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Voli cancellati e caro carburante: cosa devono sapere i consumatori

Il caro carburante torna a incidere sul trasporto aereo e rischia di avere effetti concreti per chi viaggia: voli cancellati e maggiore incertezza nelle prenotazioni. Ma c'è anche un aspetto inatteso Il paradosso dei prezzi Il quotidiano economico  Financial Times  ha condotto un'indagine approfondita analizzando le oscillazioni dei prezzi registrate sulla piattaforma  Google Flights . Questi numeri evidenziano una realtà sorprendente per il periodo compreso tra il  9 aprile e il 6 maggio . Le quotazioni per i viaggi di luglio verso le coste meridionali risultano  in calo su 27 delle 50 rotte principali del continente . Degno di nota è il collegamento tra  Milano e Madrid , soprannominato lo "scalo del paradosso" per l'entità del ribasso, dove la diminuzione tocca  punte del 44% . Anche altre direttrici fondamentali come  Londra-Nizza  o  Manchester-Palma  subiscono contrazioni comprese tra il  10% e il 15% . Tale manovra ...

Pasta, quasi raddoppiati i consumi in tutto il mondo

 


Negli ultimi 10 anni i consumi di pasta sono quasi raddoppiati, passando da 9 a circa 17 milioni di tonnellate, dimostrando un crescente desiderio globale per questo alimento. In particolare, in Italia, i consumatori di pasta sono i più numerosi, con una media di circa 23 chili di pasta consumati annualmente pro capite. Oltre la metà della produzione nazionale di pasta viene destinata all'estero, rappresentando circa il 61% delle esportazioni totali.

Secondo i dati forniti dall'Unione Italiana Food e dall'Istat, nel 2022 sono state esportate circa 2,4 milioni di tonnellate di pasta italiana in tutto il mondo, rappresentando un aumento del 5,2% rispetto al 2021, per un valore di 3,7 miliardi di euro, con un aumento del 31% rispetto all'anno precedente. Questo significa che più di 78 milioni di porzioni di pasta italiana sono state servite in tutto il mondo.

L'Italia è il primo produttore di pasta al mondo, con 3,5 milioni di tonnellate prodotte ogni anno, precedendo gli Stati Uniti e la Turchia. La pasta italiana è apprezzata in tutto il mondo, grazie alla qualità del prodotto e alla maestria dei produttori italiani.

Le esportazioni di pasta italiana sono prevalentemente destinate ai paesi dell'Unione Europea, rappresentando il 65,2% del totale, mentre il restante 37,8% è destinato ai paesi non appartenenti all'Unione Europea. 

I mercati più importanti per l'export di pasta italiana includono la Germania (440.044 tonnellate), il Regno Unito (296.578 tonnellate), la Francia (267.685 tonnellate), gli Stati Uniti (259.470 tonnellate) e il Giappone (67.126 tonnellate).

Tuttavia, ci sono anche alcuni paesi che registrano una crescita significativa della domanda di pasta italiana, come il Canada, la Polonia, Malta, la Libia e il Kenya, dove la crescita è del 20%. Inoltre, la domanda di pasta in paesi come l'Arabia Saudita e la Tunisia è cresciuta del 50%, mentre tocca picchi addirittura superiori al +100% in Repubblica di Moldavia, Indonesia, Iraq, Costa d'Avorio e Birmania.

Sono quasi raddoppiati in venti anni i Paesi dove si consuma più di 1 kg pro capite di pasta all'anno. In Italia il consumo pro capite è di 23 chilogrammi, contro i 17 kg della Tunisia, seconda. Seguono Venezuela (15 kg), Grecia (12,2 kg), Perù (9,9 kg) Cile (9,6 kg), Stati Uniti (8,8 kg), Turchia (8,7 kg), Iran (8,5 kg), Francia (8,3 kg) e Germania (7,9 kg).

«Oggi oltre il 60% dei pacchi di pasta prodotti in Italia viene esportata, contro il 48% nel 2000 e il 5% nel 1955 - ricorda Riccardo Felicetti, presidente dei Pastai italiani di Unione Italiana Food - Se la pasta italiana gode all'estero di tanto successo e ha un percepito estremamente positivo è merito del saper fare centenario dei pastai italiani. Protagonista di infinite ricette antispreco e del giorno dopo, la pasta si conferma un alimento sostenibile, versatile, nutrizionalmente bilanciato e accessibile».


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