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Codacons, l'ondata di caldo provoca rincari per frutta, gelato, acqua e bibite

Il caldo record rischia di avere ripercussioni pesanti sui portafogli di cittadini e turisti. La denuncia arriva dal Codacons, che mette in guardia dalle speculazioni specie nelle località turistiche. L'avviso del Codacons "I prodotti tipicamente estivi stanno registrando in tutta Italia sensibili incrementi dei prezzi - denuncia l'associazione - In base agli ultimi dati Istat, ad esempio, il pesce è aumentato in media del 4,2%, le albicocche del 14,4%, pesche e nettarine del 13,7%, le ciliegie del 6,9%, mirtilli, lamponi e altri frutti di bosco del 17,2%, l'uva del 9,5%, i meloni del 7,9%, i pomodori del 18,4%. Se poi si guarda al gelato, alimento i cui consumi si impennano nei periodi di maggiore caldo, il prezzo di un cono o coppetta piccola da due gusti servita in gelateria ha raggiunto oramai una media tra i 3,5 e i 5 euro nelle principali città italiane".  Altro prodotto a forte rischio rincaro è l'acqua minerale, che nei luoghi a forte vocazione turisti...

Periodo quarantena Covid, in Europa è aumentato il consumo di vino



Il coronavirus, che nel periodo più critico ha costretto presso le proprie residenze i cittadini europei, ha visto una crisi generale di tutti i settori di produzione e servizi. Tuttavia ci sono alcune rilevanti eccezioni. 

Infatti, nei mesi di lockdown, proprio a causa della forzata quarantena in casa e in alcuni casi anche dal lavoro, è aumentata la frequenza del consumo di vino, contro una diminuzione dei consumi di birra e alcolici

Sicuramente una crescita allarmante tra i giovani, tuttavia secondo gli studi condotti dall'Euawe, l'Associazione europea di economisti del vino e dall'Università di Bordeaux, la frequenza di consumo di vino più alta si è verificata tra i 30 e i 50enni. 

Secondo i risultati c’è stato un’importante aumento del consumo in Francia, mentre nei tre paesi meridionali presi in esame, Spagna, Portogallo e Italia, è stata soprattutto la fascia d’età più anziana a trainare i consumi maggiori di vino. Non sfonda la vendita online, con solo il 20% degli intervistati che e ha acquistato online, con l’Italia in testa per l’8,3% seguita dal 6,6% degli spagnoli, il 5,2% dei portoghesi e il 4,6% dei francesi. 

Tra i fattori che hanno influito maggiormente sull’acquisto il reddito famigliare più elevato e l’assenza di figli a casa, mentre le famiglie a basso reddito hanno aumentato la frequenza del consumo di bitta. 

In risposta, i prezzi medi dell’acquisto di vino in questo periodo sono stati inferiori alla media, mentre i superalcolici hanno subito una forte flessione negativa sulle vendite. 

Il risultato, frutto di un sondaggio condotto in Portogallo, Spagna, Belgio, Francia, Austria, Germania, Svizzera e Italia su un campione di 6.600 risposte, ha visto la partecipazione per il nostro paese delle Università di Verona, Bologna, Padova, e della Libera Università di Bolzano

Interessante l’aumento di corsi digitali di degustazione proposti online, che hanno riscontrato notevole successo e partecipazione.

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