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Bonus fino a 1.000 euro: come cambia la busta paga dei lavoratori nel 2026

 Il bonus per i lavoratori dipendenti viene confermato anche per il 2026, grazie alle misure previste dalla legge di bilancio. Il provvedimento consiste in un esonero contributivo che riduce i contributi previdenziali dovuti all’Inps, con percentuali variabili in base al reddito annuo. In concreto, lo sconto può oscillare tra il 4,8% e il 7,1%, incidendo direttamente sull’importo netto dello stipendio mensile. Le percentuali di detrazione in base al reddito Il beneficio non è uniforme per tutti i lavoratori. Per i redditi fino a 8.500 euro annui, la riduzione dei contributi è fissata al 7,1%. Per chi guadagna tra 8.501 e 15.000 euro, lo sconto scende al 5,3%, mentre per redditi compresi tra 15.001 e 20.000 euro la percentuale si riduce al 4,8%. Per la fascia di reddito tra 20.000 e 32.000 euro è prevista invece una detrazione fissa annuale di 1.000 euro, che diminuisce progressivamente fino ad azzerarsi al raggiungimento dei 40.000 euro annui. Gli effetti concreti sullo stipendi...

Inflazione, prezzi in aumento per carburanti, bollette, cibo. Costerà 1000 euro in più a famiglia


L'inflazione sale e crea incertezza per le famiglie, il vero problema è che il trend potrebbe durare tutto l'inverno. 

Aumenti di prezzo delle materie prime, dell'energia e dei prodotti agroalimentari. Si registra un'inflazione al 3%, livello che non si raggiungeva dal settembre 2012. Questo trend potrebbe continuare fino alla prossima primavera, causando un impatto negativo sui consumi di Natale e sulle tasche dei cittadini.

«Questa è la fotografia di un Paese in cui sta aumentando tutto», commenta l'avvocato Gianluca Di Ascenzo, presidente di Codacons, che stima un conto medio finale di quasi mille euro in più a famiglia

I prezzi aumentano velocemente, a partire dalla doppia cifra del gas che ha causato ripercussioni pesanti sulla bolletta energetica, quindi sulle utenze domestiche. La stessa dinamica ha colpito il petrolio e i prezzi dei carburanti in continuo aumento. Tutto ciò si ripercuote necessariamente sulla filiera logistica delle merci, nel passaggio quindi da produttore a consumatore. Infine, l'aumento dei prezzi di materie agricole come il grano, che in Italia non è prodotto in quantità sufficienti a soddisfare la domanda e quindi viene importato dall'estero, ha portato il costo del pane a cifre impensabili. Di conseguenza aumentano i prezzi di farine e prodotti da forno. 

A questo punto si dovrebbe partire da una revisione dell'intero impianto della tassazione sui carburanti, per rendere meno penalizzante la componente energia. Sui carburanti, infatti, pesano accise che gli utenti pagano per eventi e calamità naturali accadute in passato, addirittura nel secolo scorso, che incidono quasi per la metà sul prezzo al distributore. 

Per quanto riguarda le bollette il governo è intevenuto con 2,5 miliardi per tagliare i costi fissi, nel tantivo di aiutare le famiglie. Ora bisogna attendere i risultati, positivi o meno, che deriveranno dalla recente liberalizzazione del mercato tutelato.

La preoccupazione per questo aumento inflattivo deriva dai dati che prevedono i primi segnali positivi per la primavera 2022. Per il Natale, quindi, si prevede una contrazione dei consumi di cui risentirà anche il canale commerciale. 

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