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Bonus fino a 1.000 euro: come cambia la busta paga dei lavoratori nel 2026

 Il bonus per i lavoratori dipendenti viene confermato anche per il 2026, grazie alle misure previste dalla legge di bilancio. Il provvedimento consiste in un esonero contributivo che riduce i contributi previdenziali dovuti all’Inps, con percentuali variabili in base al reddito annuo. In concreto, lo sconto può oscillare tra il 4,8% e il 7,1%, incidendo direttamente sull’importo netto dello stipendio mensile. Le percentuali di detrazione in base al reddito Il beneficio non è uniforme per tutti i lavoratori. Per i redditi fino a 8.500 euro annui, la riduzione dei contributi è fissata al 7,1%. Per chi guadagna tra 8.501 e 15.000 euro, lo sconto scende al 5,3%, mentre per redditi compresi tra 15.001 e 20.000 euro la percentuale si riduce al 4,8%. Per la fascia di reddito tra 20.000 e 32.000 euro è prevista invece una detrazione fissa annuale di 1.000 euro, che diminuisce progressivamente fino ad azzerarsi al raggiungimento dei 40.000 euro annui. Gli effetti concreti sullo stipendi...

Amministrazioni condominiali: lamentele sugli animali, permane un senso di estraneità tra condomini



Molti italiani trovano negli animali domestici una compagnia insostituibile. Secondo il sondaggio dell’Associazione nazional-europea degli amministratori di immobili (Anammi) tuttavia permangono conflittualità tra gli amministratori condominiali e gli affittuari. La ricerca, condotta su un campione molto ampio di 13.000 associati sparsi in tutta Italia, evidenzia come il 35,2% delle discussioni all’interno dei condomini sia dovuta alla presenza di animali domestici. Un motivo secondo solo alle lamentele per rumori o odori molesti, fissi al 55,2%, ma superiore ai diverbi per la ripartizione delle spese condominiali (il 25%) e sull'attribuzione dei parcheggi (il 22,8%). 

Il rapporto tra condomini in generale resta un motivo di conflittualità di prim’ordine, sintomo in generale di un rapporto che si è andato a corrodere nel rispetto del prossimo. Nella maggior parte dei casi (il 62,8%) gli amministratori segnalano che questi sono "buoni". C'è però un 35% che descrive come "complicate" le relazioni con i propri amministrati. D’altro canto, sempre di meno i condomini si incontrano e si interessano del prossimo. Secondo i dati infatti solo il 30% di chi condivide lo stesso stabile si incontra nel tempo libero. Tuttavia solo il 2,4% organizzano ancora feste condominiali, per quanto tuttavia permanga un’attività comunitaria, con il 12,4% coinvolto in attività di pulizia di quartiere. Tuttavia, il 24,4% degli amministratori sostiene di governare non solo gente che condivide degli spazi in comune ma che esprime appieno un rapporto di vicinato. Non bisogno dimenticare tuttavia il 4% che racconta di come i condomini si sentano con "estranei che si sopporta a malapena". 

Il presidente di Anammi, Giuseppe Bica, commenta: «Ci sono realtà che sono quasi familiari, altre che sono autentici campi di battaglia. I nostri associati sono formati ad attuare specifiche strategie di mediazione ma, per risolvere queste situazioni, basterebbe buon senso da parte di chi litiga. Purtroppo, invece, si finisce addirittura in tribunale a discutere di panni stesi o di tacchi alti».

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