Passa ai contenuti principali

In primo piano

Bonus fino a 1.000 euro: come cambia la busta paga dei lavoratori nel 2026

 Il bonus per i lavoratori dipendenti viene confermato anche per il 2026, grazie alle misure previste dalla legge di bilancio. Il provvedimento consiste in un esonero contributivo che riduce i contributi previdenziali dovuti all’Inps, con percentuali variabili in base al reddito annuo. In concreto, lo sconto può oscillare tra il 4,8% e il 7,1%, incidendo direttamente sull’importo netto dello stipendio mensile. Le percentuali di detrazione in base al reddito Il beneficio non è uniforme per tutti i lavoratori. Per i redditi fino a 8.500 euro annui, la riduzione dei contributi è fissata al 7,1%. Per chi guadagna tra 8.501 e 15.000 euro, lo sconto scende al 5,3%, mentre per redditi compresi tra 15.001 e 20.000 euro la percentuale si riduce al 4,8%. Per la fascia di reddito tra 20.000 e 32.000 euro è prevista invece una detrazione fissa annuale di 1.000 euro, che diminuisce progressivamente fino ad azzerarsi al raggiungimento dei 40.000 euro annui. Gli effetti concreti sullo stipendi...

I reclami degli italiani tra consegne online e bollette

 


L’Italia che protesta se la prende soprattutto con gli acquisti di beni di consumo, ma si lamenta anche di compagnie telefoniche e servizi postali. In testa alla classifica degli oltre 25milla reclami ricevuti da Altroconsumo nell’ultimo anno ci sono le proteste per la consegna, l’installazione, il pagamento e i resi delle merci, spinti anche dal boom dell’online. Mentre al secondo posto troviamo le segnalazioni sui servizi postali e telecomunicazioni, dalla telefonia allo streaming Tv. Ma dai reclami raccolti dall’associazione consumatori traspare persino il caro bollette.

I dati dimostrano che per quanto riguarda i reclami non ci sono grandi differenze tra Italia e Spagna: uno su tre riguarda, appunto, i beni di consumo con l’Italia in testa soprattutto per problemi sulla consegna e la Spagna sugli ordini, seguiti da telefonia e spedizioni.

Ma i reclami seguono anche l’andamento dell’economia reale: «A luglio e agosto in pieno boom dei prezzi dell’energia abbiamo registrato una impennata delle segnalazioni proprio sui servizi elettrici – osserva Eleonora Brianzoli del servizio soci di Altroconsumo – in tanti lamentavano modifiche contrattuali improvvise e interruzioni dei contratti». Circa il 65% delle proteste si conclude, anche se non sempre in maniera positiva. 

Commenti