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Fisco, metà degli italiani non paga. Il 19% degli italiani paga quasi il 65% dell’Irpef

  Quasi la metà degli italiani non ha redditi "e quindi vive di fatto "a carico" di altri cittadini, e in particolare di quel 18,78% di contribuenti che dichiara redditi dai 35mila euro in su , corrispondendo da solo circa il 65% di tutta l'IRPEF ". È quanto emerge dall'ultimo Osservatorio Itinerari Previdenziali, presentato al CNEL nel corso delle celebrazioni per l'80° anniversario CIDA. L'Irpef rappresenta un conto da 200 miliardi "che a pagare sono però i 'soliti noti'" rileva la ricerca. Nonostante aumentino sia i dichiaranti , vale a dire 42.837.963 persone che hanno presentano una dichiarazione dei redditi , sia i versanti , vale a dire 34.105.072 soggetti che hanno effettivamente corrisposto almeno 1 euro di IRPEF , "il carico fiscale del Paese continua a gravare sulle spalle di quei circa 8 milioni di contribuenti che dichiarano 35mila euro lordi l'anno - all'incirca 2mila euro netti al mese - e versano il 65% ...

Inflazione, prezzi in aumento per carburanti, bollette, cibo. Costerà 1000 euro in più a famiglia


L'inflazione sale e crea incertezza per le famiglie, il vero problema è che il trend potrebbe durare tutto l'inverno. 

Aumenti di prezzo delle materie prime, dell'energia e dei prodotti agroalimentari. Si registra un'inflazione al 3%, livello che non si raggiungeva dal settembre 2012. Questo trend potrebbe continuare fino alla prossima primavera, causando un impatto negativo sui consumi di Natale e sulle tasche dei cittadini.

«Questa è la fotografia di un Paese in cui sta aumentando tutto», commenta l'avvocato Gianluca Di Ascenzo, presidente di Codacons, che stima un conto medio finale di quasi mille euro in più a famiglia. 

I prezzi aumentano velocemente, a partire dalla doppia cifra del gas che ha causato ripercussioni pesanti sulla bolletta energetica, quindi sulle utenze domestiche. La stessa dinamica ha colpito il petrolio e i prezzi dei carburanti in continuo aumento. Tutto ciò si ripercuote necessariamente sulla filiera logistica delle merci, nel passaggio quindi da produttore a consumatore. Infine, l'aumento dei prezzi di materie agricole come il grano, che in Italia non è prodotto in quantità sufficienti a soddisfare la domanda e quindi viene importato dall'estero, ha portato il costo del pane a cifre impensabili. Di conseguenza aumentano i prezzi di farine e prodotti da forno. 

A questo punto si dovrebbe partire da una revisione dell'intero impianto della tassazione sui carburanti, per rendere meno penalizzante la componente energia. Sui carburanti, infatti, pesano accise che gli utenti pagano per eventi e calamità naturali accadute in passato, addirittura nel secolo scorso, che incidono quasi per la metà sul prezzo al distributore. 

Per quanto riguarda le bollette il governo è intevenuto con 2,5 miliardi per tagliare i costi fissi, nel tantivo di aiutare le famiglie. Ora bisogna attendere i risultati, positivi o meno, che deriveranno dalla recente liberalizzazione del mercato tutelato.

La preoccupazione per questo aumento inflattivo deriva dai dati che prevedono i primi segnali positivi per la primavera 2022. Per il Natale, quindi, si prevede una contrazione dei consumi di cui risentirà anche il canale commerciale. 

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