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Bonus fino a 1.000 euro: come cambia la busta paga dei lavoratori nel 2026

 Il bonus per i lavoratori dipendenti viene confermato anche per il 2026, grazie alle misure previste dalla legge di bilancio. Il provvedimento consiste in un esonero contributivo che riduce i contributi previdenziali dovuti all’Inps, con percentuali variabili in base al reddito annuo. In concreto, lo sconto può oscillare tra il 4,8% e il 7,1%, incidendo direttamente sull’importo netto dello stipendio mensile. Le percentuali di detrazione in base al reddito Il beneficio non è uniforme per tutti i lavoratori. Per i redditi fino a 8.500 euro annui, la riduzione dei contributi è fissata al 7,1%. Per chi guadagna tra 8.501 e 15.000 euro, lo sconto scende al 5,3%, mentre per redditi compresi tra 15.001 e 20.000 euro la percentuale si riduce al 4,8%. Per la fascia di reddito tra 20.000 e 32.000 euro è prevista invece una detrazione fissa annuale di 1.000 euro, che diminuisce progressivamente fino ad azzerarsi al raggiungimento dei 40.000 euro annui. Gli effetti concreti sullo stipendi...

L’Antitrust attacca la decisione di emettere voucher al posto di rimborsare i voli aerei cancellati



Proseguono in queste settimane i dibattiti in merito ai sistemi più efficaci per la ripartenza economica e sociale dopo la pandemia del coronavirus con conseguente blocco della produzione e di ogni attività. Tema delicato quello dei trasporti, considerati i numerosi voli cancellati, crociere e in generale il blocco imposto nelle proprie regione, che vedrà la possibilità di abbandonare le proprie regioni di residenza (salvo motivi di salute, lavoro o rientro in residenza) e circolazione tra gli stati membri dell’Unione Europea

Per quanto riguarda i rimborsi dei voi cancellati a causa del Coronavirus è stato deciso di utilizzare il metodo dei voucher, ovvero assicurando alle compagnie di trasporti la possibilità di non rimborsare i clienti emettendo piuttosto un voucher dello stesso import da utilizzare entro un anno, che tuttavia desta le proteste dell’Autorità Antitrust, il quale ha pubblicato una segnalazione contro l'articolo 88 bis della legge 27 del 2020, quella che ha cioè convertito in legge il Cura Italia

Secondo l’Antitrust la legge italiana è in contrasto con la normativa europea, che prevede la possibilità di scelta tra rimborso e voucher, ma al contempo la stessa Commissione Europea ha raccomandato di non imporre i voucher ma di rispettare la possibilità di scelta. Nel caso si continuasse su questa strada bisogna quantomeno assicurarli dal rischio del fallimento di tour operatori, renderli cedibili a parenti o amici e garantire il rimborso qualora non vengano utilizzati alla scadenza. 

Fabrizio Premuti, presidente di Konsumer Italia, ha dichiarato: «Una decisione centrale che contribuisce a dare forza a quella che già da tempo era la nostra posizione. Impensabile far perdere il denaro a migliaia di consumatori per un'emergenza sanitaria di cui non hanno assolutamente colpa». 

Il presidente dell’Unione nazionale consumatori, Massimiliano Dona, ha aggiunto: «Chiedendo ai consumatori di svolgere il ruolo pubblico di sovvenzionare e finanziare le imprese di viaggi e vacanze, il ministro Franceschini ha danneggiato lo stesso settore turistico, visto che nessuno prenota oggi le vacanze non avendo né la certezza di poter raggiungere il luogo di villeggiatura, né, in caso di annullamento del pacchetto turistico, di poter riavere i soldi spesi, ma solo un voucher».

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