Passa ai contenuti principali

In primo piano

Bonus fino a 1.000 euro: come cambia la busta paga dei lavoratori nel 2026

 Il bonus per i lavoratori dipendenti viene confermato anche per il 2026, grazie alle misure previste dalla legge di bilancio. Il provvedimento consiste in un esonero contributivo che riduce i contributi previdenziali dovuti all’Inps, con percentuali variabili in base al reddito annuo. In concreto, lo sconto può oscillare tra il 4,8% e il 7,1%, incidendo direttamente sull’importo netto dello stipendio mensile. Le percentuali di detrazione in base al reddito Il beneficio non è uniforme per tutti i lavoratori. Per i redditi fino a 8.500 euro annui, la riduzione dei contributi è fissata al 7,1%. Per chi guadagna tra 8.501 e 15.000 euro, lo sconto scende al 5,3%, mentre per redditi compresi tra 15.001 e 20.000 euro la percentuale si riduce al 4,8%. Per la fascia di reddito tra 20.000 e 32.000 euro è prevista invece una detrazione fissa annuale di 1.000 euro, che diminuisce progressivamente fino ad azzerarsi al raggiungimento dei 40.000 euro annui. Gli effetti concreti sullo stipendi...

Concessioni Balneari, la Commissione Ue in pressing su Roma


Lo scontro tra il governo italiano e la Commissione Ue sulle concessioni balneari potrebbe presto assumere i contorni di un conflitto istituzionale ai più alti livelli. Secondo fonti di Bruxelles, la Commissione sarebbe pronta a procedere ulteriormente nella procedura di infrazione per violazione della direttiva Bolkestein, inviando un “parere motivato” all’esecutivo di Giorgia Meloni. In caso di assenza di una risposta alle richieste europee, o di una loro insufficienza, lo step successivo sarebbe il deferimento dell’Italia alla Corte di giustizia dell’Ue.

Il parere motivato non dovrebbe, tuttavia, arrivare prima della sentenza della Corte del Lussemburgo, attesa per giovedì 20 aprile. Interpellata dal Tar di Lecce, la Corte dovrebbe confermare la sua giurisprudenza in materia. La volontà della Commissione di concedere qualche settimana in più al governo italiano sarebbe giustificata dall’incontro, avvenuto la settimana scorsa, tra la premier Giorgia Meloni e il commissario Ue con delega al mercato interno, Thierry Breton, nel quale la prima avrebbe garantito al secondo la volontà di procedere con la piena applicazione della direttiva Bolkestein quanto prima.


La proroga al 2024

Queste rassicurazioni sembrano però contraddire le decisioni ufficiali prese dall’esecutivo italiano in materia, che nel decreto Milleproroghe aveva esteso le concessioni balneari esistenti a tutto il 2024, misura peraltro giudicata illegittima dal Consiglio di Stato.

Giovedì 20 è dunque attesa una nuova sentenza da parte della Corte di giustizia Ue, che si pronuncerà in via pregiudiziale su una serie di questioni sollevate da Tar Puglia. Il tribunale amministrativo ha infatti chiesto alla Corta di stabilire che la direttiva in questione sia valida e vincolante e «se presenti o meno assenza di spazi discrezionali per il legislatore nazionale tali da poterla ritenere autoesecutiva e immediatamente applicabile».


Salvini: “Garantire a chi lavora da tanti anni di poter continuare attività”

Dal canto suo, il ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini afferma di «[voler] garantire ai balneari che vogliono continuare a lavorare in uno stabilimento balneare che gestiscono da tanti anni il fatto che possano continuare a farlo».

«Se qualcuno è stanco e non se la sente più – ha continuato Salvini- è giusto che chieda l’indennizzo per tutti gli investimenti fatti su quella spiaggia. Se uno se la sente e ha voglia di andare avanti, magari con i suoi figlioli o i suoi nipoti, deve poterlo fare. Perché non può valere solo il criterio economico che ti porta la prima multinazionale di turno ad appropriarsi delle spiagge. Io personalmente sto lavorando anche per una mappatura delle spiagge e delle coste italiane per garantire chi lavora da tanto tempo in spiaggia di continuare a farlo».

 

Commenti