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Mutui green, la sostenibilità resta poco chiara: l’inchiesta che mette sotto esame le banche

              I mutui green sono ormai entrati stabilmente nell’offerta delle banche, ma per i consumatori ottenere informazioni chiare sui reali vantaggi resta ancora difficile. Un’inchiesta condotta in 70 filiali di 14 istituti bancari evidenzia un quadro fatto di informazioni incomplete, criteri energetici poco spiegati e difficoltà nel confrontare le diverse proposte. Pensati per incentivare l’acquisto di abitazioni più efficienti dal punto di vista energetico, questi finanziamenti prevedono condizioni agevolate , come tassi più bassi o sconti su alcune spese, per chi acquista immobili in classe energetica A o B o interviene con lavori di riqualificazione. Ma tra la promessa di sostenibilità e l’esperienza concreta in filiale emerge ancora una distanza significativa. Un prodotto ormai diffuso, ma con poca chiarezza La prima evidenza dell’indagine è che il mutuo green è ormai diventato una proposta stabile . Il problema riguarda però la trasparen...

Istat: ad aprile migliora la fiducia di consumatori e imprese


«Ad aprile 2023 si stima un aumento sia dell’indice del clima di fiducia dei consumatori (da 105,1 a 105,5), sia dell’indice composito del clima di fiducia delle imprese che passa da 110,1 a 110,5». A comunicarlo è l’Istat, che scatta un’istantanea della situazione economica così come percepita da famiglie e aziende.

Per quanto concerne le serie componenti l’indice di fiducia dei consumatori, l’Istituto evidenzia delle variazioni eterogenee. Da un lato, il clima economico e quello corrente segnano un aumento, passando, rispettivamente, da 117,4 a 119,0 e da 99,5 a 100,2; dall’altro, si mantiene stabile il clima personale, mentre peggiorano le prospettive per il clima futuro (113,5 a 113,3).

Guardando alle imprese, il clima di fiducia migliora nei servizi di mercato (da 103,9 a 105,5), spinto soprattutto dai servizi turistici e alle imprese, ed anche nelle costruzioni (da 159,1 a 164,2), dove a trainare è soprattutto il settore edile.

Di segno opposto è invece l’indice nella manifattura, dove l’Istat stima una riduzione da 104,1 a 103,0, riflettendo una dinamica generalizzata in tutti i principali raggruppamenti di industrie (beni di consumo, intermedi e strumentali).

Allo stesso modo, nel commercio al dettaglio peggiora il clima di fiducia (da 115,7 a 113,0), spinto al ribasso dalle prospettive negative nella distribuzione tradizionale.

«In relazione alle componenti degli indici di fiducia, - conclude l’Istituto - nelle costruzioni tutte le variabili registrano un andamento positivo mentre nei servizi di mercato opinioni sull’andamento degli affari e aspettative sugli ordini in miglioramento si uniscono a giudizi sugli ordini in peggioramento. Nella manifattura e nel commercio al dettaglio tutte le componenti si deteriorano».

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