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Mutui green, la sostenibilità resta poco chiara: l’inchiesta che mette sotto esame le banche

              I mutui green sono ormai entrati stabilmente nell’offerta delle banche, ma per i consumatori ottenere informazioni chiare sui reali vantaggi resta ancora difficile. Un’inchiesta condotta in 70 filiali di 14 istituti bancari evidenzia un quadro fatto di informazioni incomplete, criteri energetici poco spiegati e difficoltà nel confrontare le diverse proposte. Pensati per incentivare l’acquisto di abitazioni più efficienti dal punto di vista energetico, questi finanziamenti prevedono condizioni agevolate , come tassi più bassi o sconti su alcune spese, per chi acquista immobili in classe energetica A o B o interviene con lavori di riqualificazione. Ma tra la promessa di sostenibilità e l’esperienza concreta in filiale emerge ancora una distanza significativa. Un prodotto ormai diffuso, ma con poca chiarezza La prima evidenza dell’indagine è che il mutuo green è ormai diventato una proposta stabile . Il problema riguarda però la trasparen...

Gen Z e Millennial, preoccupa il costo della vita



L'elevata inflazione degli ultimi mesi ha spaventato anche Millennial e Gen Z di tutto il mondo, essendo il problema numero uno nel 2022. Ciò lo rivela l'ultima edizione della “Deloitte Global GenZ and Millennial Survey”. Secondo tale studio, condotto su un campione di oltre 22.000 persone in 44 paesi del mondo e più di 800 giovani in Italia, le preoccupazioni per il costo della vita erano in primo piano tra tutte, e anche nel nostro Paese i ragazzi e le ragazze risultano essere particolarmente preoccupati per l'aumento del costo della vita. In particolare, sembra essere una delle principali preoccupazioni per quasi la metà dei millennial italiani (46%) e il 38% degli intervistati della GenZ.

 

In secondo luogo, ma di estrema importanza, è la questione climatica, la quale rimane una priorità secondo il 37% dei millennials italiani e il 34% della Generazione Z. Alta anche la preoccupazione per la perdita del lavoro: 29% di GenZ e 26% di millennials italiani. In linea con la media globale, il 50% della Generazione Z e il 47% dei Millennial vivono di stipendio in stipendio e si preoccupano soltanto di far quadrare i conti, nella speranza di riuscire ad arrivare a fine mese. In particolare, la GenZ e i Millennial italiani hanno espresso un alto grado di preoccupazione per l'impatto della stagnazione economica su di loro, che incide sulla loro capacità di creare una famiglia e acquistare una casa.

 

Se l'economia non dovesse migliorare nel prossimo anno, quindi, il 71% dei millennial e il 63% della GenZ nel nostro Paese pensa che mettere su famiglia sarà molto difficile o impossibile (rispetto a medie globali del 47% e del 50%). Anche le preoccupazioni per le case sono significativamente superiori alla media globale: il 71% dei GenZ e il 73% dei Millennials ritengono che se la situazione economica non migliora, non potranno acquistare nel prossimo anno. In risposta all'instabilità economica, il 37% della Generazione Z e il 23% dei Millennial in Italia hanno almeno un secondo lavoro per integrare la loro prima fonte di reddito. 

 

«Anche sul fronte del lavoro - Fabio Pompei, ceo di Deloitte Italia - si consolidano trend molto significativi. Flessibilità, salute mentale, attenzione all'impatto ambientale e sociale sono sempre più importanti per GenZ e Millennial alla ricerca di un lavoro. Molti giovani, inoltre, hanno messo in discussione la gerarchia di valori che dà senso alla loro vita: in Italia 7 intervistati su 10 affermano che famiglia e amici sono più importanti della carriera. Un dato che si riflette nella grande importanza attribuita al work-life balance e al lavoro ibrido, ormai considerato new normal».

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