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Carburanti, arriva il tetto ai prezzi: quanto si risparmia davvero sul pieno

  Benzina a 1,99 euro e diesel a 2,19 nelle stazioni Eni ed Enilive, mentre anche Ip ha avviato i ribassi e Q8 si prepara a intervenire. Per gli automobilisti il risparmio può avvicinarsi ai 9 euro su un pieno da 50 litri, ma il prezzo calmierato non riguarda ancora tutta la rete italiana. Fare il pieno torna a costare qualcosa in meno, almeno per chi sceglie uno dei distributori che hanno aderito al tetto sui prezzi dei carburanti. Dopo settimane di rincari, l’iniziativa partita dalla rete Eni ed Enilive ha portato la benzina self service a un massimo di 1,99 euro al litro e il gasolio a 2,19 euro . Alla misura si è affiancata Ip, mentre Q8 ha annunciato un proprio intervento a partire dal 1° ottobre. La risposta degli automobilisti non si è fatta attendere. In diverse città, da Roma a Napoli, sono state segnalate code alle pompe e, in alcuni casi, l’esaurimento temporaneo delle scorte. Ma al di là delle immagini dei distributori affollati, la domanda che interessa soprattutto le ...

Pos e moneta elettronica, esercenti preoccupati per le commissioni bancarie



Il governo ha intenzione di incentivare l'uso della moneta elettronica, disincentivando l’uso del contante e predisponendo sanzioni ai commercianti che rifiutano il Pos. Tuttavia il provvedimento sta incontrando numerose proteste, specialmente da parte dei commercianti, su cui potrebbero ricadere costi aggiuntivi. 

Secondo i dati forniti da Confesercenti, l’obbligo potrebbe costare due miliardi di euro alle piccole imprese (al di sotto di 400.000 euro l’anno) tra commissioni, canoni e spese di installazione; spese che, nel piccolo, finiscono per pesare di molto, anche se il governo ha promesso tuttavia un credito d’imposta pari al 30% delle spese legate alle commissioni per questa categoria di imprese. 

Altroconsumo ha fatto emergere tuttavia come i costi di commissione possano pesare di molto su un singolo acquisto agli esercenti. Prendendo in considerazione nello studio tre grandi banche (nella fattispecie Unicredit, Intesa Sanpaolo e Monte dei Paschi) sono stati calcolati sino all’11% dell’importo i costi di commissione, e quindi dell’incasso. 

Per un certo verso meno spendi peggio è. Infatti la percentuale massima cala con l’aumentare dell’importo. Ecco alcuni esempi pratici presentati dall’associazione: Per una seduta dal parrucchiere con taglio, colore e piega, Altroconsumo ha stimato una spesa di 90 euro. Monte dei Paschi applica in questo caso una commissione massima dell'8%, pari a 7,20 euro, seguiti da Unicredit con 3,51 euro e poi Intesa con 2,34 euro. Similarmente per il consumo al bar di una cioccolata calda da 4,50 euro, questa viene a costare 50 centesimi agli esercenti associati a Intesa Sanpaolo, 36 centesimi a Monte dei Paschi e 17 a Unicredit. 

Per tanto Altroconsumo ha presentato in una lettera al governo una serie di proposte per incentivare l'uso del contante in Italia, basate sulla deduzione delle spese mediche pagate con carta fino a un massimo di 500 euro l'anno, sulla detrazione Irpef del 10% per le spese di tipo alimentare (pari a una restituzione di 510 euro a famiglia l’anno) e/o una detrazione sulle solo spese fatte nei piccoli negozi di alimentari. 

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