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Bonus fino a 1.000 euro: come cambia la busta paga dei lavoratori nel 2026

 Il bonus per i lavoratori dipendenti viene confermato anche per il 2026, grazie alle misure previste dalla legge di bilancio. Il provvedimento consiste in un esonero contributivo che riduce i contributi previdenziali dovuti all’Inps, con percentuali variabili in base al reddito annuo. In concreto, lo sconto può oscillare tra il 4,8% e il 7,1%, incidendo direttamente sull’importo netto dello stipendio mensile. Le percentuali di detrazione in base al reddito Il beneficio non è uniforme per tutti i lavoratori. Per i redditi fino a 8.500 euro annui, la riduzione dei contributi è fissata al 7,1%. Per chi guadagna tra 8.501 e 15.000 euro, lo sconto scende al 5,3%, mentre per redditi compresi tra 15.001 e 20.000 euro la percentuale si riduce al 4,8%. Per la fascia di reddito tra 20.000 e 32.000 euro è prevista invece una detrazione fissa annuale di 1.000 euro, che diminuisce progressivamente fino ad azzerarsi al raggiungimento dei 40.000 euro annui. Gli effetti concreti sullo stipendi...

Periodo quarantena Covid, in Europa è aumentato il consumo di vino



Il coronavirus, che nel periodo più critico ha costretto presso le proprie residenze i cittadini europei, ha visto una crisi generale di tutti i settori di produzione e servizi. Tuttavia ci sono alcune rilevanti eccezioni. 

Infatti, nei mesi di lockdown, proprio a causa della forzata quarantena in casa e in alcuni casi anche dal lavoro, è aumentata la frequenza del consumo di vino, contro una diminuzione dei consumi di birra e alcolici

Sicuramente una crescita allarmante tra i giovani, tuttavia secondo gli studi condotti dall'Euawe, l'Associazione europea di economisti del vino e dall'Università di Bordeaux, la frequenza di consumo di vino più alta si è verificata tra i 30 e i 50enni. 

Secondo i risultati c’è stato un’importante aumento del consumo in Francia, mentre nei tre paesi meridionali presi in esame, Spagna, Portogallo e Italia, è stata soprattutto la fascia d’età più anziana a trainare i consumi maggiori di vino. Non sfonda la vendita online, con solo il 20% degli intervistati che e ha acquistato online, con l’Italia in testa per l’8,3% seguita dal 6,6% degli spagnoli, il 5,2% dei portoghesi e il 4,6% dei francesi. 

Tra i fattori che hanno influito maggiormente sull’acquisto il reddito famigliare più elevato e l’assenza di figli a casa, mentre le famiglie a basso reddito hanno aumentato la frequenza del consumo di bitta. 

In risposta, i prezzi medi dell’acquisto di vino in questo periodo sono stati inferiori alla media, mentre i superalcolici hanno subito una forte flessione negativa sulle vendite. 

Il risultato, frutto di un sondaggio condotto in Portogallo, Spagna, Belgio, Francia, Austria, Germania, Svizzera e Italia su un campione di 6.600 risposte, ha visto la partecipazione per il nostro paese delle Università di Verona, Bologna, Padova, e della Libera Università di Bolzano

Interessante l’aumento di corsi digitali di degustazione proposti online, che hanno riscontrato notevole successo e partecipazione.

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