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Mutui green, la sostenibilità resta poco chiara: l’inchiesta che mette sotto esame le banche

              I mutui green sono ormai entrati stabilmente nell’offerta delle banche, ma per i consumatori ottenere informazioni chiare sui reali vantaggi resta ancora difficile. Un’inchiesta condotta in 70 filiali di 14 istituti bancari evidenzia un quadro fatto di informazioni incomplete, criteri energetici poco spiegati e difficoltà nel confrontare le diverse proposte. Pensati per incentivare l’acquisto di abitazioni più efficienti dal punto di vista energetico, questi finanziamenti prevedono condizioni agevolate , come tassi più bassi o sconti su alcune spese, per chi acquista immobili in classe energetica A o B o interviene con lavori di riqualificazione. Ma tra la promessa di sostenibilità e l’esperienza concreta in filiale emerge ancora una distanza significativa. Un prodotto ormai diffuso, ma con poca chiarezza La prima evidenza dell’indagine è che il mutuo green è ormai diventato una proposta stabile . Il problema riguarda però la trasparen...

Banche attive per il credito al consumo "green". Soluzioni dedicate e agevolazioni per i consumatori

Il credito al consumo "green" raggiunge il 7% del mercato e 8 banche su 10 offrono già soluzioni specifiche e agevolazioni quali prestiti e finanziamenti dedicati ai consumatori. 

Il PNRR prevede per l'Italia quasi 70 miliardi di risorse stanziate con lo scopo di agevolare la transizione ecologica e la rivoluzione "green" e la maggior parte degli istituti finanziari si è già mobilitata integrando la sostenibilità nel proprio piano strategico. Nello specifico le banche operano offrendo soluzioni dedicate ai nuovi paradigmi ESG (Environmental - Social - Governance). 

CRIF in collaborazione con SDA Bocconi School of Management e Assofin ha realizzato la ricerca "Consumer ESG Credit" nella quale si indaga - per la prima volta in Italia con riferimento ai finanziamenti retail - il grado di sensibilizzazione in merito alle tematiche ESG. La ricerca ha preso in esame un campione di banche generaliste e operatori specializzati nel credito al consumo, con l'obiettivo di rilevare l'impatto di questo fenomeno di trasformazione su domanda e offerta del credito al consumo.

L'indagine ha evidenziato un forte incremento dell'incidenza del green lending oltre a una prospettiva di crescita per il 2021. La percentuale di finanziamenti per spese "green" è passata dal 4% nel 2019 al 7% nel 2021.

Nel dettaglio le società di credito offrono soluzioni, ovvero prestiti finalizzati green, per supportare investimenti indirizzati alla mobilità sostenibile, a impianti a energia rinnovabile, isolamenti termici e altri interventi finalizzati a ridurre l'impatto ambientale delle abitazioni.

Si parla anche di prestiti finalizzati all'acquisto di beni per la casa, ovvero investimenti il linea con l'efficientamento energetico delle abitazioni e l'energia rinnovabile. Il consumatore può richiedere un prestito green per l'installazione di impianti fotovoltaici, opere di isolamento termico, nuovi impianti di climatizzazione, elettrodomestici e illuminazione di classe A+ (o superiore), inclusa la sostituzione dei serramenti. 

Relativamente ai prestiti personali, il 44% degli istituti di credito coinvolti nella ricerca ha dichiarato di avere evidenza che il prestito concesso sia stato utilizzato per spese e investimenti in prodotti green. 

«La sensibilità dei consumatori verso la sostenibilità e le tematiche ambientali è sempre più elevata, anche se le scelte di acquisto green spesso restano ancora influenzate dal vantaggio economico immediato», ha commentato Simone Capecchi, executive director di CRIF. 

Per gli istituti finanziari offrire prodotti di credito ad hoc destinati alle spese green dei consumatori è un'importante opportunità di business, ma allo stesso tempo permette di avere un ruolo determinante nel perseguimento degli obiettivi climatici e della transizione verso lo sviluppo sostenibile. 



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