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Bonus fino a 1.000 euro: come cambia la busta paga dei lavoratori nel 2026

 Il bonus per i lavoratori dipendenti viene confermato anche per il 2026, grazie alle misure previste dalla legge di bilancio. Il provvedimento consiste in un esonero contributivo che riduce i contributi previdenziali dovuti all’Inps, con percentuali variabili in base al reddito annuo. In concreto, lo sconto può oscillare tra il 4,8% e il 7,1%, incidendo direttamente sull’importo netto dello stipendio mensile. Le percentuali di detrazione in base al reddito Il beneficio non è uniforme per tutti i lavoratori. Per i redditi fino a 8.500 euro annui, la riduzione dei contributi è fissata al 7,1%. Per chi guadagna tra 8.501 e 15.000 euro, lo sconto scende al 5,3%, mentre per redditi compresi tra 15.001 e 20.000 euro la percentuale si riduce al 4,8%. Per la fascia di reddito tra 20.000 e 32.000 euro è prevista invece una detrazione fissa annuale di 1.000 euro, che diminuisce progressivamente fino ad azzerarsi al raggiungimento dei 40.000 euro annui. Gli effetti concreti sullo stipendi...

Spesa online, dati nutrizionali e lista ingredienti non presenti: i rischi per il consumatore



Comprare prodotti online è la moda dell'ultimo decennio. 

Che siano libri o prodotti tecnologici su Amazon o vestiti su Zalando la questione è la stessa: le persone preferiscono un modo "rapido" per acquistare i prodotti, un modo che eviti la fila nei negozi o l'inconveniente di non trovare l'articolo cercato sugli scaffali.

La novità delle novità, però, vede anche una nuova forma di shopping online e riguarda la comunissima spesa al supermercato. Sempre più supermarket, infatti, propongono come servizio la possibilità di scegliere i prodotti (freschi e non) dalla propria applicazione e farseli portare comodamente nella propria abitazione, con un piccolo costo aggiuntivo per la consegna.

E se non c'è niente di male per quanto riguarda gli articoli non culinari, non si può dire lo stesso per i prodotti che finiscono nella nostra tavola. 

Alcuni ricercatori della NYU School of Global Public hanno pubblicato su Public Health Nutrition un
o studio che rivela che su 10 principali prodotti confezionati venduti attraverso 9 rivenditori online nel 2021, dati nutrizionali e le liste degli ingredienti non erano presenti per quasi l’11% dei prodotti e, in più, il 63% degli alimenti non ha rivelato la presenza di allergeni alimentari comuni.

Evento gravissimo, visto che porzioni, calorie, zuccheri aggiunti, allergeni, ingredienti e valori giornalieri di sodio, zucchero, carboidrati, grassi e proteine devono essere sempre presenti e a disposizione per il consumatore proprio per proteggere lo stesso da eventuali rischi.

Dariush Mozaffarian, preside della Friedman School e autore senior dello studio ha commentato dicendo: «il nostro studio mostra che l’ambiente della spesa alimentare online oggi è un po’ un ‘selvaggio West’, con una fornitura incompleta e incoerente delle informazioni nutrizionali richieste ai consumatori. Gli acquisti online continueranno a crescere e questo crea un’eccellente opportunità per influenzare positivamente i consumatori a fare scelte sane e sicure. Dobbiamo sfruttare questa opportunità per aiutare a fare progressi contro la crisi sanitaria correlata alla nutrizione in questo paese».

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