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Mutui green, la sostenibilità resta poco chiara: l’inchiesta che mette sotto esame le banche

              I mutui green sono ormai entrati stabilmente nell’offerta delle banche, ma per i consumatori ottenere informazioni chiare sui reali vantaggi resta ancora difficile. Un’inchiesta condotta in 70 filiali di 14 istituti bancari evidenzia un quadro fatto di informazioni incomplete, criteri energetici poco spiegati e difficoltà nel confrontare le diverse proposte. Pensati per incentivare l’acquisto di abitazioni più efficienti dal punto di vista energetico, questi finanziamenti prevedono condizioni agevolate , come tassi più bassi o sconti su alcune spese, per chi acquista immobili in classe energetica A o B o interviene con lavori di riqualificazione. Ma tra la promessa di sostenibilità e l’esperienza concreta in filiale emerge ancora una distanza significativa. Un prodotto ormai diffuso, ma con poca chiarezza La prima evidenza dell’indagine è che il mutuo green è ormai diventato una proposta stabile . Il problema riguarda però la trasparen...

Un sondaggio Bankitalia prevede una riduzione dei prezzi delle case

 


Secondo il Sondaggio congiunturale sul mercato delle abitazioni condotto da Bankitalia e relativo al IV trimestre del 2022 è la prima volta dal 2021 in cui le valutazioni di riduzione dei prezzi delle case hanno leggermente superato quelle di aumento.

Questo è quanto evidenziato dal sondaggio tra le 1583 agenzie del territorio. È stato anche rilevato un aumento del divario tra chi pensa per i prossimi mesi, se non per gli anni futuri, a una diminuzione dei prezzi e chi invece ritiene che le quotazioni aumenteranno.

La quota di compravendite finanziate con mutuo ipotecario si è ridotta significativamente ed è arrivata al 65,3% rispetto al 68% dei tre mesi precedenti. Il rapporto fra l’ammontare del prestito e il valore dell’immobile (noto come Ltv) è rimasto su valori elevati, attorno a quota 77, ma inferiore di due punti rispetto al recente passato. Un dato considerevole del trend di mercato è quanto chiede in meno il compratore, ovvero lo sconto medio: il dato è passato dall’8,4 all’8,8%.

Un altro elemento rilevante è che anche il tempo di vendita è notevolmente aumentato. I tempi necessari per concludere la transazione (di norma per le agenzie l’operazione è considerata conclusa e quindi remunerata quando viene firmato il compromesso) sono saliti da 5,9 a 6,1 mesi. La maggior parte degli incarichi di vendita non si concludono per via della forte discrepanza del divario di prezzo tra quanto richiesto dal venditore e le disponibilità di chi vorrebbe comprare. È un fenomeno che si ripete tutte le volte che il mercato cambia verso: per diversi mesi le vendite si bloccano prima di veder cambiare idea ai venditori.

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