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Conflitto in Iran: voli cancellati, rimborsi e diritti dei passeggeri

Il conflitto in Iran sta avendo conseguenze concrete anche per chi viaggia. Oltre alle tensioni geopolitiche, infatti, molti passeggeri europei stanno affrontando cancellazioni, modifiche dei voli e incertezze sui rimborsi. Fondamentale in questo caso conoscere i propri diritti per evitare di perdere soldi o restare bloccati senza assistenza. Spazio aereo chiuso e voli cancellati Le tensioni legate al conflitto hanno portato alla chiusura o alla limitazione dello spazio aereo in diverse aree del Medio Oriente. Questo ha costretto molte compagnie aeree a: cancellare voli, modificare rotte, riprogrammare partenze e arrivi. Le conseguenze riguardano non solo i collegamenti diretti con l’Iran, ma anche numerosi voli internazionali che sorvolano la regione. Rimborso o riprotezione: cosa spetta ai passeggeri Altroconsumo ricorda che, in caso di cancellazione del volo, i viaggiatori hanno diritto a scegliere tra: rimborso del biglietto , oppure volo alternativo verso la stessa de...

Spesa online, dati nutrizionali e lista ingredienti non presenti: i rischi per il consumatore



Comprare prodotti online è la moda dell'ultimo decennio. 

Che siano libri o prodotti tecnologici su Amazon o vestiti su Zalando la questione è la stessa: le persone preferiscono un modo "rapido" per acquistare i prodotti, un modo che eviti la fila nei negozi o l'inconveniente di non trovare l'articolo cercato sugli scaffali.

La novità delle novità, però, vede anche una nuova forma di shopping online e riguarda la comunissima spesa al supermercato. Sempre più supermarket, infatti, propongono come servizio la possibilità di scegliere i prodotti (freschi e non) dalla propria applicazione e farseli portare comodamente nella propria abitazione, con un piccolo costo aggiuntivo per la consegna.

E se non c'è niente di male per quanto riguarda gli articoli non culinari, non si può dire lo stesso per i prodotti che finiscono nella nostra tavola. 

Alcuni ricercatori della NYU School of Global Public hanno pubblicato su Public Health Nutrition un
o studio che rivela che su 10 principali prodotti confezionati venduti attraverso 9 rivenditori online nel 2021, dati nutrizionali e le liste degli ingredienti non erano presenti per quasi l’11% dei prodotti e, in più, il 63% degli alimenti non ha rivelato la presenza di allergeni alimentari comuni.

Evento gravissimo, visto che porzioni, calorie, zuccheri aggiunti, allergeni, ingredienti e valori giornalieri di sodio, zucchero, carboidrati, grassi e proteine devono essere sempre presenti e a disposizione per il consumatore proprio per proteggere lo stesso da eventuali rischi.

Dariush Mozaffarian, preside della Friedman School e autore senior dello studio ha commentato dicendo: «il nostro studio mostra che l’ambiente della spesa alimentare online oggi è un po’ un ‘selvaggio West’, con una fornitura incompleta e incoerente delle informazioni nutrizionali richieste ai consumatori. Gli acquisti online continueranno a crescere e questo crea un’eccellente opportunità per influenzare positivamente i consumatori a fare scelte sane e sicure. Dobbiamo sfruttare questa opportunità per aiutare a fare progressi contro la crisi sanitaria correlata alla nutrizione in questo paese».

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