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Codacons, l'ondata di caldo provoca rincari per frutta, gelato, acqua e bibite

Il caldo record rischia di avere ripercussioni pesanti sui portafogli di cittadini e turisti. La denuncia arriva dal Codacons, che mette in guardia dalle speculazioni specie nelle località turistiche. L'avviso del Codacons "I prodotti tipicamente estivi stanno registrando in tutta Italia sensibili incrementi dei prezzi - denuncia l'associazione - In base agli ultimi dati Istat, ad esempio, il pesce è aumentato in media del 4,2%, le albicocche del 14,4%, pesche e nettarine del 13,7%, le ciliegie del 6,9%, mirtilli, lamponi e altri frutti di bosco del 17,2%, l'uva del 9,5%, i meloni del 7,9%, i pomodori del 18,4%. Se poi si guarda al gelato, alimento i cui consumi si impennano nei periodi di maggiore caldo, il prezzo di un cono o coppetta piccola da due gusti servita in gelateria ha raggiunto oramai una media tra i 3,5 e i 5 euro nelle principali città italiane".  Altro prodotto a forte rischio rincaro è l'acqua minerale, che nei luoghi a forte vocazione turisti...

Un italiano su quattro prepara marmellata in casa, l’Italia prima per trasparenza sui prodotti



Col cambio della stagione cambia la dieta ortofrutticola, con l’arrivo della frutta di stagione e l’interruzione delle coltivazioni non di serra dei classici frutti estivi. Tuttavia, nonostante il mondo oggi vada di fretta, molti italiani hanno deciso di ritagliarsi parte del proprio tempo per ripristinare una vecchia usanza volta proprio a conservare più a lungo la frutta: la preparazione di conserve e marmellate

Secondo i dati pubblicati dalla Coldiretti, una famiglia italiana su quattro (pari al 23%) con l’arrivo dell’autunno si adopera per preparare vasetti di conserve, garantendosi una sana alimentazione, sapendo con precisione gli ingredienti usati e riducendo i costi. La notizia, resa pubblica durante il primo Cooking Show al Villaggio contadino di Bologna, si inserisce nella cornice di interventi degli agrichef voli a insegnare i metodi di conserva migliori, dalle marmellate alle passate sino ai sottaceti e sottoli

Comportamenti virtuosi, sospinti probabilmente dalle paure verso gli scandali alimentari piuttosto che dalle notizie che rimpallano sui media, che portano a spesare intere giornate di settembre e ottobre nella preparazione delle conserve, dovendo lavare il prodotto, pulirlo, eliminare impurità ed eventuali ammaccature, cucinarlo e metterlo poi nei contenitori. 

Il vantaggio per molte persone è quello così di conoscere al meglio gli ingredienti utilizzati. Certo, la materia prima, la frutta, generalmente non è disponibile direttamente, per cui bisogna fidarsi dei rivenditori, tuttavia i dati fanno ben sperare. Secondo il report del ministero della Salute sul “Controllo ufficiale sui residui di prodotti fitosanitari negli alimenti”, solo lo 0,9% dei prodotti italiani presenta residui di prodotti fitosanitari superiore alla norma, mentre sale al 2% per quelli importati (gli ortaggi arrivano al 5,9%). 

L’Italia in somma risulta prima in Europa sulla trasparenza dell’informazione ai consumatori estendendo a tutti i prodotti l’obbligo di indicare in etichetta l’origine di tutti gli alimenti.

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