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Fisco, metà degli italiani non paga. Il 19% degli italiani paga quasi il 65% dell’Irpef

  Quasi la metà degli italiani non ha redditi "e quindi vive di fatto "a carico" di altri cittadini, e in particolare di quel 18,78% di contribuenti che dichiara redditi dai 35mila euro in su , corrispondendo da solo circa il 65% di tutta l'IRPEF ". È quanto emerge dall'ultimo Osservatorio Itinerari Previdenziali, presentato al CNEL nel corso delle celebrazioni per l'80° anniversario CIDA. L'Irpef rappresenta un conto da 200 miliardi "che a pagare sono però i 'soliti noti'" rileva la ricerca. Nonostante aumentino sia i dichiaranti , vale a dire 42.837.963 persone che hanno presentano una dichiarazione dei redditi , sia i versanti , vale a dire 34.105.072 soggetti che hanno effettivamente corrisposto almeno 1 euro di IRPEF , "il carico fiscale del Paese continua a gravare sulle spalle di quei circa 8 milioni di contribuenti che dichiarano 35mila euro lordi l'anno - all'incirca 2mila euro netti al mese - e versano il 65% ...

“Vogliamo crescere in modo sostenibile”: Decathlon cambia nome in Nolhtaced

 

 

La sostenibilità è una delle tematiche principali e più discusse degli ultimi tempi: un sondaggio di Google ha rilevato che ben il 31% delle persone pensa che, nello shopping, il fattore sostenibilità sia da preferire al design e allo stile. Di conseguenza, i brand e le aziende sono alla costante ricerca di soluzioni sempre più sostenibili.

In particolare, Decathlon, il colosso francese che riunisce sotto il proprio marchio oltre 1500 negozi di articoli sportivi, ha lanciato una spassosa ma significativa iniziativa: la sua storica insegna cambia in Nolhtaced, ossia la scritta Decathlon al contrario, in tre punti vendita in Belgio, sui social media e sul sito web.

L’obiettivo è nobilissimo: dimostrare il proprio contributo alla sostenibilità ambientale e promuovere il concetto di “reverse shopping”, consentendo ai clienti di rivendere articoli sportivi, vecchi o usati, per ottenere un buono sconto sui loro acquisti futuri. Il buono ha una durata di due anni, mentre i prodotti troppo usurati che non possono essere rivenduti, saranno comunque lasciati gratuitamente in negozio e Nolhtaced provvederà al loro corretto smaltimento.

«Il nostro modello di consumo deve cambiare: dobbiamo acquistare meno prodotti nuovi e rivendere, riparare o noleggiare di più. Anche i consumatori stanno iniziando a guardare le cose in modo diverso», ha dichiarato Joeri Moons, responsabile della sostenibilità Nolhtaced in Belgio.

Questa iniziativa sembra aver avuto un grande successo: degli oltre 40.000 articoli sportivi di seconda mano che la catena propone nei suoi punti vendita, circa l’80% sono stati venduti. «A prima vista, questo cambio di nome in Nolhtaced può sembrare una trovata di marketing, ma il nostro obiettivo è far conoscere il nostro servizio di riacquisto al pubblico più ampio possibile e quindi riutilizzare il maggior numero possibile di articoli, abbassare i prezzi dell’usato e aumentare il potere d'acquisto», ha affermato Arnaud De Coster, responsabile del settore usato per il Belgio a Brussels Times.

 

 

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