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Mutui green, la sostenibilità resta poco chiara: l’inchiesta che mette sotto esame le banche

              I mutui green sono ormai entrati stabilmente nell’offerta delle banche, ma per i consumatori ottenere informazioni chiare sui reali vantaggi resta ancora difficile. Un’inchiesta condotta in 70 filiali di 14 istituti bancari evidenzia un quadro fatto di informazioni incomplete, criteri energetici poco spiegati e difficoltà nel confrontare le diverse proposte. Pensati per incentivare l’acquisto di abitazioni più efficienti dal punto di vista energetico, questi finanziamenti prevedono condizioni agevolate , come tassi più bassi o sconti su alcune spese, per chi acquista immobili in classe energetica A o B o interviene con lavori di riqualificazione. Ma tra la promessa di sostenibilità e l’esperienza concreta in filiale emerge ancora una distanza significativa. Un prodotto ormai diffuso, ma con poca chiarezza La prima evidenza dell’indagine è che il mutuo green è ormai diventato una proposta stabile . Il problema riguarda però la trasparen...

I rischi di staccare il contacalorie per risparmiare sulle bollette

 


Mai come quest'anno il meteo è fondamentale per la tenuta dell’economia. Il freddo e la neve di questo inverno stanno provocando un aumento dei consumi energetici e conseguenti incrementi dei costi. Staccare il contacalorie per risparmiare sulle bollette: questa è l'ultima frontiera dei furbetti dei termosifoni. «Tanto chi mi controlla? Se lo stacco, è come se non consumassi». Il contabilizzatore di calore, questo è il nome tecnico, è uno strumento che, applicato sulla superficie del radiatore, riesce a registrare il reale consumo energetico, permettendo all’unità immobiliare collegata a un impianto centralizzato di pagare sul reale consumo. Ad imporne l'uso il decreto legislativo 102/2014.

Quali sono le conseguenze giuridiche per i trasgressori? «Il condomino che nella sua abitazione rimuove il contacalorie rende impossibile una corretta ripartizione delle spese». spiega l’avvocato penalista Marcello Bana, partner dello Studio Bana. Nel caso in cui non fosse possibile risalire ai reali consumi, il condominio può intervenire effettuando l’addebito dell’anno precedente o ricorrendo al metodo dei millesimi.

L'avvocato spiega inoltre a quali rischi penali vanno incontro i furbetti. «Si potrebbe ipotizzare a suo carico, quantomeno sotto il profilo del tentativo, il reato di furto previsto dell’art. 624 del codice penale, che sanziona con la reclusione da 6 mesi a 3 anni e la multa da 164 a 516 euro “chiunque si impossessa della cosa mobile altrui, sottraendola a chi la detiene, al fine di trarne profitto”», prosegue il legale. Il comma due dell’articolo citato considera “cosa mobile” ogni tipo di energia che abbia valore economico. 

Nel caso in cui il contacalorie venisse rotto di proposito, quali le conseguenze? «In questo caso potrebbe essere contestata la circostanza aggravante di cui al secondo comma dell’art. 625 codice penale, che comporta un aumento di pena da 2 a 6 anni e la multa da 927 a 1500 euro».

Infine, ci si chiede "Chi può controllare?" «Generalmente il controllo è in mano all'amministratore o ad un soggetto da lui delegato», spiega l'avvocato. E quali sono gli strumenti per intervenire? «L'assemblea condominiale deve deliberare, quale persona offesa, l'eventuale querela a carico del condomino (nel caso di reato aggravato sarà sufficiente la denuncia da parte dell'amministratore essendo il reato perseguibile d'ufficio)» conclude Bana.

 

 

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