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Bonus fino a 1.000 euro: come cambia la busta paga dei lavoratori nel 2026

 Il bonus per i lavoratori dipendenti viene confermato anche per il 2026, grazie alle misure previste dalla legge di bilancio. Il provvedimento consiste in un esonero contributivo che riduce i contributi previdenziali dovuti all’Inps, con percentuali variabili in base al reddito annuo. In concreto, lo sconto può oscillare tra il 4,8% e il 7,1%, incidendo direttamente sull’importo netto dello stipendio mensile. Le percentuali di detrazione in base al reddito Il beneficio non è uniforme per tutti i lavoratori. Per i redditi fino a 8.500 euro annui, la riduzione dei contributi è fissata al 7,1%. Per chi guadagna tra 8.501 e 15.000 euro, lo sconto scende al 5,3%, mentre per redditi compresi tra 15.001 e 20.000 euro la percentuale si riduce al 4,8%. Per la fascia di reddito tra 20.000 e 32.000 euro è prevista invece una detrazione fissa annuale di 1.000 euro, che diminuisce progressivamente fino ad azzerarsi al raggiungimento dei 40.000 euro annui. Gli effetti concreti sullo stipendi...

Un sondaggio Bankitalia prevede una riduzione dei prezzi delle case

 


Secondo il Sondaggio congiunturale sul mercato delle abitazioni condotto da Bankitalia e relativo al IV trimestre del 2022 è la prima volta dal 2021 in cui le valutazioni di riduzione dei prezzi delle case hanno leggermente superato quelle di aumento.

Questo è quanto evidenziato dal sondaggio tra le 1583 agenzie del territorio. È stato anche rilevato un aumento del divario tra chi pensa per i prossimi mesi, se non per gli anni futuri, a una diminuzione dei prezzi e chi invece ritiene che le quotazioni aumenteranno.

La quota di compravendite finanziate con mutuo ipotecario si è ridotta significativamente ed è arrivata al 65,3% rispetto al 68% dei tre mesi precedenti. Il rapporto fra l’ammontare del prestito e il valore dell’immobile (noto come Ltv) è rimasto su valori elevati, attorno a quota 77, ma inferiore di due punti rispetto al recente passato. Un dato considerevole del trend di mercato è quanto chiede in meno il compratore, ovvero lo sconto medio: il dato è passato dall’8,4 all’8,8%.

Un altro elemento rilevante è che anche il tempo di vendita è notevolmente aumentato. I tempi necessari per concludere la transazione (di norma per le agenzie l’operazione è considerata conclusa e quindi remunerata quando viene firmato il compromesso) sono saliti da 5,9 a 6,1 mesi. La maggior parte degli incarichi di vendita non si concludono per via della forte discrepanza del divario di prezzo tra quanto richiesto dal venditore e le disponibilità di chi vorrebbe comprare. È un fenomeno che si ripete tutte le volte che il mercato cambia verso: per diversi mesi le vendite si bloccano prima di veder cambiare idea ai venditori.

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