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Conflitto in Iran: voli cancellati, rimborsi e diritti dei passeggeri

Il conflitto in Iran sta avendo conseguenze concrete anche per chi viaggia. Oltre alle tensioni geopolitiche, infatti, molti passeggeri europei stanno affrontando cancellazioni, modifiche dei voli e incertezze sui rimborsi. Fondamentale in questo caso conoscere i propri diritti per evitare di perdere soldi o restare bloccati senza assistenza. Spazio aereo chiuso e voli cancellati Le tensioni legate al conflitto hanno portato alla chiusura o alla limitazione dello spazio aereo in diverse aree del Medio Oriente. Questo ha costretto molte compagnie aeree a: cancellare voli, modificare rotte, riprogrammare partenze e arrivi. Le conseguenze riguardano non solo i collegamenti diretti con l’Iran, ma anche numerosi voli internazionali che sorvolano la regione. Rimborso o riprotezione: cosa spetta ai passeggeri Altroconsumo ricorda che, in caso di cancellazione del volo, i viaggiatori hanno diritto a scegliere tra: rimborso del biglietto , oppure volo alternativo verso la stessa de...

Calo dei costi di tartufi, Coldiretti stima un aumento degli acquisti nella stagione delle “sagre”



Cala il costo del tartufo in Italia, aprendo la principale stagione di acquisti per il fungo tipogeo, leccornia molto apprezzata. La borsa del tartufo di Acqualagna (Pesaro-Urbino) fissa a 2000 euro al chilo per pezzature oltre i 50 grammi il prezzo per il tipo di tartufo più pregiato, registrando un calo dei costi pari al 5%. Importi ancora più convenienti per le pezzature più piccole, che vanno da 1500 euro tra i 15 ed i 50 grammi a 1000 euro al chilo sotto i 15 grammi. 

Coldiretti registra favorevolmente il contenimento dei prezzi rispetto allo stesso periodo dello scorso anno quando si registravano per le stesse dimensioni valori di 2100 euro al chilo. L’ente sottolinea come l’avvio di feste, sagre e mostre dedicate al prodotto lungo l’Italia favorirà l’acquisto offendo occasioni di assaggio alle migliori condizioni possibili. 

L’associazione afferma: «Si tratta di un vero affare soprattutto se confrontati con i valori record del 2017 quando a causa della siccità al debutto della stagione 2017 sullo stesso mercato di Acqualagna un bianco grande era quotato 3.500 euro al chilo, un medio 2.900, un piccolo 2mila euro, praticamente il doppio». 

«Dal Piemonte alle Marche, dalla Toscana all'Umbria, dall'Abruzzo al Molise, ma anche nel Lazio e in Calabria sono numerosi - precisa la Coldiretti - i territori battuti dai ricercatori. Si stima che siano coinvolti complessivamente oltre centomila i raccoglitori ufficiali che riforniscono negozi e ristoranti ed alimentano un business che comprensivo di indotto sviluppa un valore stimato in circa mezzo miliardo di euro tra fresco, conservato o trasformato anche grazie alla grande capacità di attrazione turistica ed enogastronomica». Un dato che registra inoltre delle buone condizioni climatiche, che fanno presagire un’ottima stagione per il Tuber magnatum Pico, il quale si sviluppa in terreni freschi e umidi.

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