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Bonus fino a 1.000 euro: come cambia la busta paga dei lavoratori nel 2026

 Il bonus per i lavoratori dipendenti viene confermato anche per il 2026, grazie alle misure previste dalla legge di bilancio. Il provvedimento consiste in un esonero contributivo che riduce i contributi previdenziali dovuti all’Inps, con percentuali variabili in base al reddito annuo. In concreto, lo sconto può oscillare tra il 4,8% e il 7,1%, incidendo direttamente sull’importo netto dello stipendio mensile. Le percentuali di detrazione in base al reddito Il beneficio non è uniforme per tutti i lavoratori. Per i redditi fino a 8.500 euro annui, la riduzione dei contributi è fissata al 7,1%. Per chi guadagna tra 8.501 e 15.000 euro, lo sconto scende al 5,3%, mentre per redditi compresi tra 15.001 e 20.000 euro la percentuale si riduce al 4,8%. Per la fascia di reddito tra 20.000 e 32.000 euro è prevista invece una detrazione fissa annuale di 1.000 euro, che diminuisce progressivamente fino ad azzerarsi al raggiungimento dei 40.000 euro annui. Gli effetti concreti sullo stipendi...

Banche attive per il credito al consumo "green". Soluzioni dedicate e agevolazioni per i consumatori

Il credito al consumo "green" raggiunge il 7% del mercato e 8 banche su 10 offrono già soluzioni specifiche e agevolazioni quali prestiti e finanziamenti dedicati ai consumatori. 

Il PNRR prevede per l'Italia quasi 70 miliardi di risorse stanziate con lo scopo di agevolare la transizione ecologica e la rivoluzione "green" e la maggior parte degli istituti finanziari si è già mobilitata integrando la sostenibilità nel proprio piano strategico. Nello specifico le banche operano offrendo soluzioni dedicate ai nuovi paradigmi ESG (Environmental - Social - Governance). 

CRIF in collaborazione con SDA Bocconi School of Management e Assofin ha realizzato la ricerca "Consumer ESG Credit" nella quale si indaga - per la prima volta in Italia con riferimento ai finanziamenti retail - il grado di sensibilizzazione in merito alle tematiche ESG. La ricerca ha preso in esame un campione di banche generaliste e operatori specializzati nel credito al consumo, con l'obiettivo di rilevare l'impatto di questo fenomeno di trasformazione su domanda e offerta del credito al consumo.

L'indagine ha evidenziato un forte incremento dell'incidenza del green lending oltre a una prospettiva di crescita per il 2021. La percentuale di finanziamenti per spese "green" è passata dal 4% nel 2019 al 7% nel 2021.

Nel dettaglio le società di credito offrono soluzioni, ovvero prestiti finalizzati green, per supportare investimenti indirizzati alla mobilità sostenibile, a impianti a energia rinnovabile, isolamenti termici e altri interventi finalizzati a ridurre l'impatto ambientale delle abitazioni.

Si parla anche di prestiti finalizzati all'acquisto di beni per la casa, ovvero investimenti il linea con l'efficientamento energetico delle abitazioni e l'energia rinnovabile. Il consumatore può richiedere un prestito green per l'installazione di impianti fotovoltaici, opere di isolamento termico, nuovi impianti di climatizzazione, elettrodomestici e illuminazione di classe A+ (o superiore), inclusa la sostituzione dei serramenti. 

Relativamente ai prestiti personali, il 44% degli istituti di credito coinvolti nella ricerca ha dichiarato di avere evidenza che il prestito concesso sia stato utilizzato per spese e investimenti in prodotti green. 

«La sensibilità dei consumatori verso la sostenibilità e le tematiche ambientali è sempre più elevata, anche se le scelte di acquisto green spesso restano ancora influenzate dal vantaggio economico immediato», ha commentato Simone Capecchi, executive director di CRIF. 

Per gli istituti finanziari offrire prodotti di credito ad hoc destinati alle spese green dei consumatori è un'importante opportunità di business, ma allo stesso tempo permette di avere un ruolo determinante nel perseguimento degli obiettivi climatici e della transizione verso lo sviluppo sostenibile. 



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