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Bonus fino a 1.000 euro: come cambia la busta paga dei lavoratori nel 2026

 Il bonus per i lavoratori dipendenti viene confermato anche per il 2026, grazie alle misure previste dalla legge di bilancio. Il provvedimento consiste in un esonero contributivo che riduce i contributi previdenziali dovuti all’Inps, con percentuali variabili in base al reddito annuo. In concreto, lo sconto può oscillare tra il 4,8% e il 7,1%, incidendo direttamente sull’importo netto dello stipendio mensile. Le percentuali di detrazione in base al reddito Il beneficio non è uniforme per tutti i lavoratori. Per i redditi fino a 8.500 euro annui, la riduzione dei contributi è fissata al 7,1%. Per chi guadagna tra 8.501 e 15.000 euro, lo sconto scende al 5,3%, mentre per redditi compresi tra 15.001 e 20.000 euro la percentuale si riduce al 4,8%. Per la fascia di reddito tra 20.000 e 32.000 euro è prevista invece una detrazione fissa annuale di 1.000 euro, che diminuisce progressivamente fino ad azzerarsi al raggiungimento dei 40.000 euro annui. Gli effetti concreti sullo stipendi...

Crescono i consumi in Europa del 3,4%, l’Italia primeggia col 4% rispetto al 2018



Nel ranking del largo consumo delle principali economie europee l’Italia registra un progresso rilevante, raggiungendo il primo posto della classifica. A rilevare la graduatoria è il report trimestrale di Nielsen, volto a monitorare l’andamento macroeconomico del largo consumo di 30 paesi europei (15 provenienti dall’Unione e 15 non appartenenti alla Comunità). 

Con una crescita del largo consumo al 4%, l’Italia si posiziona davanti alla Germania (con un fatturato pari a +2,4%), alla Spagna (al +2,3%), alla Francia (al 1,3%) e al Regno Unito (con un lieve aumento pari al +0,7%). Il “vecchio continente” registra inoltre una crescita media del 3,4%. Un aumento dovuto soprattutto all’aumento dei volumi del 3,3% rispetto al secondo trimestre del 2018 e un incremento dei prezzi dell’1,4%. Si registra tuttavia un condizionamento nel confronto col secondo trimestre ’18 dovuto alla Pasqua, la quale lo scorso trimestre cadeva nel primo trimestre. 

L’ad di Nielsen Italia, Laurent Zeller, dice: «A fronte di nove mesi positivi per l'Italia, con una crescita in valore del 2% dall'inizio dell'anno, nei prossimi mesi si prevede che in Europa si verifichi un rallentamento economico dovuto alla Brexit e alle dispute sui dazi internazionali. In uno scenario così incerto, è probabile che la domanda si riduca lievemente soprattutto per i prodotti di largo consumo».

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