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Conflitto in Iran: voli cancellati, rimborsi e diritti dei passeggeri

Il conflitto in Iran sta avendo conseguenze concrete anche per chi viaggia. Oltre alle tensioni geopolitiche, infatti, molti passeggeri europei stanno affrontando cancellazioni, modifiche dei voli e incertezze sui rimborsi. Fondamentale in questo caso conoscere i propri diritti per evitare di perdere soldi o restare bloccati senza assistenza. Spazio aereo chiuso e voli cancellati Le tensioni legate al conflitto hanno portato alla chiusura o alla limitazione dello spazio aereo in diverse aree del Medio Oriente. Questo ha costretto molte compagnie aeree a: cancellare voli, modificare rotte, riprogrammare partenze e arrivi. Le conseguenze riguardano non solo i collegamenti diretti con l’Iran, ma anche numerosi voli internazionali che sorvolano la regione. Rimborso o riprotezione: cosa spetta ai passeggeri Altroconsumo ricorda che, in caso di cancellazione del volo, i viaggiatori hanno diritto a scegliere tra: rimborso del biglietto , oppure volo alternativo verso la stessa de...

Ristorazione, Coldiretti evidenzia la crisi e l’insufficiente ripartenza degli esercenti



L’Italia riprova a rilanciarsi, dopo aver affrontato il peso delle chiusure dovute all’emergenza sanitaria, tuttavia come gli effetti sono stati ben diversi tra settore e settore. Se infatti numerose aziende possono comunque contare sullo smart-working, quelle di ristorazione (pari al 35% dei consumi alimentati e 84 miliardi di euro) sono in difficoltà e non sempre la vendita a domicilio è sufficiente. 

Anzitutto la domanda è fortemente calata. Secondo Coldiretti è stato registrato un crollo dei consumi pari a quasi l’80%, causato da un ridotto afflusso di clientela e, quindi, un drastico taglio delle forniture alimentari. Inoltre con l’aumento dello smart-working negli uffici, sono diminuiti i lavoratori clienti nella “pausa pranzo”, così come la mancanza di turisti lascia svuotate le sedie. 

Oltre a questo ci sono tutte le normative da rispettare per le distanze, la riduzione dei posti a sedere disponibili e gli obblighi di igienizzazione, con relativi costi. L’insieme di tutti questi fenomeni ha portato per tanto numeri esercizi a preferire mantenere la chiusura, con alcuni negozianti (specialmente pub e bar ma anche ristoranti e trattorie) che considerano anche la mancanza di rapporto umano come punto fondamentale, tanto da non scegliere nemmeno l’opzione della vendita d’asporto

Una crisi che si ripercuote su tutto il settore agroalimentare, con le industrie e le aziende agricole che si trovano con prodotti invenduti e cali nelle vendite, per un problema che colpisce sia i ristoranti cittadini che gli agriturismi, che nonostante le posizioni isolate in campagna permettano un miglior adeguamento per il rispetto delle normative sanitarie risentono egualmente dell’insieme dei probemi. 

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