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Bonus fino a 1.000 euro: come cambia la busta paga dei lavoratori nel 2026

 Il bonus per i lavoratori dipendenti viene confermato anche per il 2026, grazie alle misure previste dalla legge di bilancio. Il provvedimento consiste in un esonero contributivo che riduce i contributi previdenziali dovuti all’Inps, con percentuali variabili in base al reddito annuo. In concreto, lo sconto può oscillare tra il 4,8% e il 7,1%, incidendo direttamente sull’importo netto dello stipendio mensile. Le percentuali di detrazione in base al reddito Il beneficio non è uniforme per tutti i lavoratori. Per i redditi fino a 8.500 euro annui, la riduzione dei contributi è fissata al 7,1%. Per chi guadagna tra 8.501 e 15.000 euro, lo sconto scende al 5,3%, mentre per redditi compresi tra 15.001 e 20.000 euro la percentuale si riduce al 4,8%. Per la fascia di reddito tra 20.000 e 32.000 euro è prevista invece una detrazione fissa annuale di 1.000 euro, che diminuisce progressivamente fino ad azzerarsi al raggiungimento dei 40.000 euro annui. Gli effetti concreti sullo stipendi...

Superbonus villette, arriva la proroga al 30 settembre

 



Dopo mesi di incertezze per il settore edile e per i consumatori, con una nota ufficiale del MEF sono arrivate rassicurazioni circa due proroghe per il superbonus 110%, in scadenza a fine marzo.

In attesa che il Senato converta definitivamente in legge il decreto 11 del 2023, approvato con 185 voti favorevoli e 121 contrari dalla Camera il 30 marzo, il Ministero prova quindi a rassicurare coloro che, pur avendo iniziato i lavori di ristrutturazione, rischiavano di non poter usufruire del bonus.

Da un lato, ci sarà tempo fino al 30 settembre per saldare le spese e completare i lavori sulle unità unifamiliari, a patto che al 30 settembre 2022 sia stato effettuato almeno il 30% dei lavori complessivi. In questo modo il governo punta a ridare ossigeno a contribuenti e imprese che, pur avendo avviato una ristutturazione, non siano riusciti a completare l’intervento a causa dei ritardi nell’avanzamento dei cantieri.

Dall’altro lato, un secondo emendamento al decreto mira ad estendere l’utilizzo della remissione in bonis per comunicare la cessione del credito, che consentirà di avvalersi di tale istituto anche in caso di cessioni a favore di banche ed intermediari finanziari concluse dopo il termine del 31 marzo.

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