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Bonus fino a 1.000 euro: come cambia la busta paga dei lavoratori nel 2026

 Il bonus per i lavoratori dipendenti viene confermato anche per il 2026, grazie alle misure previste dalla legge di bilancio. Il provvedimento consiste in un esonero contributivo che riduce i contributi previdenziali dovuti all’Inps, con percentuali variabili in base al reddito annuo. In concreto, lo sconto può oscillare tra il 4,8% e il 7,1%, incidendo direttamente sull’importo netto dello stipendio mensile. Le percentuali di detrazione in base al reddito Il beneficio non è uniforme per tutti i lavoratori. Per i redditi fino a 8.500 euro annui, la riduzione dei contributi è fissata al 7,1%. Per chi guadagna tra 8.501 e 15.000 euro, lo sconto scende al 5,3%, mentre per redditi compresi tra 15.001 e 20.000 euro la percentuale si riduce al 4,8%. Per la fascia di reddito tra 20.000 e 32.000 euro è prevista invece una detrazione fissa annuale di 1.000 euro, che diminuisce progressivamente fino ad azzerarsi al raggiungimento dei 40.000 euro annui. Gli effetti concreti sullo stipendi...

Pagamenti online, nuove regole per la sicurezza dall’Europa ma gli istituti di credito chiedono proroghe



L’uso del denaro online va di pari passo con la richiesta di maggiore sicurezza per i propri dati. Le banche, le quali hanno dedicato una parte importante delle proprie energie e investimenti nella nascita del servizio online, hanno attivato numerosi strumenti per la difesa dei dati sensibili. Oggi le chiavette e token stanno lasciando il posto alle app su smartphone, ma gli sviluppi non si fermano. 

L’autorità bancaria europea (Eba) ha pronto un nuovo pacchetto di regole sulla sicurezza dei pagamenti in Rete, la direttiva Psd2, per aumentare la sicurezza sugli acquisti fatti con carta sui siti di e-commerce (quindi, in questo caso, non riguarderebbe l’home banking e i pagamenti via bonifico o spostamenti di somme da un conto a un altro, già regolamentati il 14 settembre) e l’introduzione della strong customer authorization (Sca), una nuova procedura di sicurezza per accedere a tutti i servizi dell’home banking

Diverse istituzioni e aziende hanno richiesto all’Eba una proroga sull’entrata in vigore delle nuove regole sulla sicurezza di almeno un anno e mezzo, cosa che probabilmente sarà concessa. Le banche centrali degli Stati membri infatti sono autorizzate a concedere più tempo a coloro che risultano più indietro. Nel caso di Bankitalia la proroga sarà probabilmente concessa a chi ne farà richiesta. 

Non si conoscono tuttavia i tempi- La federazione degli istituti di credito europei (Ebf) ha richiesto 18 mesi di tempo, poiché senza proroga «il rischio è che i venditori online non saranno in grado di vendere i loro prodotti e servizi, e di conseguenza i clienti non riusciranno ad acquistarli», come sottolinea il responsabile dei servivi di pagamento per Ebf Gijs Boudewjin

Sostanzialmente, Ebf, così come Epif (federazione europea degli istituti di pagamenti), sostiene sull’utilità di una proroga piuttosto che procedere in ordine sparso in Europa, dal momento in cui alcuni paesi possono già essere pronti ad introdurre i nuovi cambiamenti, ma altri di meno. A sostenere la posizione e sottoscrivere una lettera firmata dell’Epif troviamo Visa, Mastercard, Amazon Payments e Paypal

L'Organizzazione europea dei consumatori (Beuc) tuttavia si schiera contro la proroga e gli istituti, accusando «banche e fornitori di servizi – i quali - hanno avuto quattro anni per prepararsi ai nuovi standard. È scioccante che oggi chiedano proroghe di 18 e in alcuni casi 36 mesi», come sostiene il direttore generale Monique Goyens. Il direttore infatti ritiene fondamentale il pacchetto di provvedimenti per la sicurezza, aggiungendo infine come «nella maggior parte dei casi, per acquistare online basta il numero della carta, la data di scadenza e un codice di tre cifre sul retro: un invito alla truffa. Le cifre parlano da sole: le frodi online crescono di anno in anno».

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