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Fisco, metà degli italiani non paga. Il 19% degli italiani paga quasi il 65% dell’Irpef

  Quasi la metà degli italiani non ha redditi "e quindi vive di fatto "a carico" di altri cittadini, e in particolare di quel 18,78% di contribuenti che dichiara redditi dai 35mila euro in su , corrispondendo da solo circa il 65% di tutta l'IRPEF ". È quanto emerge dall'ultimo Osservatorio Itinerari Previdenziali, presentato al CNEL nel corso delle celebrazioni per l'80° anniversario CIDA. L'Irpef rappresenta un conto da 200 miliardi "che a pagare sono però i 'soliti noti'" rileva la ricerca. Nonostante aumentino sia i dichiaranti , vale a dire 42.837.963 persone che hanno presentano una dichiarazione dei redditi , sia i versanti , vale a dire 34.105.072 soggetti che hanno effettivamente corrisposto almeno 1 euro di IRPEF , "il carico fiscale del Paese continua a gravare sulle spalle di quei circa 8 milioni di contribuenti che dichiarano 35mila euro lordi l'anno - all'incirca 2mila euro netti al mese - e versano il 65% ...

Giornata mondiale delle api aumentano i consumi in Italia ma la produzione è limitata



Nonostante lo stop della produzione forzato per numerose aziende provocato dall’emergenza coronavirus, il settore dei prodotti apistici vola. I consumi di miele tra gli italiani tra il 17 febbraio e il 3 maggio è aumentato infatti del 44%. A comunicare il dato Coldiretti, in occasione della giornata mondiale delle api istituita dall’Onu il 20 maggio, basandosi sui dati Nielsen delle vendite nella Grande distribuzione organizzata. 

Un dato rincuorante per un prodotto in grado di vantare in Italia oltre 60 tipi di varietà e 1,5 milioni di alveari, seguiti da sessantamila apicoltori di cui circa due terzi produttori per autoconsumo. 

Un dato in contrasto con le attuali condizioni del paese ma anche dello stesso settore d’apicoltura, a causa dell’andamento climatico anomalo, della siccità che ha ridotto le fioriture e del fermo che ha costretto diversi apicoltori autonomi a restare lontani per settimane dai propri alveari. Non solo, l’aumento della domanda rischia di non poter essere soddisfatto appieno dal mercato italiano il cui raccolto resta comunque limitato, considerato che già nel 2019 la produzione nazionale si fermò a 15 milioni di chili di miele, a fronte di un’importazione dall’estero di quasi 25 milioni di chili, di cui il 40% dall’Ungheria e il 10% dalla Cina. Ovvero 2 barattoli su tre sono provenienti dall’estero. 

Sui motivi di questo aumento di consumi tuttavia si riflette le condizioni forzate delle abitudini di vita degli italiani nello scorso periodo di quarantena, “costretti” a riscoprire i piaceri delle tisane, dei thé e dei dolci fatti in casa, che ben si accompagnano al miele.

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