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Bonus fino a 1.000 euro: come cambia la busta paga dei lavoratori nel 2026

 Il bonus per i lavoratori dipendenti viene confermato anche per il 2026, grazie alle misure previste dalla legge di bilancio. Il provvedimento consiste in un esonero contributivo che riduce i contributi previdenziali dovuti all’Inps, con percentuali variabili in base al reddito annuo. In concreto, lo sconto può oscillare tra il 4,8% e il 7,1%, incidendo direttamente sull’importo netto dello stipendio mensile. Le percentuali di detrazione in base al reddito Il beneficio non è uniforme per tutti i lavoratori. Per i redditi fino a 8.500 euro annui, la riduzione dei contributi è fissata al 7,1%. Per chi guadagna tra 8.501 e 15.000 euro, lo sconto scende al 5,3%, mentre per redditi compresi tra 15.001 e 20.000 euro la percentuale si riduce al 4,8%. Per la fascia di reddito tra 20.000 e 32.000 euro è prevista invece una detrazione fissa annuale di 1.000 euro, che diminuisce progressivamente fino ad azzerarsi al raggiungimento dei 40.000 euro annui. Gli effetti concreti sullo stipendi...

16 dicembre scade il saldo Imu/Tasi, aliquote in rialzo a Torino, Pordenone, La Spezia e Avellino



È fissata al 16 dicembre la scadenza ultima per Imu e Tasi. Secondo il rapporto Rapporto Imu/Tasi 2019, elaborato dal Servizio Politiche Territoriali della UIL, sono oltre 25 milioni i proprietari di immobili non registrati come prima casa che dovranno versare le imposte ai vari Comuni, per un valore di 10,3 miliardi di euro e un conto totale finale, sommando tutti i saldi, di 20,5 miliardi. 

Le aliquote sono generalmente in rialzo (234 Comuni), anche in capoluoghi di regione o provincia come Torino (l'aliquota sulle case affittate a canone concordato sale dal 5,75 al 7,08 per mille, mentre quella a canone libero dall'8,6 al 9,6 per mille), La Spezia (aliquota dal 4,6 al 6 per mille), Pordenone (10,6 per mille su negozi sfitti) e Avellino (da 10,5 a 10,6). Risultano invece in calo Vercelli, Biella, Pavia, Lucca, Firenze, Grosseto e Taranto

Le città più care, in rapporto ad un’abitazione con rendita catastale derivante dalla media ponderata delle abitazioni di ogni singola Città (stante i dati dell’Agenzia delle entrate) sono Roma (totale 2.064), Milano (2.040), Bologna (2.038), Genova (1.775), Bari (1.702), Siena (1.663), Foggia (1.487), Padova (1.471) e Venezia (1.457), tutte sopra la media nazionale di 1.070. 

Secondo Ivana Veronese, Segretaria Confederale UIL, «il costo medio complessivo del doppio balzello su una seconda casa, ubicata in un capoluogo di provincia sarà di 1.070 euro (535 euro da versare con la rata di dicembre) con punte di oltre 2 mila euro nelle grandi città». Consideriamo inoltre che i costi sulle prime case cosiddette di lusso (abitazioni signorili, ville e castelli) sono sempre ubicate in un capoluogo di provincia. In questi casi il costo medio sarà di 2.610 euro annui (1.305 euro per il saldo di dicembre), con punte di oltre 6 mila euro. In caso di cantine, garage, posti auto o tettoie, l'Imu/Tasi tocca aliquota delle seconde case, con un costo medio annuo di 56 euro (28 euro a saldo), con punte di 110 euro annui.

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