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Conflitto in Iran: voli cancellati, rimborsi e diritti dei passeggeri

Il conflitto in Iran sta avendo conseguenze concrete anche per chi viaggia. Oltre alle tensioni geopolitiche, infatti, molti passeggeri europei stanno affrontando cancellazioni, modifiche dei voli e incertezze sui rimborsi. Fondamentale in questo caso conoscere i propri diritti per evitare di perdere soldi o restare bloccati senza assistenza. Spazio aereo chiuso e voli cancellati Le tensioni legate al conflitto hanno portato alla chiusura o alla limitazione dello spazio aereo in diverse aree del Medio Oriente. Questo ha costretto molte compagnie aeree a: cancellare voli, modificare rotte, riprogrammare partenze e arrivi. Le conseguenze riguardano non solo i collegamenti diretti con l’Iran, ma anche numerosi voli internazionali che sorvolano la regione. Rimborso o riprotezione: cosa spetta ai passeggeri Altroconsumo ricorda che, in caso di cancellazione del volo, i viaggiatori hanno diritto a scegliere tra: rimborso del biglietto , oppure volo alternativo verso la stessa de...

Giornata mondiale delle api aumentano i consumi in Italia ma la produzione è limitata



Nonostante lo stop della produzione forzato per numerose aziende provocato dall’emergenza coronavirus, il settore dei prodotti apistici vola. I consumi di miele tra gli italiani tra il 17 febbraio e il 3 maggio è aumentato infatti del 44%. A comunicare il dato Coldiretti, in occasione della giornata mondiale delle api istituita dall’Onu il 20 maggio, basandosi sui dati Nielsen delle vendite nella Grande distribuzione organizzata

Un dato rincuorante per un prodotto in grado di vantare in Italia oltre 60 tipi di varietà e 1,5 milioni di alveari, seguiti da sessantamila apicoltori di cui circa due terzi produttori per autoconsumo

Un dato in contrasto con le attuali condizioni del paese ma anche dello stesso settore d’apicoltura, a causa dell’andamento climatico anomalo, della siccità che ha ridotto le fioriture e del fermo che ha costretto diversi apicoltori autonomi a restare lontani per settimane dai propri alveari. Non solo, l’aumento della domanda rischia di non poter essere soddisfatto appieno dal mercato italiano il cui raccolto resta comunque limitato, considerato che già nel 2019 la produzione nazionale si fermò a 15 milioni di chili di miele, a fronte di un’importazione dall’estero di quasi 25 milioni di chili, di cui il 40% dall’Ungheria e il 10% dalla Cina. Ovvero 2 barattoli su tre sono provenienti dall’estero. 

Sui motivi di questo aumento di consumi tuttavia si riflette le condizioni forzate delle abitudini di vita degli italiani nello scorso periodo di quarantena, “costretti” a riscoprire i piaceri delle tisane, dei thé e dei dolci fatti in casa, che ben si accompagnano al miele.

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