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Bonus fino a 1.000 euro: come cambia la busta paga dei lavoratori nel 2026

 Il bonus per i lavoratori dipendenti viene confermato anche per il 2026, grazie alle misure previste dalla legge di bilancio. Il provvedimento consiste in un esonero contributivo che riduce i contributi previdenziali dovuti all’Inps, con percentuali variabili in base al reddito annuo. In concreto, lo sconto può oscillare tra il 4,8% e il 7,1%, incidendo direttamente sull’importo netto dello stipendio mensile. Le percentuali di detrazione in base al reddito Il beneficio non è uniforme per tutti i lavoratori. Per i redditi fino a 8.500 euro annui, la riduzione dei contributi è fissata al 7,1%. Per chi guadagna tra 8.501 e 15.000 euro, lo sconto scende al 5,3%, mentre per redditi compresi tra 15.001 e 20.000 euro la percentuale si riduce al 4,8%. Per la fascia di reddito tra 20.000 e 32.000 euro è prevista invece una detrazione fissa annuale di 1.000 euro, che diminuisce progressivamente fino ad azzerarsi al raggiungimento dei 40.000 euro annui. Gli effetti concreti sullo stipendi...

Come ripensare il sistema sanitario. La ricetta del senatore Antonio Tomassini



Si è discusso in questi mesi di possibili riforme del sistema sanitario per essere preparati in caso di una seconda ondata: quest’ultima è oramai in atto, ma l’assetto del sistema sembra essere rimasto inalterato, se non per l’integrazione di posti ricovero per malati CoVid. 

Si poteva fare di più e meglio? Probabilmente solo alla fine di questa situazione di crisi e dopo aver tirato le somme si potrà rispondere a questa domanda, certo è che al termine dell’emergenza sarà necessario effettuare una ristrutturazione del sistema sanitario nazionale, dimostratosi troppo fragile e poco adattabile a situazioni di crisi improvvisa come questa. 

Fra i pareri più interessanti possiamo sicuramente annoverare quello del senatore Antonio Tomassini, ginecologo di grande prestigio e per venti anni presidente della commissione sanità del Senato nel periodo dell’epidemia SARS, che ha strutturato la sua proposta di riforma del sistema sanitario su tre punti cardine: 

·      sviluppare un sistema di cure a casa, grazie alla riorganizzazione della missione dei medici di medicina generale, per decongestionare le strutture sanitarie e salvaguardare la sostenibilità del sistema sanitario; 

 

·      attivare una autentica rivoluzione tecnologica e digitale, per sburocratizzare le procedure, aumentare l’efficienza, riducendo anche i costi e i tempi delle liste d’attesa; 

 

·      favorire alleanze e sinergie tra pubblico e privato, uno dei motivi che ha rallentato il processo - ancora in corso - di modernizzazione del sistema sanitario e che favorirebbe un sistema di assistenza integrata, aumenterebbe la disponibilità di offerte di terapie e diagnostiche tecnologiche avanzate e amplierebbe progetti di ricerca e sviluppo. 

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