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Mutui green, la sostenibilità resta poco chiara: l’inchiesta che mette sotto esame le banche

              I mutui green sono ormai entrati stabilmente nell’offerta delle banche, ma per i consumatori ottenere informazioni chiare sui reali vantaggi resta ancora difficile. Un’inchiesta condotta in 70 filiali di 14 istituti bancari evidenzia un quadro fatto di informazioni incomplete, criteri energetici poco spiegati e difficoltà nel confrontare le diverse proposte. Pensati per incentivare l’acquisto di abitazioni più efficienti dal punto di vista energetico, questi finanziamenti prevedono condizioni agevolate , come tassi più bassi o sconti su alcune spese, per chi acquista immobili in classe energetica A o B o interviene con lavori di riqualificazione. Ma tra la promessa di sostenibilità e l’esperienza concreta in filiale emerge ancora una distanza significativa. Un prodotto ormai diffuso, ma con poca chiarezza La prima evidenza dell’indagine è che il mutuo green è ormai diventato una proposta stabile . Il problema riguarda però la trasparen...

L’ossigeno non manca, la carenza è nei contenitori: «riconsegnateli per evitare un’altra emergenza»



Tenendo conto del particolare momento che stiamo vivendo sul fronte sanitario, la paura della carenza di ossigeno potrebbe costituire una criticità, secondo alcune recenti notizie apparse sui media. A mancare non è l'ossigeno, che viene prodotto a sufficienza, ma i contenitori in cui inserirlo per poterlo somministrare ai pazienti con insufficienza respiratoria.

A tal proposito, AIFA, Assogastecnici e Federfarma, hanno esortato i fruitori a restituire dispositivi medici, quali bombole di ossigeno e contenitori criogenici svuotati, a fronte dell’esponenziale richiesta degli stessi. L’ossigenoterapia è considerata uno dei trattamenti essenziali per mantenere in vita il paziente affetto da SARS-CoV 2, che presenta insufficienze respiratorie.

Numerosi utenti tendono a non restituire i contenuti svuotati sia a causa della scarsa informazione in merito sia per paura di perderne la disponibilità.

Si sta verificando un fenomeno “di accaparramento”, come per la carenza di mascherine durante la prima ondata della pandemia. In molti altri casi le bombole di ossigeno, oramai vuote, vengono dimenticate nei magazzini di farmacie o strutture sanitarie.

«Le aziende specializzate stanno producendo le bombole a ritmo continuo, ma a fabbricarle e distribuirle ci vuole molto tempo, anche perché non sono come una mascherina. Quindi per supplire alla mancanza, stiamo cercando di recuperare e far restituire quelle che sono in giro e non utilizzate», è quanto afferma Antonio Magi, Presidente dell’Ordine dei Medici Chirurghi e Odontoiatri di Roma, all’Agenzia ANSA.

È forse necessario gestire al livello centrale questo bene, ora, così prezioso?

 

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