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Bonus fino a 1.000 euro: come cambia la busta paga dei lavoratori nel 2026

 Il bonus per i lavoratori dipendenti viene confermato anche per il 2026, grazie alle misure previste dalla legge di bilancio. Il provvedimento consiste in un esonero contributivo che riduce i contributi previdenziali dovuti all’Inps, con percentuali variabili in base al reddito annuo. In concreto, lo sconto può oscillare tra il 4,8% e il 7,1%, incidendo direttamente sull’importo netto dello stipendio mensile. Le percentuali di detrazione in base al reddito Il beneficio non è uniforme per tutti i lavoratori. Per i redditi fino a 8.500 euro annui, la riduzione dei contributi è fissata al 7,1%. Per chi guadagna tra 8.501 e 15.000 euro, lo sconto scende al 5,3%, mentre per redditi compresi tra 15.001 e 20.000 euro la percentuale si riduce al 4,8%. Per la fascia di reddito tra 20.000 e 32.000 euro è prevista invece una detrazione fissa annuale di 1.000 euro, che diminuisce progressivamente fino ad azzerarsi al raggiungimento dei 40.000 euro annui. Gli effetti concreti sullo stipendi...

Cibo sintetico: vietate le importazioni e il consumo in Italia

 


Gli alimenti sintetici sono stati vietati in Italia e non c'è alcuna possibilità di importazione.

Il disegno di legge, approvato il 28 marzo dal Consiglio dei Ministri, vieta in modo assoluto a tutti gli operatori dell'industria alimentare e mangimistica di «impiegare, vendere, detenere per vendere, importare, esportare, somministrare oppure distribuire alimenti o mangimi costituiti, isolati o prodotti a partire da colture cellulari o da tessuti derivanti da animali vertebrati».

 In tal modo, è così saltata la clausola di mutuo riconoscimento prevista dalla bozza dell'articolo 6, che esclude dall'ambito di applicazione della legge «i prodotti legalmente fabbricati o commercializzati in un altro Stato membro dell'Unione europea, in Turchia, o in uno Stato parte contraente dell'accordo sullo spazio economico europeo», considerando in questo modo l'importazione di prodotti sintetici da parte di altri paesi.

 Di fronte a un impianto normativo così feroce - su cui il Ministro dell’Agricoltura ha costruito uno dei capisaldi del suo mandato - l'articolo 6 è apparso del tutto severo: infatti, la stessa bozza, come anche il testo definitivo, esclude esplicitamente l’importazione di tali prodotti.

Rispetto alla prima bozza è stato inoltre introdotto un tetto massimo di 150.000 euro, oltre il quale le sanzioni non potranno spingersi e rimarranno fissate in 10.000 euro, fino a un massimo di 60.000 euro, oppure fino al 10% del fatturato totale relativo all'esercizio precedente chiuso prima della violazione identificata (se tale importo supera i 60.000 euro).

 Per il resto, la struttura del disegno di legge rimane invariata. La violazione porta alla confisca dei prodotti illegali; inoltre, chi viola il divieto sarà soggetto a ulteriori sanzioni con l'esclusione dal ricevimento di contributi, finanziamenti, sussidi o altri pagamenti da parte dello Stato, di altri enti pubblici o di governi. Nello stesso periodo l'impianto produttivo sarà chiuso.

 Chiunque diventi complice sarà trattato allo stesso modo, facilitando l'atto – lo ha ribadito il Ministro Francesco Lollobrigida durante una conferenza stampa. Tale disegno di legge è stato formulato per assicurare la tutela della salute umana e degli interessi dei cittadini e per preservare la tutela del patrimonio agroalimentare, quale insieme di prodotti del patrimonio evoluzione economica e culturale dell'Italia, di importanza strategica per l'interesse nazionale.


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