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Mutui green, la sostenibilità resta poco chiara: l’inchiesta che mette sotto esame le banche

              I mutui green sono ormai entrati stabilmente nell’offerta delle banche, ma per i consumatori ottenere informazioni chiare sui reali vantaggi resta ancora difficile. Un’inchiesta condotta in 70 filiali di 14 istituti bancari evidenzia un quadro fatto di informazioni incomplete, criteri energetici poco spiegati e difficoltà nel confrontare le diverse proposte. Pensati per incentivare l’acquisto di abitazioni più efficienti dal punto di vista energetico, questi finanziamenti prevedono condizioni agevolate , come tassi più bassi o sconti su alcune spese, per chi acquista immobili in classe energetica A o B o interviene con lavori di riqualificazione. Ma tra la promessa di sostenibilità e l’esperienza concreta in filiale emerge ancora una distanza significativa. Un prodotto ormai diffuso, ma con poca chiarezza La prima evidenza dell’indagine è che il mutuo green è ormai diventato una proposta stabile . Il problema riguarda però la trasparen...

Concessioni Balneari, la Commissione Ue in pressing su Roma


Lo scontro tra il governo italiano e la Commissione Ue sulle concessioni balneari potrebbe presto assumere i contorni di un conflitto istituzionale ai più alti livelli. Secondo fonti di Bruxelles, la Commissione sarebbe pronta a procedere ulteriormente nella procedura di infrazione per violazione della direttiva Bolkestein, inviando un “parere motivato” all’esecutivo di Giorgia Meloni. In caso di assenza di una risposta alle richieste europee, o di una loro insufficienza, lo step successivo sarebbe il deferimento dell’Italia alla Corte di giustizia dell’Ue.

Il parere motivato non dovrebbe, tuttavia, arrivare prima della sentenza della Corte del Lussemburgo, attesa per giovedì 20 aprile. Interpellata dal Tar di Lecce, la Corte dovrebbe confermare la sua giurisprudenza in materia. La volontà della Commissione di concedere qualche settimana in più al governo italiano sarebbe giustificata dall’incontro, avvenuto la settimana scorsa, tra la premier Giorgia Meloni e il commissario Ue con delega al mercato interno, Thierry Breton, nel quale la prima avrebbe garantito al secondo la volontà di procedere con la piena applicazione della direttiva Bolkestein quanto prima.


La proroga al 2024

Queste rassicurazioni sembrano però contraddire le decisioni ufficiali prese dall’esecutivo italiano in materia, che nel decreto Milleproroghe aveva esteso le concessioni balneari esistenti a tutto il 2024, misura peraltro giudicata illegittima dal Consiglio di Stato.

Giovedì 20 è dunque attesa una nuova sentenza da parte della Corte di giustizia Ue, che si pronuncerà in via pregiudiziale su una serie di questioni sollevate da Tar Puglia. Il tribunale amministrativo ha infatti chiesto alla Corta di stabilire che la direttiva in questione sia valida e vincolante e «se presenti o meno assenza di spazi discrezionali per il legislatore nazionale tali da poterla ritenere autoesecutiva e immediatamente applicabile».


Salvini: “Garantire a chi lavora da tanti anni di poter continuare attività”

Dal canto suo, il ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini afferma di «[voler] garantire ai balneari che vogliono continuare a lavorare in uno stabilimento balneare che gestiscono da tanti anni il fatto che possano continuare a farlo».

«Se qualcuno è stanco e non se la sente più – ha continuato Salvini- è giusto che chieda l’indennizzo per tutti gli investimenti fatti su quella spiaggia. Se uno se la sente e ha voglia di andare avanti, magari con i suoi figlioli o i suoi nipoti, deve poterlo fare. Perché non può valere solo il criterio economico che ti porta la prima multinazionale di turno ad appropriarsi delle spiagge. Io personalmente sto lavorando anche per una mappatura delle spiagge e delle coste italiane per garantire chi lavora da tanto tempo in spiaggia di continuare a farlo».

 

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