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Conflitto in Iran: voli cancellati, rimborsi e diritti dei passeggeri

Il conflitto in Iran sta avendo conseguenze concrete anche per chi viaggia. Oltre alle tensioni geopolitiche, infatti, molti passeggeri europei stanno affrontando cancellazioni, modifiche dei voli e incertezze sui rimborsi. Fondamentale in questo caso conoscere i propri diritti per evitare di perdere soldi o restare bloccati senza assistenza. Spazio aereo chiuso e voli cancellati Le tensioni legate al conflitto hanno portato alla chiusura o alla limitazione dello spazio aereo in diverse aree del Medio Oriente. Questo ha costretto molte compagnie aeree a: cancellare voli, modificare rotte, riprogrammare partenze e arrivi. Le conseguenze riguardano non solo i collegamenti diretti con l’Iran, ma anche numerosi voli internazionali che sorvolano la regione. Rimborso o riprotezione: cosa spetta ai passeggeri Altroconsumo ricorda che, in caso di cancellazione del volo, i viaggiatori hanno diritto a scegliere tra: rimborso del biglietto , oppure volo alternativo verso la stessa de...

Aumenti del prezzo della pasta. Allarme dall’Unione dei consumatori


La guerra delle famiglie contro i carrelli costosi inizia con la pasta. L'Unione Italiana dei Consumatori denuncia che dal mese di giugno del 2021 fino ai giorni attuali, il prezzo della pasta è aumentato di circa il 37%. L'associazione studia nuove denunce all'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato e all'Agenzia di Giustizia Penale per possibili violazioni dell'andamento dei listini al dettaglio: «È necessario - scrive il Codacons - verificare se vi siano anomalie sul mercato tese a mantenere elevati i prezzi al dettaglio di un prodotto molto presente sulle tavole degli italiani». Inoltre, secondo il Codacons, l'aggiunta di pratiche ipotetiche e speculative sulle merci potrebbero costituire un cancello anticoncorrenziale. 

C'è una battaglia aperta per i costosi maccheroni in questo momento. La Coldiretti, secondo quanto riportato dai dati Istat Coeweb, ha gettato pochi giorni fa la sua prima pietra nello stagno, denunciando che, mentre i pagamenti del grano duro agli agricoltori sono diminuiti del 30% l'anno scorso, il prezzo della pasta è aumentato del 18% nello stesso periodo. Al tavolo degli imputati, gli industriali si sono subito mobilitati per difendersi, soprattutto dall'accusa di speculazione: «Il grano ha prezzi troppo fluttuanti e non l'industria della pasta a determinare il prezzo del grano duro, a farlo è il mercato globale con meccanismi e quotazioni internazionali», ha annunciato qualche giorno fa Riccardo Felicetti, Presidente dei pastai dell'Unione Italiana Food

I produttori sottolineano poi che il grano duro e la semola incidono significativamente sul costo finale della pasta, considerato un prodotto mono ingrediente, ma bisogna anche fare i conti con altre voci di costo come energia, imballaggio e trasporto. 

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