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Fisco, metà degli italiani non paga. Il 19% degli italiani paga quasi il 65% dell’Irpef

  Quasi la metà degli italiani non ha redditi "e quindi vive di fatto "a carico" di altri cittadini, e in particolare di quel 18,78% di contribuenti che dichiara redditi dai 35mila euro in su , corrispondendo da solo circa il 65% di tutta l'IRPEF ". È quanto emerge dall'ultimo Osservatorio Itinerari Previdenziali, presentato al CNEL nel corso delle celebrazioni per l'80° anniversario CIDA. L'Irpef rappresenta un conto da 200 miliardi "che a pagare sono però i 'soliti noti'" rileva la ricerca. Nonostante aumentino sia i dichiaranti , vale a dire 42.837.963 persone che hanno presentano una dichiarazione dei redditi , sia i versanti , vale a dire 34.105.072 soggetti che hanno effettivamente corrisposto almeno 1 euro di IRPEF , "il carico fiscale del Paese continua a gravare sulle spalle di quei circa 8 milioni di contribuenti che dichiarano 35mila euro lordi l'anno - all'incirca 2mila euro netti al mese - e versano il 65% ...

Spreco alimentare, consapevolezza consumatori è al 72%

Il 72% dei consumatori è oggi consapevole dei propri sprechi alimentari, rispetto al 33% registrato prima del 2020.

È quanto emerge dall'ultimo report del Capgemini Research Institute, dal titolo "Reflect. Rethink. Reconsider. Why food waste is everybody's problem", che ha coinvolto un campione di 10.000 consumatori e dirigenti di 1.000 organizzazioni attive nel settore della produzione e commercializzazione di prodotti alimentari. Lo studio di Capgemini (realtà che lavora a supportare le aziende nel loro percorso di trasformazione digitale e di business facendo leva sulla tecnologia) registra che oltre il 90% dei consumatori preferisce marchi che si impegnano a ridurre gli sprechi alimentari, mentre il 60% dei consumatori si sente in colpa se spreca cibo. Il 61% desidera un impegno maggiore da parte di rivenditori e aziende. 

Secondo il report i consumatori stanno già cercando nuovi modi per ridurre i propri sprechi alimentari: rispetto allo scorso anno, è stato infatti registrato un incremento dell'80% delle ricerche sui social media relative a metodi per allungare la durabilità dei prodotti alimentari, risparmio sui costi (56%) e preoccupazioni legate alla fame nel mondo (52%) e al cambiamento climatico (51%). Gli analisti segnalano che i consumatori ritengono inoltre di essere troppo spesso abbandonati a loro stessi per quanto riguarda la riduzione degli sprechi alimentari. 

In particolare per l'aumento della durabilità del cibo per il consumo domestico, due terzi (67%) affermano di rivolgersi a fonti esterne per ottenere informazioni (amici, familiari, influencer e social media), mentre un terzo (33%) afferma di riceverle da confezioni, pubblicità o campagne gestite da produttori e rivenditori di generi alimentari. il 60% delle organizzazioni sostiene di supportare i consumatori nella comprensione di termini come "da consumarsi preferibilmente entro", "da consumarsi entro" e "data di scadenza", ma solo il 39% degli intervistati si ritiene soddisfatto della chiarezza di tali informazioni.


Fonte: ANSA

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