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Mutui green, la sostenibilità resta poco chiara: l’inchiesta che mette sotto esame le banche

              I mutui green sono ormai entrati stabilmente nell’offerta delle banche, ma per i consumatori ottenere informazioni chiare sui reali vantaggi resta ancora difficile. Un’inchiesta condotta in 70 filiali di 14 istituti bancari evidenzia un quadro fatto di informazioni incomplete, criteri energetici poco spiegati e difficoltà nel confrontare le diverse proposte. Pensati per incentivare l’acquisto di abitazioni più efficienti dal punto di vista energetico, questi finanziamenti prevedono condizioni agevolate , come tassi più bassi o sconti su alcune spese, per chi acquista immobili in classe energetica A o B o interviene con lavori di riqualificazione. Ma tra la promessa di sostenibilità e l’esperienza concreta in filiale emerge ancora una distanza significativa. Un prodotto ormai diffuso, ma con poca chiarezza La prima evidenza dell’indagine è che il mutuo green è ormai diventato una proposta stabile . Il problema riguarda però la trasparen...

Superbonus villette, arriva la proroga al 30 settembre

 



Dopo mesi di incertezze per il settore edile e per i consumatori, con una nota ufficiale del MEF sono arrivate rassicurazioni circa due proroghe per il superbonus 110%, in scadenza a fine marzo.

In attesa che il Senato converta definitivamente in legge il decreto 11 del 2023, approvato con 185 voti favorevoli e 121 contrari dalla Camera il 30 marzo, il Ministero prova quindi a rassicurare coloro che, pur avendo iniziato i lavori di ristrutturazione, rischiavano di non poter usufruire del bonus.

Da un lato, ci sarà tempo fino al 30 settembre per saldare le spese e completare i lavori sulle unità unifamiliari, a patto che al 30 settembre 2022 sia stato effettuato almeno il 30% dei lavori complessivi. In questo modo il governo punta a ridare ossigeno a contribuenti e imprese che, pur avendo avviato una ristutturazione, non siano riusciti a completare l’intervento a causa dei ritardi nell’avanzamento dei cantieri.

Dall’altro lato, un secondo emendamento al decreto mira ad estendere l’utilizzo della remissione in bonis per comunicare la cessione del credito, che consentirà di avvalersi di tale istituto anche in caso di cessioni a favore di banche ed intermediari finanziari concluse dopo il termine del 31 marzo.

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