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Conflitto in Iran: voli cancellati, rimborsi e diritti dei passeggeri

Il conflitto in Iran sta avendo conseguenze concrete anche per chi viaggia. Oltre alle tensioni geopolitiche, infatti, molti passeggeri europei stanno affrontando cancellazioni, modifiche dei voli e incertezze sui rimborsi. Fondamentale in questo caso conoscere i propri diritti per evitare di perdere soldi o restare bloccati senza assistenza. Spazio aereo chiuso e voli cancellati Le tensioni legate al conflitto hanno portato alla chiusura o alla limitazione dello spazio aereo in diverse aree del Medio Oriente. Questo ha costretto molte compagnie aeree a: cancellare voli, modificare rotte, riprogrammare partenze e arrivi. Le conseguenze riguardano non solo i collegamenti diretti con l’Iran, ma anche numerosi voli internazionali che sorvolano la regione. Rimborso o riprotezione: cosa spetta ai passeggeri Altroconsumo ricorda che, in caso di cancellazione del volo, i viaggiatori hanno diritto a scegliere tra: rimborso del biglietto , oppure volo alternativo verso la stessa de...

Covid-19: le regole aggiornate per viaggiare in sicurezza

 


Dopo l’esplosione di contagi in Sardegna, e la conseguente ordinanza che imponeva l’obbligo del tampone per chi entrava nell’isola, è stato accolto il ricorso del Governo dal Tar per sospendere tale ordinanza, voluta fortemente dal presidente Solinas.

Fino al 30 settembre permane l’obbligo di tampone per chi rientra in Italia da Spagna, Croazia, Grecia e Malta, come da ordinanza del Ministro Speranza del 12 agosto. È tuttavia permesso il rientro presso l’abitazione – domicilio o residenza – di un affetto stabile. Per rientrare sarà comunque necessaria un’autocertificazione con i dettagli della persona da raggiungere, per comunicarli poi alla Asl di competenza. Sarà comunque necessario rispettare i 14 giorni di quarantena o valutare insieme al proprio medico curante se necessario effettuare un tampone.

Secondo il DPCM del 7 settembre, sono tre i modi per sottoporsi al test:

  • Presentare al proprio arrivo in Italia un certificato di test molecolare o antigenico negativo effettuato nelle 72 ore precedenti all’ingresso nel territorio nazionale.
  • Fare un test molecolare o antigenico, da effettuarsi per mezzo di tampone, al momento dell’arrivo in aeroporto, ove possibile.
  • Fare un test molecolare o antigenico presso l’azienda sanitaria locale di riferimento, entro 48 ore dall’ingresso nel territorio nazionale.

Sono tuttavia esentati dal test – ammessa l’assenza di sintomi legati al Covid-19 – l’equipaggio dei mezzi di trasporto, il personale viaggiante, i viaggiatori da e per Repubblica di San Marino e Città del Vaticano, chi viaggia per motivi di lavoro, regolati da speciali protocolli di sicurezza, con approvazione dell’autorità sanitaria.

Secondo il DPCM, i Paesi nella lista per cui è previsto il divieto di ingresso e transito, al momento sono: Armenia, Bahrein, Bangladesh, Brasile, Bosnia Erzegovina, Cile, Kosovo, Kuwait, Macedonia del nord, Moldova, Montenegro, Oman, Panama, Perù, Repubblica dominicana e Colombia. Chi arriva dagli Stati Uniti è obbligato a rispettare la quarantena, mentre chi rientra da Bulgaria e Romania è obbligatorio il tampone. Ricordiamo che la lista è aggiornata ad oggi, 18 settembre 2020, e che può subire variazioni in base all’aumento dei contagi.

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