Passa ai contenuti principali

In primo piano

Codacons, l'ondata di caldo provoca rincari per frutta, gelato, acqua e bibite

Il caldo record rischia di avere ripercussioni pesanti sui portafogli di cittadini e turisti. La denuncia arriva dal Codacons, che mette in guardia dalle speculazioni specie nelle località turistiche. L'avviso del Codacons "I prodotti tipicamente estivi stanno registrando in tutta Italia sensibili incrementi dei prezzi - denuncia l'associazione - In base agli ultimi dati Istat, ad esempio, il pesce è aumentato in media del 4,2%, le albicocche del 14,4%, pesche e nettarine del 13,7%, le ciliegie del 6,9%, mirtilli, lamponi e altri frutti di bosco del 17,2%, l'uva del 9,5%, i meloni del 7,9%, i pomodori del 18,4%. Se poi si guarda al gelato, alimento i cui consumi si impennano nei periodi di maggiore caldo, il prezzo di un cono o coppetta piccola da due gusti servita in gelateria ha raggiunto oramai una media tra i 3,5 e i 5 euro nelle principali città italiane".  Altro prodotto a forte rischio rincaro è l'acqua minerale, che nei luoghi a forte vocazione turisti...

Covid-19: le regole aggiornate per viaggiare in sicurezza

 


Dopo l’esplosione di contagi in Sardegna, e la conseguente ordinanza che imponeva l’obbligo del tampone per chi entrava nell’isola, è stato accolto il ricorso del Governo dal Tar per sospendere tale ordinanza, voluta fortemente dal presidente Solinas.

Fino al 30 settembre permane l’obbligo di tampone per chi rientra in Italia da Spagna, Croazia, Grecia e Malta, come da ordinanza del Ministro Speranza del 12 agosto. È tuttavia permesso il rientro presso l’abitazione – domicilio o residenza – di un affetto stabile. Per rientrare sarà comunque necessaria un’autocertificazione con i dettagli della persona da raggiungere, per comunicarli poi alla Asl di competenza. Sarà comunque necessario rispettare i 14 giorni di quarantena o valutare insieme al proprio medico curante se necessario effettuare un tampone.

Secondo il DPCM del 7 settembre, sono tre i modi per sottoporsi al test:

  • Presentare al proprio arrivo in Italia un certificato di test molecolare o antigenico negativo effettuato nelle 72 ore precedenti all’ingresso nel territorio nazionale.
  • Fare un test molecolare o antigenico, da effettuarsi per mezzo di tampone, al momento dell’arrivo in aeroporto, ove possibile.
  • Fare un test molecolare o antigenico presso l’azienda sanitaria locale di riferimento, entro 48 ore dall’ingresso nel territorio nazionale.

Sono tuttavia esentati dal test – ammessa l’assenza di sintomi legati al Covid-19 – l’equipaggio dei mezzi di trasporto, il personale viaggiante, i viaggiatori da e per Repubblica di San Marino e Città del Vaticano, chi viaggia per motivi di lavoro, regolati da speciali protocolli di sicurezza, con approvazione dell’autorità sanitaria.

Secondo il DPCM, i Paesi nella lista per cui è previsto il divieto di ingresso e transito, al momento sono: Armenia, Bahrein, Bangladesh, Brasile, Bosnia Erzegovina, Cile, Kosovo, Kuwait, Macedonia del nord, Moldova, Montenegro, Oman, Panama, Perù, Repubblica dominicana e Colombia. Chi arriva dagli Stati Uniti è obbligato a rispettare la quarantena, mentre chi rientra da Bulgaria e Romania è obbligatorio il tampone. Ricordiamo che la lista è aggiornata ad oggi, 18 settembre 2020, e che può subire variazioni in base all’aumento dei contagi.

Commenti