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Conflitto in Iran: voli cancellati, rimborsi e diritti dei passeggeri

Il conflitto in Iran sta avendo conseguenze concrete anche per chi viaggia. Oltre alle tensioni geopolitiche, infatti, molti passeggeri europei stanno affrontando cancellazioni, modifiche dei voli e incertezze sui rimborsi. Fondamentale in questo caso conoscere i propri diritti per evitare di perdere soldi o restare bloccati senza assistenza. Spazio aereo chiuso e voli cancellati Le tensioni legate al conflitto hanno portato alla chiusura o alla limitazione dello spazio aereo in diverse aree del Medio Oriente. Questo ha costretto molte compagnie aeree a: cancellare voli, modificare rotte, riprogrammare partenze e arrivi. Le conseguenze riguardano non solo i collegamenti diretti con l’Iran, ma anche numerosi voli internazionali che sorvolano la regione. Rimborso o riprotezione: cosa spetta ai passeggeri Altroconsumo ricorda che, in caso di cancellazione del volo, i viaggiatori hanno diritto a scegliere tra: rimborso del biglietto , oppure volo alternativo verso la stessa de...

L’ossigeno non manca, la carenza è nei contenitori: «riconsegnateli per evitare un’altra emergenza»



Tenendo conto del particolare momento che stiamo vivendo sul fronte sanitario, la paura della carenza di ossigeno potrebbe costituire una criticità, secondo alcune recenti notizie apparse sui media. A mancare non è l'ossigeno, che viene prodotto a sufficienza, ma i contenitori in cui inserirlo per poterlo somministrare ai pazienti con insufficienza respiratoria.

A tal proposito, AIFA, Assogastecnici e Federfarma, hanno esortato i fruitori a restituire dispositivi medici, quali bombole di ossigeno e contenitori criogenici svuotati, a fronte dell’esponenziale richiesta degli stessi. L’ossigenoterapia è considerata uno dei trattamenti essenziali per mantenere in vita il paziente affetto da SARS-CoV 2, che presenta insufficienze respiratorie.

Numerosi utenti tendono a non restituire i contenuti svuotati sia a causa della scarsa informazione in merito sia per paura di perderne la disponibilità.

Si sta verificando un fenomeno “di accaparramento”, come per la carenza di mascherine durante la prima ondata della pandemia. In molti altri casi le bombole di ossigeno, oramai vuote, vengono dimenticate nei magazzini di farmacie o strutture sanitarie.

«Le aziende specializzate stanno producendo le bombole a ritmo continuo, ma a fabbricarle e distribuirle ci vuole molto tempo, anche perché non sono come una mascherina. Quindi per supplire alla mancanza, stiamo cercando di recuperare e far restituire quelle che sono in giro e non utilizzate», è quanto afferma Antonio Magi, Presidente dell’Ordine dei Medici Chirurghi e Odontoiatri di Roma, all’Agenzia ANSA.

È forse necessario gestire al livello centrale questo bene, ora, così prezioso?

 

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