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Bonus fino a 1.000 euro: come cambia la busta paga dei lavoratori nel 2026

 Il bonus per i lavoratori dipendenti viene confermato anche per il 2026, grazie alle misure previste dalla legge di bilancio. Il provvedimento consiste in un esonero contributivo che riduce i contributi previdenziali dovuti all’Inps, con percentuali variabili in base al reddito annuo. In concreto, lo sconto può oscillare tra il 4,8% e il 7,1%, incidendo direttamente sull’importo netto dello stipendio mensile. Le percentuali di detrazione in base al reddito Il beneficio non è uniforme per tutti i lavoratori. Per i redditi fino a 8.500 euro annui, la riduzione dei contributi è fissata al 7,1%. Per chi guadagna tra 8.501 e 15.000 euro, lo sconto scende al 5,3%, mentre per redditi compresi tra 15.001 e 20.000 euro la percentuale si riduce al 4,8%. Per la fascia di reddito tra 20.000 e 32.000 euro è prevista invece una detrazione fissa annuale di 1.000 euro, che diminuisce progressivamente fino ad azzerarsi al raggiungimento dei 40.000 euro annui. Gli effetti concreti sullo stipendi...

Istat. Confcommercio: «Quadro incerto e contraddittorio»

 



«Quadro caratterizzato da incertezza e contraddizioni, in cui si combinano segnali di debole ottimismo da parte degli imprenditori, soprattutto dei servizi, a fronte di una marcata contrazione del sentiment delle famiglia». È il commento dell'Ufficio Studi di Confcommercio ai dati Istat del 24 giugno scorso. 

«L'impatto della dinamica dei prezzi su aspettative e atteggiamenti dei consumatori - sottolinea - non può che farsi sentire in misura progressiva e crescente. I tempi di trasmissione degli impulsi dai costi delle importazioni ai prezzi dei beni e servizi finali sono coerenti con quelli del deterioramento della fiducia delle famiglie, fenomeno da leggere anche nelle indicazioni discordanti tra le attese di aumento dei prezzi, i timori per l'occupazione e le dichiarate crescenti opportunità di risparmio. Non si può escludere che questi orientamenti preludano a comportamenti molto più prudenti verso i consumi, con la conseguenza di rendere più complicata, nei prossimi mesi, la buona tenuta dell'economia registrata nella prima parte dell'anno in corso, nonostante che i servizi di mercato, come racconta il clima di fiducia delle imprese, mostrino una buona intonazione attuale e prospettica», conclude Confcommercio.

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