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Conflitto in Iran: voli cancellati, rimborsi e diritti dei passeggeri

Il conflitto in Iran sta avendo conseguenze concrete anche per chi viaggia. Oltre alle tensioni geopolitiche, infatti, molti passeggeri europei stanno affrontando cancellazioni, modifiche dei voli e incertezze sui rimborsi. Fondamentale in questo caso conoscere i propri diritti per evitare di perdere soldi o restare bloccati senza assistenza. Spazio aereo chiuso e voli cancellati Le tensioni legate al conflitto hanno portato alla chiusura o alla limitazione dello spazio aereo in diverse aree del Medio Oriente. Questo ha costretto molte compagnie aeree a: cancellare voli, modificare rotte, riprogrammare partenze e arrivi. Le conseguenze riguardano non solo i collegamenti diretti con l’Iran, ma anche numerosi voli internazionali che sorvolano la regione. Rimborso o riprotezione: cosa spetta ai passeggeri Altroconsumo ricorda che, in caso di cancellazione del volo, i viaggiatori hanno diritto a scegliere tra: rimborso del biglietto , oppure volo alternativo verso la stessa de...

Cibo sintetico: vietate le importazioni e il consumo in Italia

 


Gli alimenti sintetici sono stati vietati in Italia e non c'è alcuna possibilità di importazione.

Il disegno di legge, approvato il 28 marzo dal Consiglio dei Ministri, vieta in modo assoluto a tutti gli operatori dell'industria alimentare e mangimistica di «impiegare, vendere, detenere per vendere, importare, esportare, somministrare oppure distribuire alimenti o mangimi costituiti, isolati o prodotti a partire da colture cellulari o da tessuti derivanti da animali vertebrati».

 In tal modo, è così saltata la clausola di mutuo riconoscimento prevista dalla bozza dell'articolo 6, che esclude dall'ambito di applicazione della legge «i prodotti legalmente fabbricati o commercializzati in un altro Stato membro dell'Unione europea, in Turchia, o in uno Stato parte contraente dell'accordo sullo spazio economico europeo», considerando in questo modo l'importazione di prodotti sintetici da parte di altri paesi.

 Di fronte a un impianto normativo così feroce - su cui il Ministro dell’Agricoltura ha costruito uno dei capisaldi del suo mandato - l'articolo 6 è apparso del tutto severo: infatti, la stessa bozza, come anche il testo definitivo, esclude esplicitamente l’importazione di tali prodotti.

Rispetto alla prima bozza è stato inoltre introdotto un tetto massimo di 150.000 euro, oltre il quale le sanzioni non potranno spingersi e rimarranno fissate in 10.000 euro, fino a un massimo di 60.000 euro, oppure fino al 10% del fatturato totale relativo all'esercizio precedente chiuso prima della violazione identificata (se tale importo supera i 60.000 euro).

 Per il resto, la struttura del disegno di legge rimane invariata. La violazione porta alla confisca dei prodotti illegali; inoltre, chi viola il divieto sarà soggetto a ulteriori sanzioni con l'esclusione dal ricevimento di contributi, finanziamenti, sussidi o altri pagamenti da parte dello Stato, di altri enti pubblici o di governi. Nello stesso periodo l'impianto produttivo sarà chiuso.

 Chiunque diventi complice sarà trattato allo stesso modo, facilitando l'atto – lo ha ribadito il Ministro Francesco Lollobrigida durante una conferenza stampa. Tale disegno di legge è stato formulato per assicurare la tutela della salute umana e degli interessi dei cittadini e per preservare la tutela del patrimonio agroalimentare, quale insieme di prodotti del patrimonio evoluzione economica e culturale dell'Italia, di importanza strategica per l'interesse nazionale.


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