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Bonus fino a 1.000 euro: come cambia la busta paga dei lavoratori nel 2026

 Il bonus per i lavoratori dipendenti viene confermato anche per il 2026, grazie alle misure previste dalla legge di bilancio. Il provvedimento consiste in un esonero contributivo che riduce i contributi previdenziali dovuti all’Inps, con percentuali variabili in base al reddito annuo. In concreto, lo sconto può oscillare tra il 4,8% e il 7,1%, incidendo direttamente sull’importo netto dello stipendio mensile. Le percentuali di detrazione in base al reddito Il beneficio non è uniforme per tutti i lavoratori. Per i redditi fino a 8.500 euro annui, la riduzione dei contributi è fissata al 7,1%. Per chi guadagna tra 8.501 e 15.000 euro, lo sconto scende al 5,3%, mentre per redditi compresi tra 15.001 e 20.000 euro la percentuale si riduce al 4,8%. Per la fascia di reddito tra 20.000 e 32.000 euro è prevista invece una detrazione fissa annuale di 1.000 euro, che diminuisce progressivamente fino ad azzerarsi al raggiungimento dei 40.000 euro annui. Gli effetti concreti sullo stipendi...

I NUOVI CONSUMATORI POST-COVID, L’ESPERIENZA PRIMA DEL PREZZO

Le attitudini dei consumatori stanno profondamente cambiando, avverte Sas. Un consumatore su dieci è disposto ad abbandonare un brand dopo solo due esperienze negative.



Gli scorsi mesi di confinamento nelle abitazioni a fronte dell’emergenza sanitaria ancora in corso hanno radicalmente cambiato i modi in cui il consumatore si approccia al mercato. Lo spostamento prevalente degli acquisti dal «face to face» all’e-commerce ha portato l’acquirente a valutare molte più variabili nel processo di acquisto di un prodotto, in primis l’affidabilità del venditore. Se infatti, il più delle volte, nella vendita fisica lo store risulta essere un semplice luogo in cui il prodotto desiderato è stoccato (ad un prezzo imposto e variabile), nell’online questa filiera si mostra più articolata, attribuendo all’esercente una funzione di assistenza cliente fondamentale per il corretto andamento della transazione e per la fidelizzazione del consumatore stesso.
 


Dall’ultima ricerca elaborata da Sas, multinazionale specializzata in software e analytics, che ha indagato il cambio di comportamenti di un campione di 10mila consumatori fra Europa, Medio Oriente ed Africa durante l’emergenza Covid 19, emerge l’importanza crescente dell’esperienza degli utenti nelle abitudini d’acquisto. Un terzo dei clienti italiani si dichiara pronto ad abbandonare un brand dopo una sola esperienza negativa e quasi il 60% passerebbe ad un marchio concorrente dopo aver avuto tra le 2 e le 5 esperienze negative. Il 65% degli intervistati si è dichiarato disponibile a pagare di più per ottenere una migliore customer experience, ovvero un’esperienza che non si ferma al prezzo, ma prende in considerazione aspetti come la flessibilità di resi e rimborsi, l’assistenza clienti ed comportamenti responsabili da parte dell’azienda. 

Il lockdown ha portato più di un cliente su 10 (15%) ad utilizzare un servizio digitale/app, con oltre i 2/3 (68%) che prevedono di continuare ad utilizzarlo permanentemente. 


«I clienti hanno tra loro esigenze diverse e sono poco inclini nei confronti delle aziende che offrono esperienze di acquisto e servizi non in linea con le loro aspettative - spiega Luciano D’Arcangelo,  Customer intelligence senior solution manager di Sas - Ecco perché è necessario che i brand riconoscano i clienti come individui offrendo loro esperienze sempre più personalizzate e coerenti con i loro bisogni».

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