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Mutui green, la sostenibilità resta poco chiara: l’inchiesta che mette sotto esame le banche

              I mutui green sono ormai entrati stabilmente nell’offerta delle banche, ma per i consumatori ottenere informazioni chiare sui reali vantaggi resta ancora difficile. Un’inchiesta condotta in 70 filiali di 14 istituti bancari evidenzia un quadro fatto di informazioni incomplete, criteri energetici poco spiegati e difficoltà nel confrontare le diverse proposte. Pensati per incentivare l’acquisto di abitazioni più efficienti dal punto di vista energetico, questi finanziamenti prevedono condizioni agevolate , come tassi più bassi o sconti su alcune spese, per chi acquista immobili in classe energetica A o B o interviene con lavori di riqualificazione. Ma tra la promessa di sostenibilità e l’esperienza concreta in filiale emerge ancora una distanza significativa. Un prodotto ormai diffuso, ma con poca chiarezza La prima evidenza dell’indagine è che il mutuo green è ormai diventato una proposta stabile . Il problema riguarda però la trasparen...

Un italiano su quattro prepara marmellata in casa, l’Italia prima per trasparenza sui prodotti



Col cambio della stagione cambia la dieta ortofrutticola, con l’arrivo della frutta di stagione e l’interruzione delle coltivazioni non di serra dei classici frutti estivi. Tuttavia, nonostante il mondo oggi vada di fretta, molti italiani hanno deciso di ritagliarsi parte del proprio tempo per ripristinare una vecchia usanza volta proprio a conservare più a lungo la frutta: la preparazione di conserve e marmellate

Secondo i dati pubblicati dalla Coldiretti, una famiglia italiana su quattro (pari al 23%) con l’arrivo dell’autunno si adopera per preparare vasetti di conserve, garantendosi una sana alimentazione, sapendo con precisione gli ingredienti usati e riducendo i costi. La notizia, resa pubblica durante il primo Cooking Show al Villaggio contadino di Bologna, si inserisce nella cornice di interventi degli agrichef voli a insegnare i metodi di conserva migliori, dalle marmellate alle passate sino ai sottaceti e sottoli

Comportamenti virtuosi, sospinti probabilmente dalle paure verso gli scandali alimentari piuttosto che dalle notizie che rimpallano sui media, che portano a spesare intere giornate di settembre e ottobre nella preparazione delle conserve, dovendo lavare il prodotto, pulirlo, eliminare impurità ed eventuali ammaccature, cucinarlo e metterlo poi nei contenitori. 

Il vantaggio per molte persone è quello così di conoscere al meglio gli ingredienti utilizzati. Certo, la materia prima, la frutta, generalmente non è disponibile direttamente, per cui bisogna fidarsi dei rivenditori, tuttavia i dati fanno ben sperare. Secondo il report del ministero della Salute sul “Controllo ufficiale sui residui di prodotti fitosanitari negli alimenti”, solo lo 0,9% dei prodotti italiani presenta residui di prodotti fitosanitari superiore alla norma, mentre sale al 2% per quelli importati (gli ortaggi arrivano al 5,9%). 

L’Italia in somma risulta prima in Europa sulla trasparenza dell’informazione ai consumatori estendendo a tutti i prodotti l’obbligo di indicare in etichetta l’origine di tutti gli alimenti.

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