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Bonus fino a 1.000 euro: come cambia la busta paga dei lavoratori nel 2026

 Il bonus per i lavoratori dipendenti viene confermato anche per il 2026, grazie alle misure previste dalla legge di bilancio. Il provvedimento consiste in un esonero contributivo che riduce i contributi previdenziali dovuti all’Inps, con percentuali variabili in base al reddito annuo. In concreto, lo sconto può oscillare tra il 4,8% e il 7,1%, incidendo direttamente sull’importo netto dello stipendio mensile. Le percentuali di detrazione in base al reddito Il beneficio non è uniforme per tutti i lavoratori. Per i redditi fino a 8.500 euro annui, la riduzione dei contributi è fissata al 7,1%. Per chi guadagna tra 8.501 e 15.000 euro, lo sconto scende al 5,3%, mentre per redditi compresi tra 15.001 e 20.000 euro la percentuale si riduce al 4,8%. Per la fascia di reddito tra 20.000 e 32.000 euro è prevista invece una detrazione fissa annuale di 1.000 euro, che diminuisce progressivamente fino ad azzerarsi al raggiungimento dei 40.000 euro annui. Gli effetti concreti sullo stipendi...

Covid-19: le regole aggiornate per viaggiare in sicurezza

 


Dopo l’esplosione di contagi in Sardegna, e la conseguente ordinanza che imponeva l’obbligo del tampone per chi entrava nell’isola, è stato accolto il ricorso del Governo dal Tar per sospendere tale ordinanza, voluta fortemente dal presidente Solinas.

Fino al 30 settembre permane l’obbligo di tampone per chi rientra in Italia da Spagna, Croazia, Grecia e Malta, come da ordinanza del Ministro Speranza del 12 agosto. È tuttavia permesso il rientro presso l’abitazione – domicilio o residenza – di un affetto stabile. Per rientrare sarà comunque necessaria un’autocertificazione con i dettagli della persona da raggiungere, per comunicarli poi alla Asl di competenza. Sarà comunque necessario rispettare i 14 giorni di quarantena o valutare insieme al proprio medico curante se necessario effettuare un tampone.

Secondo il DPCM del 7 settembre, sono tre i modi per sottoporsi al test:

  • Presentare al proprio arrivo in Italia un certificato di test molecolare o antigenico negativo effettuato nelle 72 ore precedenti all’ingresso nel territorio nazionale.
  • Fare un test molecolare o antigenico, da effettuarsi per mezzo di tampone, al momento dell’arrivo in aeroporto, ove possibile.
  • Fare un test molecolare o antigenico presso l’azienda sanitaria locale di riferimento, entro 48 ore dall’ingresso nel territorio nazionale.

Sono tuttavia esentati dal test – ammessa l’assenza di sintomi legati al Covid-19 – l’equipaggio dei mezzi di trasporto, il personale viaggiante, i viaggiatori da e per Repubblica di San Marino e Città del Vaticano, chi viaggia per motivi di lavoro, regolati da speciali protocolli di sicurezza, con approvazione dell’autorità sanitaria.

Secondo il DPCM, i Paesi nella lista per cui è previsto il divieto di ingresso e transito, al momento sono: Armenia, Bahrein, Bangladesh, Brasile, Bosnia Erzegovina, Cile, Kosovo, Kuwait, Macedonia del nord, Moldova, Montenegro, Oman, Panama, Perù, Repubblica dominicana e Colombia. Chi arriva dagli Stati Uniti è obbligato a rispettare la quarantena, mentre chi rientra da Bulgaria e Romania è obbligatorio il tampone. Ricordiamo che la lista è aggiornata ad oggi, 18 settembre 2020, e che può subire variazioni in base all’aumento dei contagi.

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