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Mutui green, la sostenibilità resta poco chiara: l’inchiesta che mette sotto esame le banche

              I mutui green sono ormai entrati stabilmente nell’offerta delle banche, ma per i consumatori ottenere informazioni chiare sui reali vantaggi resta ancora difficile. Un’inchiesta condotta in 70 filiali di 14 istituti bancari evidenzia un quadro fatto di informazioni incomplete, criteri energetici poco spiegati e difficoltà nel confrontare le diverse proposte. Pensati per incentivare l’acquisto di abitazioni più efficienti dal punto di vista energetico, questi finanziamenti prevedono condizioni agevolate , come tassi più bassi o sconti su alcune spese, per chi acquista immobili in classe energetica A o B o interviene con lavori di riqualificazione. Ma tra la promessa di sostenibilità e l’esperienza concreta in filiale emerge ancora una distanza significativa. Un prodotto ormai diffuso, ma con poca chiarezza La prima evidenza dell’indagine è che il mutuo green è ormai diventato una proposta stabile . Il problema riguarda però la trasparen...

Crescono i consumi in Europa del 3,4%, l’Italia primeggia col 4% rispetto al 2018



Nel ranking del largo consumo delle principali economie europee l’Italia registra un progresso rilevante, raggiungendo il primo posto della classifica. A rilevare la graduatoria è il report trimestrale di Nielsen, volto a monitorare l’andamento macroeconomico del largo consumo di 30 paesi europei (15 provenienti dall’Unione e 15 non appartenenti alla Comunità). 

Con una crescita del largo consumo al 4%, l’Italia si posiziona davanti alla Germania (con un fatturato pari a +2,4%), alla Spagna (al +2,3%), alla Francia (al 1,3%) e al Regno Unito (con un lieve aumento pari al +0,7%). Il “vecchio continente” registra inoltre una crescita media del 3,4%. Un aumento dovuto soprattutto all’aumento dei volumi del 3,3% rispetto al secondo trimestre del 2018 e un incremento dei prezzi dell’1,4%. Si registra tuttavia un condizionamento nel confronto col secondo trimestre ’18 dovuto alla Pasqua, la quale lo scorso trimestre cadeva nel primo trimestre. 

L’ad di Nielsen Italia, Laurent Zeller, dice: «A fronte di nove mesi positivi per l'Italia, con una crescita in valore del 2% dall'inizio dell'anno, nei prossimi mesi si prevede che in Europa si verifichi un rallentamento economico dovuto alla Brexit e alle dispute sui dazi internazionali. In uno scenario così incerto, è probabile che la domanda si riduca lievemente soprattutto per i prodotti di largo consumo».

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