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Mutui green, la sostenibilità resta poco chiara: l’inchiesta che mette sotto esame le banche

              I mutui green sono ormai entrati stabilmente nell’offerta delle banche, ma per i consumatori ottenere informazioni chiare sui reali vantaggi resta ancora difficile. Un’inchiesta condotta in 70 filiali di 14 istituti bancari evidenzia un quadro fatto di informazioni incomplete, criteri energetici poco spiegati e difficoltà nel confrontare le diverse proposte. Pensati per incentivare l’acquisto di abitazioni più efficienti dal punto di vista energetico, questi finanziamenti prevedono condizioni agevolate , come tassi più bassi o sconti su alcune spese, per chi acquista immobili in classe energetica A o B o interviene con lavori di riqualificazione. Ma tra la promessa di sostenibilità e l’esperienza concreta in filiale emerge ancora una distanza significativa. Un prodotto ormai diffuso, ma con poca chiarezza La prima evidenza dell’indagine è che il mutuo green è ormai diventato una proposta stabile . Il problema riguarda però la trasparen...

Spreco alimentare, consapevolezza consumatori è al 72%

Il 72% dei consumatori è oggi consapevole dei propri sprechi alimentari, rispetto al 33% registrato prima del 2020.

È quanto emerge dall'ultimo report del Capgemini Research Institute, dal titolo "Reflect. Rethink. Reconsider. Why food waste is everybody's problem"che ha coinvolto un campione di 10.000 consumatori e dirigenti di 1.000 organizzazioni attive nel settore della produzione e commercializzazione di prodotti alimentari. Lo studio di Capgemini (realtà che lavora a supportare le aziende nel loro percorso di trasformazione digitale e di business facendo leva sulla tecnologia) registra che oltre il 90% dei consumatori preferisce marchi che si impegnano a ridurre gli sprechi alimentari, mentre il 60% dei consumatori si sente in colpa se spreca cibo. Il 61% desidera un impegno maggiore da parte di rivenditori e aziende. 

Secondo il report i consumatori stanno già cercando nuovi modi per ridurre i propri sprechi alimentari: rispetto allo scorso anno, è stato infatti registrato un incremento dell'80% delle ricerche sui social media relative a metodi per allungare la durabilità dei prodotti alimentari, risparmio sui costi (56%) e preoccupazioni legate alla fame nel mondo (52%) e al cambiamento climatico (51%). Gli analisti segnalano che i consumatori ritengono inoltre di essere troppo spesso abbandonati a loro stessi per quanto riguarda la riduzione degli sprechi alimentari. 

In particolare per l'aumento della durabilità del cibo per il consumo domestico, due terzi (67%) affermano di rivolgersi a fonti esterne per ottenere informazioni (amici, familiari, influencer e social media), mentre un terzo (33%) afferma di riceverle da confezioni, pubblicità o campagne gestite da produttori e rivenditori di generi alimentari. il 60% delle organizzazioni sostiene di supportare i consumatori nella comprensione di termini come "da consumarsi preferibilmente entro", "da consumarsi entro" e "data di scadenza", ma solo il 39% degli intervistati si ritiene soddisfatto della chiarezza di tali informazioni.


Fonte: ANSA

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