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Fisco, metà degli italiani non paga. Il 19% degli italiani paga quasi il 65% dell’Irpef

  Quasi la metà degli italiani non ha redditi "e quindi vive di fatto "a carico" di altri cittadini, e in particolare di quel 18,78% di contribuenti che dichiara redditi dai 35mila euro in su , corrispondendo da solo circa il 65% di tutta l'IRPEF ". È quanto emerge dall'ultimo Osservatorio Itinerari Previdenziali, presentato al CNEL nel corso delle celebrazioni per l'80° anniversario CIDA. L'Irpef rappresenta un conto da 200 miliardi "che a pagare sono però i 'soliti noti'" rileva la ricerca. Nonostante aumentino sia i dichiaranti , vale a dire 42.837.963 persone che hanno presentano una dichiarazione dei redditi , sia i versanti , vale a dire 34.105.072 soggetti che hanno effettivamente corrisposto almeno 1 euro di IRPEF , "il carico fiscale del Paese continua a gravare sulle spalle di quei circa 8 milioni di contribuenti che dichiarano 35mila euro lordi l'anno - all'incirca 2mila euro netti al mese - e versano il 65% ...

Cibo sintetico: vietate le importazioni e il consumo in Italia

 


Gli alimenti sintetici sono stati vietati in Italia e non c'è alcuna possibilità di importazione.

Il disegno di legge, approvato il 28 marzo dal Consiglio dei Ministri, vieta in modo assoluto a tutti gli operatori dell'industria alimentare e mangimistica di «impiegare, vendere, detenere per vendere, importare, esportare, somministrare oppure distribuire alimenti o mangimi costituiti, isolati o prodotti a partire da colture cellulari o da tessuti derivanti da animali vertebrati».

 In tal modo, è così saltata la clausola di mutuo riconoscimento prevista dalla bozza dell'articolo 6, che esclude dall'ambito di applicazione della legge «i prodotti legalmente fabbricati o commercializzati in un altro Stato membro dell'Unione europea, in Turchia, o in uno Stato parte contraente dell'accordo sullo spazio economico europeo», considerando in questo modo l'importazione di prodotti sintetici da parte di altri paesi.

 Di fronte a un impianto normativo così feroce - su cui il Ministro dell’Agricoltura ha costruito uno dei capisaldi del suo mandato - l'articolo 6 è apparso del tutto severo: infatti, la stessa bozza, come anche il testo definitivo, esclude esplicitamente l’importazione di tali prodotti.

Rispetto alla prima bozza è stato inoltre introdotto un tetto massimo di 150.000 euro, oltre il quale le sanzioni non potranno spingersi e rimarranno fissate in 10.000 euro, fino a un massimo di 60.000 euro, oppure fino al 10% del fatturato totale relativo all'esercizio precedente chiuso prima della violazione identificata (se tale importo supera i 60.000 euro).

 Per il resto, la struttura del disegno di legge rimane invariata. La violazione porta alla confisca dei prodotti illegali; inoltre, chi viola il divieto sarà soggetto a ulteriori sanzioni con l'esclusione dal ricevimento di contributi, finanziamenti, sussidi o altri pagamenti da parte dello Stato, di altri enti pubblici o di governi. Nello stesso periodo l'impianto produttivo sarà chiuso.

 Chiunque diventi complice sarà trattato allo stesso modo, facilitando l'atto – lo ha ribadito il Ministro Francesco Lollobrigida durante una conferenza stampa. Tale disegno di legge è stato formulato per assicurare la tutela della salute umana e degli interessi dei cittadini e per preservare la tutela del patrimonio agroalimentare, quale insieme di prodotti del patrimonio evoluzione economica e culturale dell'Italia, di importanza strategica per l'interesse nazionale.


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