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Bonus fino a 1.000 euro: come cambia la busta paga dei lavoratori nel 2026

 Il bonus per i lavoratori dipendenti viene confermato anche per il 2026, grazie alle misure previste dalla legge di bilancio. Il provvedimento consiste in un esonero contributivo che riduce i contributi previdenziali dovuti all’Inps, con percentuali variabili in base al reddito annuo. In concreto, lo sconto può oscillare tra il 4,8% e il 7,1%, incidendo direttamente sull’importo netto dello stipendio mensile. Le percentuali di detrazione in base al reddito Il beneficio non è uniforme per tutti i lavoratori. Per i redditi fino a 8.500 euro annui, la riduzione dei contributi è fissata al 7,1%. Per chi guadagna tra 8.501 e 15.000 euro, lo sconto scende al 5,3%, mentre per redditi compresi tra 15.001 e 20.000 euro la percentuale si riduce al 4,8%. Per la fascia di reddito tra 20.000 e 32.000 euro è prevista invece una detrazione fissa annuale di 1.000 euro, che diminuisce progressivamente fino ad azzerarsi al raggiungimento dei 40.000 euro annui. Gli effetti concreti sullo stipendi...

Auto nuova? Prezzi alle stelle



Acquistare un’automobile sembra essere diventato sempre più un lusso per gli italiani: alle lunghe liste d’attesa, legate alle difficoltà di produzione su scala internazionale, si aggiungono prezzi da capogiro, al punto che il costo medio di un auto supera ormai i 26mila euro.

A dirlo è Assoutenti, che ha condotto uno studio per confrontare i listini delle principali case automobilistiche. Dall’analisi emerge che se nel 2013 bastavano 18mila euro per acquistare una vettura nuova in Italia, in dieci anni la cifra è salita del 44%. Ad avvalorare questi dati è anche l’Istat, secondo cui a marzo i prezzi delle auto nuove hanno segnato un +6,1% su base annua.

Le cause di questi rincari vertiginosi sarebbero da ritrovare sia nella crescita della fetta di mercato delle auto elettriche, i cui costi elevati hanno alzato la media, sia nella scarsità delle materie prime sui mercati globali, che dai microchip alla componentistica sono sempre più introvabili.

«Se da un lato si spingono gli italiani a rinnovare il parco auto optando per vetture meno inquinanti, dall’altro acquistare una nuova vettura è sempre più proibitivo, a causa di prezzi in costante crescita e di tempi di attesa infiniti che scoraggiano gli utenti - spiega il presidente di Assoutenti Furio Truzzi - La crisi delle materie prime ha avuto ripercussioni enormi sul settore, ma i costi di tale situazione sono stati scaricati sui consumatori finali i quali, ancora una volta, si ritrovano a pagare il prezzo di una crisi globale. Crediamo che il Governo debba contrastare l’esplosione dei listini delle auto studiando una seria politica di incentivi per il settore, senza limitare gli aiuti solo all’elettrico, in modo da sostenere chi decide di cambiare l’automobile passando a modelli meno inquinanti».

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