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Bonus fino a 1.000 euro: come cambia la busta paga dei lavoratori nel 2026

 Il bonus per i lavoratori dipendenti viene confermato anche per il 2026, grazie alle misure previste dalla legge di bilancio. Il provvedimento consiste in un esonero contributivo che riduce i contributi previdenziali dovuti all’Inps, con percentuali variabili in base al reddito annuo. In concreto, lo sconto può oscillare tra il 4,8% e il 7,1%, incidendo direttamente sull’importo netto dello stipendio mensile. Le percentuali di detrazione in base al reddito Il beneficio non è uniforme per tutti i lavoratori. Per i redditi fino a 8.500 euro annui, la riduzione dei contributi è fissata al 7,1%. Per chi guadagna tra 8.501 e 15.000 euro, lo sconto scende al 5,3%, mentre per redditi compresi tra 15.001 e 20.000 euro la percentuale si riduce al 4,8%. Per la fascia di reddito tra 20.000 e 32.000 euro è prevista invece una detrazione fissa annuale di 1.000 euro, che diminuisce progressivamente fino ad azzerarsi al raggiungimento dei 40.000 euro annui. Gli effetti concreti sullo stipendi...

Prescrizione in due anni per le bollette dell’acqua, Unc e Adiconsum criticano Arera



L’Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente (Arera), ha reso noto ai consumatori come, dopo la riforma varata a marzo del 2018, sarà modificata la legislazione sulla gestione delle bollette dell’acqua

Secondo l’autorità di settore dal primo gennaio del 2020 l’utente potrà richiedere la prescrizione in due anni contro le cinque attuali delle bollette dell’acqua nel caso in cui il gestore abbia accumulato anni di ritardo nella fatturazione dei consumi, a patto che sia lo stesso utente a chiedere che gli venga applicata. 

La procedura prevedere pertanto l’emissione di una fattura separata con i soli importi prescrivibili da parte dei gestori, che dovranno fornire inoltre un modulo da compilare per la domanda, affinché, una volta completata, possa applicare solo i costi relativi agli ultimi due anni, salvo che l’utente sia responsabile del mega conguaglio. In questo caso, che non comporta prescrizione, l’utente potrà sporgere reclamo che, se non porterà a un risultato soddisfacente, potrà sfociare in una procedura di conciliazione

Tuttavia il tasso di litigiosità tra le parti non sembra al momento calato. Secondo Marco Vignola, responsabile energia per Unione nazionale consumatori (Unc) «per quanto riguarda il gas, possiamo dire che nella stragrande maggioranza dei casi la prescrizione non venga riconosciuta. I gestori le stanno provando tutte per negare la prescrizione, ma è troppo facile sostenere che non sono riusciti ad accedere al contatore per anni. Bisogna portare le prove dei tentativi fatti, e di aver sollecitato il cliente a inviare autoletture, altrimenti è tutto a carico della parte debole, cioè il consumatore». 

Timori condivisi dalla segretaria nazionale Adiconsum Pierpaola Pietrantozzi, la quale sostiene: «La prescrizione per i maxi-conguagli della bolletta dell’acqua è farraginosa e necessita di semplificazione e di miglioramenti. Nel meccanismo messo a punto rileviamo infatti che è sempre il consumatore che deve attivarsi sia per contestare gli importi prescrivibili che per attivare il reclamo nel caso in cui il gestore motivi una responsabilità dell’utente».

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