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Bonus fino a 1.000 euro: come cambia la busta paga dei lavoratori nel 2026

 Il bonus per i lavoratori dipendenti viene confermato anche per il 2026, grazie alle misure previste dalla legge di bilancio. Il provvedimento consiste in un esonero contributivo che riduce i contributi previdenziali dovuti all’Inps, con percentuali variabili in base al reddito annuo. In concreto, lo sconto può oscillare tra il 4,8% e il 7,1%, incidendo direttamente sull’importo netto dello stipendio mensile. Le percentuali di detrazione in base al reddito Il beneficio non è uniforme per tutti i lavoratori. Per i redditi fino a 8.500 euro annui, la riduzione dei contributi è fissata al 7,1%. Per chi guadagna tra 8.501 e 15.000 euro, lo sconto scende al 5,3%, mentre per redditi compresi tra 15.001 e 20.000 euro la percentuale si riduce al 4,8%. Per la fascia di reddito tra 20.000 e 32.000 euro è prevista invece una detrazione fissa annuale di 1.000 euro, che diminuisce progressivamente fino ad azzerarsi al raggiungimento dei 40.000 euro annui. Gli effetti concreti sullo stipendi...

Una coperta sempre più corta: in arrivo il nuovo decreto aiuti

 



Il 31 marzo scadranno gli aiuti a famiglie e imprese mirati ad ammortizzare l’impatto dei rincari di luce e gas, e per il momento il futuro è più che incerto.

Nella scorsa legge di bilancio, il governo aveva prorogato e rafforzato buonaparte dei bonus e aiuti messi in campo dall’esecutivo Draghi: dal bonus sociale bollette per i redditi Isee fino a 15.000 euro, passando per il mantenimento dell’aliquota IVA al 5% per le somministrazioni di energia prodotta con gas metano, fino al credito di imposta a favore delle imprese.

La coperta è però corta. Le risorse messe a disposizione nella manovra (circa 21 miliardi) sono servite solo a coprire le misure per il primo trimestre del 2023, mentre il dopo appare piuttosto incerto. Una linea sembra però filtrare dal ministero dell’economia e da palazzo chigi: lo stato delle finanze pubbliche non conentirà di prorogare i provvedimenti tout court, richiedendo delle modifiche che ne limitino lo spettro di applicazione.

Le ipotesi in campo procedono lungo due principali direttrici. Da un lato, il governo sembra intenzionato a passare ad un bonus famiglie basato sui consumi che premi il risparmio, in linea con le indicazioni dell’UE, mentre sul fronte degli oneri generali di sistema, fin qui azzerati, non si esclude un taglio parziale o una reintroduzione.

Pr quanto riguarda le imprese, l’idea sarebbe quella di concepire sostegni economici differenziati su tre fasce, così da ridurre l’impatto sulle finanze pubbliche e tenere in considerazione le esigenze di diversi settori.

Le associazioni dei consumatori sono però preoccupate da una uscita dal sistema di bonus ed incentivi troppo veloce e brutale, che, a loro dire, potrebbe annullare i benefici attesi da un calo delle bollette di luce e gas stimati dall’Arera per il primo e secondo trimestre dell’anno.

L’unico punto fisso sembra essere per ora il mantenimento del bonus sociale per tutto il 2023, con il presidente dell’Arera Stefano Besseghini che ha ne annunciato la proroga con una soglia di reddito invariata, fissata a 15.000 euro di Isee.

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