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Mutui green, la sostenibilità resta poco chiara: l’inchiesta che mette sotto esame le banche

              I mutui green sono ormai entrati stabilmente nell’offerta delle banche, ma per i consumatori ottenere informazioni chiare sui reali vantaggi resta ancora difficile. Un’inchiesta condotta in 70 filiali di 14 istituti bancari evidenzia un quadro fatto di informazioni incomplete, criteri energetici poco spiegati e difficoltà nel confrontare le diverse proposte. Pensati per incentivare l’acquisto di abitazioni più efficienti dal punto di vista energetico, questi finanziamenti prevedono condizioni agevolate , come tassi più bassi o sconti su alcune spese, per chi acquista immobili in classe energetica A o B o interviene con lavori di riqualificazione. Ma tra la promessa di sostenibilità e l’esperienza concreta in filiale emerge ancora una distanza significativa. Un prodotto ormai diffuso, ma con poca chiarezza La prima evidenza dell’indagine è che il mutuo green è ormai diventato una proposta stabile . Il problema riguarda però la trasparen...

Ristorazione, Coldiretti evidenzia la crisi e l’insufficiente ripartenza degli esercenti



L’Italia riprova a rilanciarsi, dopo aver affrontato il peso delle chiusure dovute all’emergenza sanitaria, tuttavia come gli effetti sono stati ben diversi tra settore e settore. Se infatti numerose aziende possono comunque contare sullo smart-working, quelle di ristorazione (pari al 35% dei consumi alimentati e 84 miliardi di euro) sono in difficoltà e non sempre la vendita a domicilio è sufficiente. 

Anzitutto la domanda è fortemente calata. Secondo Coldiretti è stato registrato un crollo dei consumi pari a quasi l’80%, causato da un ridotto afflusso di clientela e, quindi, un drastico taglio delle forniture alimentari. Inoltre con l’aumento dello smart-working negli uffici, sono diminuiti i lavoratori clienti nella “pausa pranzo”, così come la mancanza di turisti lascia svuotate le sedie. 

Oltre a questo ci sono tutte le normative da rispettare per le distanze, la riduzione dei posti a sedere disponibili e gli obblighi di igienizzazione, con relativi costi. L’insieme di tutti questi fenomeni ha portato per tanto numeri esercizi a preferire mantenere la chiusura, con alcuni negozianti (specialmente pub e bar ma anche ristoranti e trattorie) che considerano anche la mancanza di rapporto umano come punto fondamentale, tanto da non scegliere nemmeno l’opzione della vendita d’asporto

Una crisi che si ripercuote su tutto il settore agroalimentare, con le industrie e le aziende agricole che si trovano con prodotti invenduti e cali nelle vendite, per un problema che colpisce sia i ristoranti cittadini che gli agriturismi, che nonostante le posizioni isolate in campagna permettano un miglior adeguamento per il rispetto delle normative sanitarie risentono egualmente dell’insieme dei probemi. 

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