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Fisco, metà degli italiani non paga. Il 19% degli italiani paga quasi il 65% dell’Irpef

  Quasi la metà degli italiani non ha redditi "e quindi vive di fatto "a carico" di altri cittadini, e in particolare di quel 18,78% di contribuenti che dichiara redditi dai 35mila euro in su , corrispondendo da solo circa il 65% di tutta l'IRPEF ". È quanto emerge dall'ultimo Osservatorio Itinerari Previdenziali, presentato al CNEL nel corso delle celebrazioni per l'80° anniversario CIDA. L'Irpef rappresenta un conto da 200 miliardi "che a pagare sono però i 'soliti noti'" rileva la ricerca. Nonostante aumentino sia i dichiaranti , vale a dire 42.837.963 persone che hanno presentano una dichiarazione dei redditi , sia i versanti , vale a dire 34.105.072 soggetti che hanno effettivamente corrisposto almeno 1 euro di IRPEF , "il carico fiscale del Paese continua a gravare sulle spalle di quei circa 8 milioni di contribuenti che dichiarano 35mila euro lordi l'anno - all'incirca 2mila euro netti al mese - e versano il 65% ...

In dieci anni la bolletta è aumentata del 25% per i consumatori italiani



Aumenta il costo della bolletta per i consumatori italiani. Secondo i dati dell’Enea, presentati all’interno dell’Analisi del sistema energetico italiano, il prezzo dell’elettricità è aumentato del 23% nell’ultimo decennio. Nello stesso periodo (ovvero confrontando il primo semestre del 2019 con il 2009) le imprese hanno iniziato a usufruire di una serie di cali. Una procedura che permette di avvicinarsi alla media europee, grazie agli sgravi introdotti nella riforma degli oneri di sistema. 

In dieci anni il prezzo del gas per le famiglie è aumentato dell’8% (e del 10% per i consumatori industriali) a fronte dell’aumento di media del 5% nel resto dell’Unione Europea. Dato simile per l’energia elettrica, che segna un +7% contro +5%. Tuttavia, mentre per le imprese negli ultimi sei anni si registra un calo del presso al 4%, nello stesso periodo le famiglie hanno subito un aumento del 9%, a fronte di un calo dei prezzi del gas sul mercato europeo pari a -33%. Un fenomeno dovuto principalmente all’incremento degli oneri di sistema e delle spese per il trasporto dell'energia e per la gestione del contatore. 

Secondo Enea l’Italia «sta attraversando una fase di stallo, principalmente a causa della mancata diminuzione delle emissioni di gas serra, del rallentamento nella produzione da fonti rinnovabili e dell'andamento dei prezzi che, nell'insieme, rimangono superiori alla media Ue». 

Se si considera il peggioramento del -5% registrato solo nei primi sei mesi di quest’anno, «di queste tre variabili dell'indice (abbandono dell’uso dei carboni fossili, sicurezza nel sistema energetico nazionale e transizione energetica) solo la sicurezza ha segnato un andamento positivo (+5%) soprattutto grazie all'ampia disponibilità di materia prima sui mercati internazionali, mentre i prezzi e la decarbonizzazione registrano, rispettivamente, un -11% e un -8% andando a penalizzare l'indice».

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