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Bonus fino a 1.000 euro: come cambia la busta paga dei lavoratori nel 2026

 Il bonus per i lavoratori dipendenti viene confermato anche per il 2026, grazie alle misure previste dalla legge di bilancio. Il provvedimento consiste in un esonero contributivo che riduce i contributi previdenziali dovuti all’Inps, con percentuali variabili in base al reddito annuo. In concreto, lo sconto può oscillare tra il 4,8% e il 7,1%, incidendo direttamente sull’importo netto dello stipendio mensile. Le percentuali di detrazione in base al reddito Il beneficio non è uniforme per tutti i lavoratori. Per i redditi fino a 8.500 euro annui, la riduzione dei contributi è fissata al 7,1%. Per chi guadagna tra 8.501 e 15.000 euro, lo sconto scende al 5,3%, mentre per redditi compresi tra 15.001 e 20.000 euro la percentuale si riduce al 4,8%. Per la fascia di reddito tra 20.000 e 32.000 euro è prevista invece una detrazione fissa annuale di 1.000 euro, che diminuisce progressivamente fino ad azzerarsi al raggiungimento dei 40.000 euro annui. Gli effetti concreti sullo stipendi...

In dieci anni la bolletta è aumentata del 25% per i consumatori italiani



Aumenta il costo della bolletta per i consumatori italiani. Secondo i dati dell’Enea, presentati all’interno dell’Analisi del sistema energetico italiano, il prezzo dell’elettricità è aumentato del 23% nell’ultimo decennio. Nello stesso periodo (ovvero confrontando il primo semestre del 2019 con il 2009) le imprese hanno iniziato a usufruire di una serie di cali. Una procedura che permette di avvicinarsi alla media europee, grazie agli sgravi introdotti nella riforma degli oneri di sistema. 

In dieci anni il prezzo del gas per le famiglie è aumentato dell’8% (e del 10% per i consumatori industriali) a fronte dell’aumento di media del 5% nel resto dell’Unione Europea. Dato simile per l’energia elettrica, che segna un +7% contro +5%. Tuttavia, mentre per le imprese negli ultimi sei anni si registra un calo del presso al 4%, nello stesso periodo le famiglie hanno subito un aumento del 9%, a fronte di un calo dei prezzi del gas sul mercato europeo pari a -33%. Un fenomeno dovuto principalmente all’incremento degli oneri di sistema e delle spese per il trasporto dell'energia e per la gestione del contatore. 

Secondo Enea l’Italia «sta attraversando una fase di stallo, principalmente a causa della mancata diminuzione delle emissioni di gas serra, del rallentamento nella produzione da fonti rinnovabili e dell'andamento dei prezzi che, nell'insieme, rimangono superiori alla media Ue». 

Se si considera il peggioramento del -5% registrato solo nei primi sei mesi di quest’anno, «di queste tre variabili dell'indice (abbandono dell’uso dei carboni fossili, sicurezza nel sistema energetico nazionale e transizione energetica) solo la sicurezza ha segnato un andamento positivo (+5%) soprattutto grazie all'ampia disponibilità di materia prima sui mercati internazionali, mentre i prezzi e la decarbonizzazione registrano, rispettivamente, un -11% e un -8% andando a penalizzare l'indice».

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