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Mutui green, la sostenibilità resta poco chiara: l’inchiesta che mette sotto esame le banche

              I mutui green sono ormai entrati stabilmente nell’offerta delle banche, ma per i consumatori ottenere informazioni chiare sui reali vantaggi resta ancora difficile. Un’inchiesta condotta in 70 filiali di 14 istituti bancari evidenzia un quadro fatto di informazioni incomplete, criteri energetici poco spiegati e difficoltà nel confrontare le diverse proposte. Pensati per incentivare l’acquisto di abitazioni più efficienti dal punto di vista energetico, questi finanziamenti prevedono condizioni agevolate , come tassi più bassi o sconti su alcune spese, per chi acquista immobili in classe energetica A o B o interviene con lavori di riqualificazione. Ma tra la promessa di sostenibilità e l’esperienza concreta in filiale emerge ancora una distanza significativa. Un prodotto ormai diffuso, ma con poca chiarezza La prima evidenza dell’indagine è che il mutuo green è ormai diventato una proposta stabile . Il problema riguarda però la trasparen...

Una coperta sempre più corta: in arrivo il nuovo decreto aiuti

 



Il 31 marzo scadranno gli aiuti a famiglie e imprese mirati ad ammortizzare l’impatto dei rincari di luce e gas, e per il momento il futuro è più che incerto.

Nella scorsa legge di bilancio, il governo aveva prorogato e rafforzato buonaparte dei bonus e aiuti messi in campo dall’esecutivo Draghi: dal bonus sociale bollette per i redditi Isee fino a 15.000 euro, passando per il mantenimento dell’aliquota IVA al 5% per le somministrazioni di energia prodotta con gas metano, fino al credito di imposta a favore delle imprese.

La coperta è però corta. Le risorse messe a disposizione nella manovra (circa 21 miliardi) sono servite solo a coprire le misure per il primo trimestre del 2023, mentre il dopo appare piuttosto incerto. Una linea sembra però filtrare dal ministero dell’economia e da palazzo chigi: lo stato delle finanze pubbliche non conentirà di prorogare i provvedimenti tout court, richiedendo delle modifiche che ne limitino lo spettro di applicazione.

Le ipotesi in campo procedono lungo due principali direttrici. Da un lato, il governo sembra intenzionato a passare ad un bonus famiglie basato sui consumi che premi il risparmio, in linea con le indicazioni dell’UE, mentre sul fronte degli oneri generali di sistema, fin qui azzerati, non si esclude un taglio parziale o una reintroduzione.

Pr quanto riguarda le imprese, l’idea sarebbe quella di concepire sostegni economici differenziati su tre fasce, così da ridurre l’impatto sulle finanze pubbliche e tenere in considerazione le esigenze di diversi settori.

Le associazioni dei consumatori sono però preoccupate da una uscita dal sistema di bonus ed incentivi troppo veloce e brutale, che, a loro dire, potrebbe annullare i benefici attesi da un calo delle bollette di luce e gas stimati dall’Arera per il primo e secondo trimestre dell’anno.

L’unico punto fisso sembra essere per ora il mantenimento del bonus sociale per tutto il 2023, con il presidente dell’Arera Stefano Besseghini che ha ne annunciato la proroga con una soglia di reddito invariata, fissata a 15.000 euro di Isee.

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