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Fisco, metà degli italiani non paga. Il 19% degli italiani paga quasi il 65% dell’Irpef

  Quasi la metà degli italiani non ha redditi "e quindi vive di fatto "a carico" di altri cittadini, e in particolare di quel 18,78% di contribuenti che dichiara redditi dai 35mila euro in su , corrispondendo da solo circa il 65% di tutta l'IRPEF ". È quanto emerge dall'ultimo Osservatorio Itinerari Previdenziali, presentato al CNEL nel corso delle celebrazioni per l'80° anniversario CIDA. L'Irpef rappresenta un conto da 200 miliardi "che a pagare sono però i 'soliti noti'" rileva la ricerca. Nonostante aumentino sia i dichiaranti , vale a dire 42.837.963 persone che hanno presentano una dichiarazione dei redditi , sia i versanti , vale a dire 34.105.072 soggetti che hanno effettivamente corrisposto almeno 1 euro di IRPEF , "il carico fiscale del Paese continua a gravare sulle spalle di quei circa 8 milioni di contribuenti che dichiarano 35mila euro lordi l'anno - all'incirca 2mila euro netti al mese - e versano il 65% ...

Una coperta sempre più corta: in arrivo il nuovo decreto aiuti

 



Il 31 marzo scadranno gli aiuti a famiglie e imprese mirati ad ammortizzare l’impatto dei rincari di luce e gas, e per il momento il futuro è più che incerto.

Nella scorsa legge di bilancio, il governo aveva prorogato e rafforzato buonaparte dei bonus e aiuti messi in campo dall’esecutivo Draghi: dal bonus sociale bollette per i redditi Isee fino a 15.000 euro, passando per il mantenimento dell’aliquota IVA al 5% per le somministrazioni di energia prodotta con gas metano, fino al credito di imposta a favore delle imprese.

La coperta è però corta. Le risorse messe a disposizione nella manovra (circa 21 miliardi) sono servite solo a coprire le misure per il primo trimestre del 2023, mentre il dopo appare piuttosto incerto. Una linea sembra però filtrare dal ministero dell’economia e da palazzo chigi: lo stato delle finanze pubbliche non conentirà di prorogare i provvedimenti tout court, richiedendo delle modifiche che ne limitino lo spettro di applicazione.

Le ipotesi in campo procedono lungo due principali direttrici. Da un lato, il governo sembra intenzionato a passare ad un bonus famiglie basato sui consumi che premi il risparmio, in linea con le indicazioni dell’UE, mentre sul fronte degli oneri generali di sistema, fin qui azzerati, non si esclude un taglio parziale o una reintroduzione.

Pr quanto riguarda le imprese, l’idea sarebbe quella di concepire sostegni economici differenziati su tre fasce, così da ridurre l’impatto sulle finanze pubbliche e tenere in considerazione le esigenze di diversi settori.

Le associazioni dei consumatori sono però preoccupate da una uscita dal sistema di bonus ed incentivi troppo veloce e brutale, che, a loro dire, potrebbe annullare i benefici attesi da un calo delle bollette di luce e gas stimati dall’Arera per il primo e secondo trimestre dell’anno.

L’unico punto fisso sembra essere per ora il mantenimento del bonus sociale per tutto il 2023, con il presidente dell’Arera Stefano Besseghini che ha ne annunciato la proroga con una soglia di reddito invariata, fissata a 15.000 euro di Isee.

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