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Bonus fino a 1.000 euro: come cambia la busta paga dei lavoratori nel 2026

 Il bonus per i lavoratori dipendenti viene confermato anche per il 2026, grazie alle misure previste dalla legge di bilancio. Il provvedimento consiste in un esonero contributivo che riduce i contributi previdenziali dovuti all’Inps, con percentuali variabili in base al reddito annuo. In concreto, lo sconto può oscillare tra il 4,8% e il 7,1%, incidendo direttamente sull’importo netto dello stipendio mensile. Le percentuali di detrazione in base al reddito Il beneficio non è uniforme per tutti i lavoratori. Per i redditi fino a 8.500 euro annui, la riduzione dei contributi è fissata al 7,1%. Per chi guadagna tra 8.501 e 15.000 euro, lo sconto scende al 5,3%, mentre per redditi compresi tra 15.001 e 20.000 euro la percentuale si riduce al 4,8%. Per la fascia di reddito tra 20.000 e 32.000 euro è prevista invece una detrazione fissa annuale di 1.000 euro, che diminuisce progressivamente fino ad azzerarsi al raggiungimento dei 40.000 euro annui. Gli effetti concreti sullo stipendi...

Agricoltura e imprese, proposto tavolo aumento materie prime




(ANSA) - NAPOLI, 02 MAR
- Un tavolo regionale, con la Commissione Regionale Agricoltura e gli assessorati regionali alle Politiche agricole e alle Attivita' produttive, per affrontare l'emergenza concernente gli approvvigionamenti e i rincari delle materie prime alimentari ed energetiche che stanno mettendo in crisi economica innanzitutto il settore della panificazione in Campania. 

E' la proposta emersa dai lavori dell'VIII Commissione consiliare permanente, presieduta dal consigliere regionale Francesco Emilio Borrelli (Europa Verde), che, oggi, ha ascoltato i rappresentanti di Unipan, Confcommercio Campania, Associazione Libera Panificatori Salerno, Confartigianato Panificatori, Libera Associazione Panificazione Napoli. 

«Bisogna urgentemente intervenire per frenare l'aumento del prezzo del pane, non solo per salvaguardare i consumatori, che devono poter accedere ai beni primari a costi contenuti, ma anche per evitare nuove infiltrazioni criminali in un settore che, da sempre, e' fortemente esposto, tanto da aver richiesto, negli anni passati, l'approvazione della fondamentale legge sull'obbligo della tracciabilita' del pane» -ha detto Borrelli, che ha aggiunto: «bisogna, inoltre, istituire urgentemente con gli assessori competenti un tavolo di crisi per evitare speculazioni e prevenire gravi disagi per commercianti e utenti. Abbiamo deciso di chiedere al Governo delucidazioni sulla situazione delle riserve di grano gestite sul territorio italiano e spingere, sul piano regionale, per la destinazione dei terreni in disuso di proprieta' delle pubbliche amministrazioni e dei beni confiscati alla camorra all'agricoltura per potenziare la nostra produzione agricola e, quindi, la nostra indipendenza da altri Paesi». 

«I panifici rischiano di chiudere a causa dell'aumento dei prezzi delle materie prime alimentari e a causa delle difficolta' negli approvvigionamenti dovute al conflitto Russia-Ucraina - ha sottolineato il Presidente di Unipan, Domenico Filosa - , i mulini ci hanno riferito che stanno lavorando con le scorte e, se il conflitto si protrae a lungo, a fine mese saremo senza farina e la scelta sara' tra vendere il pane a dieci euro al chilo o cessare le attivita'». 

La proposta di costituzione del tavolo regionale e' stata condivisa anche dai consiglieri Luigi Abbate (Campania Libera) e Tommaso Pellegrino (Italia Viva) che, nei rispettivi interventi, hanno evidenziato la necessita' di dare una risposta efficace ed urgente al settore. «Sul grano registriamo lo stesso drammatico problema che c'e' negli altri settori fondamentali, con l'aumento del costo dell'energia e del gas, a causa di politiche che hanno preferito puntare sulla dipendenza dall'estero anziche' puntare sulle risorse del territorio e sulla creazione di una filiera del pane» - ha evidenziato Sodano di Agroc.

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