Passa ai contenuti principali

In primo piano

Bonus fino a 1.000 euro: come cambia la busta paga dei lavoratori nel 2026

 Il bonus per i lavoratori dipendenti viene confermato anche per il 2026, grazie alle misure previste dalla legge di bilancio. Il provvedimento consiste in un esonero contributivo che riduce i contributi previdenziali dovuti all’Inps, con percentuali variabili in base al reddito annuo. In concreto, lo sconto può oscillare tra il 4,8% e il 7,1%, incidendo direttamente sull’importo netto dello stipendio mensile. Le percentuali di detrazione in base al reddito Il beneficio non è uniforme per tutti i lavoratori. Per i redditi fino a 8.500 euro annui, la riduzione dei contributi è fissata al 7,1%. Per chi guadagna tra 8.501 e 15.000 euro, lo sconto scende al 5,3%, mentre per redditi compresi tra 15.001 e 20.000 euro la percentuale si riduce al 4,8%. Per la fascia di reddito tra 20.000 e 32.000 euro è prevista invece una detrazione fissa annuale di 1.000 euro, che diminuisce progressivamente fino ad azzerarsi al raggiungimento dei 40.000 euro annui. Gli effetti concreti sullo stipendi...

Agricoltura minacciata dalla siccità

 


Il dimezzamento delle piogge durante quest’anno ha avuto un impatto devastante sulle produzioni nazionali che segnano cali del 45% per il mais e i foraggi che servono all’alimentazione degli animali, meno 20% per il latte nelle stalle con le mucche stressate dal caldo afoso, meno 30% per il frumento duro per la pasta nelle regioni del sud che sono il granaio d'Italia, cali per oltre 1/5 delle produzione di frumento tenero, crolla di 1/3 la produzione di riso, meno 15% frutta ustionata da temperature di 40 gradi, meno 20% cozze e vongole uccise dalla mancanza di ricambio idrico nel Delta del Po, dove si allargano le zone di “acqua morta”.

La Coldiretti, in merito alle dichiarazioni del premier Mario Draghi, afferma che il piano siccità serve per salvare le 300mila imprese agricole che si trovano nelle aree più danneggiate dall’emergenza siccità e assicurare la produzione agroalimentare del Paese, in una situazione dove i danni hanno superato i tre miliardi di euro.

Inoltre la siccità, a causa del taglio dei raccolti, pesa anche sui prezzi nel carrello della spesa con aumenti che vanno dal +10,8% per la frutta al +11,8% della verdura, in una situazione resa già difficile dai rincari legati alla guerra in Ucraina.

Le aree più colpite dalla siccità sono soprattutto quelle del centro Nord con la situazione più drammatica che si registra nel bacino della Pianura Padana dove nasce il 30% dell’agroalimentare Made in Italy e la metà dell’allevamento che danno origine alla food valley italiana conosciuta in tutto il mondo. Con la risalita del cuneo salino che minaccia le colture, il Po è irriconoscibile – evidenzia Coldiretti – con una grande distesa di sabbia che occupa la parte del letto del fiume, mentre i grandi laghi del nord che servono come riserve di acqua per le popolazioni e l’agricoltura sono ancora ai minimi. La conseguenza è che il 28% del territorio nazionale è a rischio desertificazione e siccità.

«È necessario realizzare una rete di piccoli invasi diffusi sul territorio, senza uso di cemento e in equilibrio con i territori, per conservare l'acqua e distribuirla quando serve ai cittadini, all'industria e all'agricoltura, con una ricaduta importante sull'ambiente e sull'occupazione – riferisce presidente della Coldiretti Ettore Prandini – Per fare ciò bisogna trattare la questione per quella che è, cioè una vera e propria emergenza nazionale, solo così sarà possibile dare una risposta concreta alla sofferenza di imprese e cittadini.
Con l’Anbi, l’Associazione nazionale delle bonifiche,
– continua Prandini – abbiamo elaborato un progetto immediatamente cantierabile per la realizzazione di una rete di bacini di accumulo (veri e propri laghetti) per arrivare a raccogliere il 50% dell'acqua dalla pioggia (oggi l'Italia perde ogni anno l'89% dell'acqua piovana, circa 270 miliardi di metri cubi).

Commenti