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Codacons, l'ondata di caldo provoca rincari per frutta, gelato, acqua e bibite

Il caldo record rischia di avere ripercussioni pesanti sui portafogli di cittadini e turisti. La denuncia arriva dal Codacons, che mette in guardia dalle speculazioni specie nelle località turistiche. L'avviso del Codacons "I prodotti tipicamente estivi stanno registrando in tutta Italia sensibili incrementi dei prezzi - denuncia l'associazione - In base agli ultimi dati Istat, ad esempio, il pesce è aumentato in media del 4,2%, le albicocche del 14,4%, pesche e nettarine del 13,7%, le ciliegie del 6,9%, mirtilli, lamponi e altri frutti di bosco del 17,2%, l'uva del 9,5%, i meloni del 7,9%, i pomodori del 18,4%. Se poi si guarda al gelato, alimento i cui consumi si impennano nei periodi di maggiore caldo, il prezzo di un cono o coppetta piccola da due gusti servita in gelateria ha raggiunto oramai una media tra i 3,5 e i 5 euro nelle principali città italiane".  Altro prodotto a forte rischio rincaro è l'acqua minerale, che nei luoghi a forte vocazione turisti...

Spreco alimentare, consapevolezza consumatori è al 72%

Il 72% dei consumatori è oggi consapevole dei propri sprechi alimentari, rispetto al 33% registrato prima del 2020.

È quanto emerge dall'ultimo report del Capgemini Research Institute, dal titolo "Reflect. Rethink. Reconsider. Why food waste is everybody's problem"che ha coinvolto un campione di 10.000 consumatori e dirigenti di 1.000 organizzazioni attive nel settore della produzione e commercializzazione di prodotti alimentari. Lo studio di Capgemini (realtà che lavora a supportare le aziende nel loro percorso di trasformazione digitale e di business facendo leva sulla tecnologia) registra che oltre il 90% dei consumatori preferisce marchi che si impegnano a ridurre gli sprechi alimentari, mentre il 60% dei consumatori si sente in colpa se spreca cibo. Il 61% desidera un impegno maggiore da parte di rivenditori e aziende. 

Secondo il report i consumatori stanno già cercando nuovi modi per ridurre i propri sprechi alimentari: rispetto allo scorso anno, è stato infatti registrato un incremento dell'80% delle ricerche sui social media relative a metodi per allungare la durabilità dei prodotti alimentari, risparmio sui costi (56%) e preoccupazioni legate alla fame nel mondo (52%) e al cambiamento climatico (51%). Gli analisti segnalano che i consumatori ritengono inoltre di essere troppo spesso abbandonati a loro stessi per quanto riguarda la riduzione degli sprechi alimentari. 

In particolare per l'aumento della durabilità del cibo per il consumo domestico, due terzi (67%) affermano di rivolgersi a fonti esterne per ottenere informazioni (amici, familiari, influencer e social media), mentre un terzo (33%) afferma di riceverle da confezioni, pubblicità o campagne gestite da produttori e rivenditori di generi alimentari. il 60% delle organizzazioni sostiene di supportare i consumatori nella comprensione di termini come "da consumarsi preferibilmente entro", "da consumarsi entro" e "data di scadenza", ma solo il 39% degli intervistati si ritiene soddisfatto della chiarezza di tali informazioni.


Fonte: ANSA

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