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Mutui green, la sostenibilità resta poco chiara: l’inchiesta che mette sotto esame le banche

              I mutui green sono ormai entrati stabilmente nell’offerta delle banche, ma per i consumatori ottenere informazioni chiare sui reali vantaggi resta ancora difficile. Un’inchiesta condotta in 70 filiali di 14 istituti bancari evidenzia un quadro fatto di informazioni incomplete, criteri energetici poco spiegati e difficoltà nel confrontare le diverse proposte. Pensati per incentivare l’acquisto di abitazioni più efficienti dal punto di vista energetico, questi finanziamenti prevedono condizioni agevolate , come tassi più bassi o sconti su alcune spese, per chi acquista immobili in classe energetica A o B o interviene con lavori di riqualificazione. Ma tra la promessa di sostenibilità e l’esperienza concreta in filiale emerge ancora una distanza significativa. Un prodotto ormai diffuso, ma con poca chiarezza La prima evidenza dell’indagine è che il mutuo green è ormai diventato una proposta stabile . Il problema riguarda però la trasparen...

Cibo sintetico: vietate le importazioni e il consumo in Italia

 


Gli alimenti sintetici sono stati vietati in Italia e non c'è alcuna possibilità di importazione.

Il disegno di legge, approvato il 28 marzo dal Consiglio dei Ministri, vieta in modo assoluto a tutti gli operatori dell'industria alimentare e mangimistica di «impiegare, vendere, detenere per vendere, importare, esportare, somministrare oppure distribuire alimenti o mangimi costituiti, isolati o prodotti a partire da colture cellulari o da tessuti derivanti da animali vertebrati».

 In tal modo, è così saltata la clausola di mutuo riconoscimento prevista dalla bozza dell'articolo 6, che esclude dall'ambito di applicazione della legge «i prodotti legalmente fabbricati o commercializzati in un altro Stato membro dell'Unione europea, in Turchia, o in uno Stato parte contraente dell'accordo sullo spazio economico europeo», considerando in questo modo l'importazione di prodotti sintetici da parte di altri paesi.

 Di fronte a un impianto normativo così feroce - su cui il Ministro dell’Agricoltura ha costruito uno dei capisaldi del suo mandato - l'articolo 6 è apparso del tutto severo: infatti, la stessa bozza, come anche il testo definitivo, esclude esplicitamente l’importazione di tali prodotti.

Rispetto alla prima bozza è stato inoltre introdotto un tetto massimo di 150.000 euro, oltre il quale le sanzioni non potranno spingersi e rimarranno fissate in 10.000 euro, fino a un massimo di 60.000 euro, oppure fino al 10% del fatturato totale relativo all'esercizio precedente chiuso prima della violazione identificata (se tale importo supera i 60.000 euro).

 Per il resto, la struttura del disegno di legge rimane invariata. La violazione porta alla confisca dei prodotti illegali; inoltre, chi viola il divieto sarà soggetto a ulteriori sanzioni con l'esclusione dal ricevimento di contributi, finanziamenti, sussidi o altri pagamenti da parte dello Stato, di altri enti pubblici o di governi. Nello stesso periodo l'impianto produttivo sarà chiuso.

 Chiunque diventi complice sarà trattato allo stesso modo, facilitando l'atto – lo ha ribadito il Ministro Francesco Lollobrigida durante una conferenza stampa. Tale disegno di legge è stato formulato per assicurare la tutela della salute umana e degli interessi dei cittadini e per preservare la tutela del patrimonio agroalimentare, quale insieme di prodotti del patrimonio evoluzione economica e culturale dell'Italia, di importanza strategica per l'interesse nazionale.


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