dei 40.000 euro annui. Gli effetti concreti sullo stipendi...

Istat: ad aprile migliora la fiducia di consumatori e imprese


«Ad aprile 2023 si stima un aumento sia dell’indice del clima di fiducia dei consumatori (da 105,1 a 105,5), sia dell’indice composito del clima di fiducia delle imprese che passa da 110,1 a 110,5». A comunicarlo è l’Istat, che scatta un’istantanea della situazione economica così come percepita da famiglie e aziende.

Per quanto concerne le serie componenti l’indice di fiducia dei consumatori, l’Istituto evidenzia delle variazioni eterogenee. Da un lato, il clima economico e quello corrente segnano un aumento, passando, rispettivamente, da 117,4 a 119,0 e da 99,5 a 100,2; dall’altro, si mantiene stabile il clima personale, mentre peggiorano le prospettive per il clima futuro (113,5 a 113,3).

Guardando alle imprese, il clima di fiducia migliora nei servizi di mercato (da 103,9 a 105,5), spinto soprattutto dai servizi turistici e alle imprese, ed anche nelle costruzioni (da 159,1 a 164,2), dove a trainare è soprattutto il settore edile.

Di segno opposto è invece l’indice nella manifattura, dove l’Istat stima una riduzione da 104,1 a 103,0, riflettendo una dinamica generalizzata in tutti i principali raggruppamenti di industrie (beni di consumo, intermedi e strumentali).

Allo stesso modo, nel commercio al dettaglio peggiora il clima di fiducia (da 115,7 a 113,0), spinto al ribasso dalle prospettive negative nella distribuzione tradizionale.

«In relazione alle componenti degli indici di fiducia, - conclude l’Istituto - nelle costruzioni tutte le variabili registrano un andamento positivo mentre nei servizi di mercato opinioni sull’andamento degli affari e aspettative sugli ordini in miglioramento si uniscono a giudizi sugli ordini in peggioramento. Nella manifattura e nel commercio al dettaglio tutte le componenti si deteriorano».

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