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Mutui green, la sostenibilità resta poco chiara: l’inchiesta che mette sotto esame le banche

              I mutui green sono ormai entrati stabilmente nell’offerta delle banche, ma per i consumatori ottenere informazioni chiare sui reali vantaggi resta ancora difficile. Un’inchiesta condotta in 70 filiali di 14 istituti bancari evidenzia un quadro fatto di informazioni incomplete, criteri energetici poco spiegati e difficoltà nel confrontare le diverse proposte. Pensati per incentivare l’acquisto di abitazioni più efficienti dal punto di vista energetico, questi finanziamenti prevedono condizioni agevolate , come tassi più bassi o sconti su alcune spese, per chi acquista immobili in classe energetica A o B o interviene con lavori di riqualificazione. Ma tra la promessa di sostenibilità e l’esperienza concreta in filiale emerge ancora una distanza significativa. Un prodotto ormai diffuso, ma con poca chiarezza La prima evidenza dell’indagine è che il mutuo green è ormai diventato una proposta stabile . Il problema riguarda però la trasparen...

Pos o Contante? Il dilemma dei commercianti

 


 Sui conti dei commercianti pesa più il contante o la quota che si paga accettando il pagamento con una carta di credito o un bancomat? Dai negozi il dibattito rimbalza fino alle stanze delle istituzioni economiche.

A rilanciare il tema è la Banca d’Italia, secondo cui, considerati i costi legati alla sicurezza, furti, trasporto e assicurazione, agli esercenti costa di più il contante che non il pagamento con carta.

«Con riferimento agli oneri legati alle transazioni effettuate mediante strumenti di pagamento elettronici – ha detto Fabrizio Balassone di Bankitalia – è opportuno ricordare che anche il contante ha costi legati alla sicurezza (come quelli connessi con furti, trasporto valori, assicurazione). Nostre stime relative al 2016 indicano che, per gli esercenti, il costo del contante in percentuale dell'importo della transazione è superiore a quello delle carte di debito e credito»

Tuttavia, i commercianti ribadiscono che per rendere realmente convenienti gli strumenti elettronici, bisognerebbe tagliare costi e commissioni. «Non siamo contrari all'uso delle carte», afferma Lino Stoppani, presidente di Fipe Confcommercio, che sottolinea tuttavia come ad esempio per certi micropagamenti non ci sia convenienza economica perché spesso commissioni e costi fissi pesano come zavorre soprattutto sulle piccole attività che hanno poco potere contrattuale, o su alcune tipologie di prodotti ed esercizi come benzinai, tabacchi e giornalai.

Sia Confesercenti che Confcommercio concordano anche sul fatto che i costi di gestione del contante sono più un aspetto "macro" che non interessa direttamente i piccoli esercizi commerciali per i quali l'eventuale problema è rappresentato semmai dal pericolo di rapine o di banconote false.

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