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Mutui green, la sostenibilità resta poco chiara: l’inchiesta che mette sotto esame le banche

              I mutui green sono ormai entrati stabilmente nell’offerta delle banche, ma per i consumatori ottenere informazioni chiare sui reali vantaggi resta ancora difficile. Un’inchiesta condotta in 70 filiali di 14 istituti bancari evidenzia un quadro fatto di informazioni incomplete, criteri energetici poco spiegati e difficoltà nel confrontare le diverse proposte. Pensati per incentivare l’acquisto di abitazioni più efficienti dal punto di vista energetico, questi finanziamenti prevedono condizioni agevolate , come tassi più bassi o sconti su alcune spese, per chi acquista immobili in classe energetica A o B o interviene con lavori di riqualificazione. Ma tra la promessa di sostenibilità e l’esperienza concreta in filiale emerge ancora una distanza significativa. Un prodotto ormai diffuso, ma con poca chiarezza La prima evidenza dell’indagine è che il mutuo green è ormai diventato una proposta stabile . Il problema riguarda però la trasparen...

Coldiretti: Etichette e contratti in filiera spingono il consumo di pasta “made in Italy”



Politica, Made in Italy, mode e consumi possono creare in certe occasioni alcuni binomi nella vita quotidiana delle famiglie italiane. Secondo i dati registrati da Coldiretti, infatti, si sta registrando una «decisa svolta sovranista della pasta», con la nascita e la rapida proliferazione di marchi che garantiscono l’origine italiana del grano impiegato. 

La principale organizzazione agricola europea ritiene che, questa crescita nei consumi della pasta nazionale, sia dovuta all’entrata in vigore dell’obbligo dell’indicazione dell’origine sulle etichette da febbraio 2018. 

Coldiretti sostiene trattarsi di «un fenomeno che coinvolge praticamente tutte le principali industrie pastarie che hanno sviluppato una propria linea 100% Made in Italy». 

«Occorre sostenere – sottolinea la Coldiretti – la coltivazione di grano duro in Italia che è scesa sotto le 4 milioni di tonnellate, in riduzione del 5% rispetto al 2018. La Coldiretti chiede anche interventi per il miglioramento dei centri di stoccaggio per un innalzamento della qualità, attività di promozione e trasparenza sulle quotazioni con l’avvio della Commissione Unica Nazionale (Cun)». 

Un motivo di prestigio e di valore per il paese, oltre che di ricchezza economica dato che «l’Italia è il principale produttore europeo e secondo mondiale di grano duro, destinato alla pasta su una superficie coltivata scesa a 1,2 milioni di ettari concentrati nell’Italia meridionale, soprattutto in Puglia e Sicilia che da sole rappresentano circa il 40% della produzione nazionale». 

L’associazione ha chiesto inoltre, in occasione del tavolo su grano e pasta convocato dal ministro delle Politiche agricole, Teresa Bellanova, il sostegno ai contratti di filiera con i premi per il miglioramento qualitativo.

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