Passa ai contenuti principali

In primo piano

Bonus fino a 1.000 euro: come cambia la busta paga dei lavoratori nel 2026

 Il bonus per i lavoratori dipendenti viene confermato anche per il 2026, grazie alle misure previste dalla legge di bilancio. Il provvedimento consiste in un esonero contributivo che riduce i contributi previdenziali dovuti all’Inps, con percentuali variabili in base al reddito annuo. In concreto, lo sconto può oscillare tra il 4,8% e il 7,1%, incidendo direttamente sull’importo netto dello stipendio mensile. Le percentuali di detrazione in base al reddito Il beneficio non è uniforme per tutti i lavoratori. Per i redditi fino a 8.500 euro annui, la riduzione dei contributi è fissata al 7,1%. Per chi guadagna tra 8.501 e 15.000 euro, lo sconto scende al 5,3%, mentre per redditi compresi tra 15.001 e 20.000 euro la percentuale si riduce al 4,8%. Per la fascia di reddito tra 20.000 e 32.000 euro è prevista invece una detrazione fissa annuale di 1.000 euro, che diminuisce progressivamente fino ad azzerarsi al raggiungimento dei 40.000 euro annui. Gli effetti concreti sullo stipendi...

Frutti tropicali ed esotici; aumentano i consumi e le filiere locali



Aumenta il consumo di frutti tropicali, mostrando il consolidamento non solo della popolarità ma anche del mercato, aprendo possibili spiragli per la creazione di filiere locali

Secondo i dati dell’Osservatorio Immagino Nielsen GS1 Italy, il consumo di avocado continua ad aumentare le vendite, con un tasso percentuale pari a +121%, seguito dalla curcuma in aumento del 71,5% così come lo zenzero che aumenta del 37,4%, con la differenza rispetto ad esempio all’avocado, che ha ancora una presenza limitata sugli scaffali, di essere più facilmente reperibile anche in altri formati quali infusi, caramelle, confetture etc. Seguono la cannella, in aumento dell’11,6% e il cocco del 9,7%. 

Per soddisfare la domanda e inserirsi in questo mercato diversi imprenditori hanno optato per la creazione di filiere sul suolo italiano dedicate ai prodotti esotici di largo consumo ma anche specialità meno conosciute. Sono 500 gli ettari piantati ad oggi con frutti tropicali, aumentando di 60 volte in cinque anni. 

In testa la Sicilia che nell’area compresa tra Messina e Acireale e sulle pendici dell’Etna presenta oggi coltivazioni di avocado, mango, frutto della passione, lici (o litchi), zapote nero (ha la forma del cachi e il sapere di cioccolato) e sapodilla (o sapotiglia, frutto che ricorda il gusto della pera). In Calabria invece troviamo, oltre a mango, avocado e frutto della passione anche la melanzana thay, noci macadamia e annona (o cirimoia, utilizzata per la produzione di marmellate e dal gusto simile a quello di ananas e fragola), mentre nel Lazio si è imposto il finger lime (o limone caviale, d’origine australiana). 

Gli italiani sarebbero propensi al consumo di prodotti locali, come rivela l’indagine Coldirettri-Ixè, secondo cui il 61% degli italiani li preferirebbe a quelli importati, con il 71% disposto a pagare anche di più. Tra le motivazioni quello di una maggiore freschezza del prodotto, oltre alla minor presenza di residui chimici irregolari, che in Italia risultano appena del 0,8%, contro l’1,3% della media europea e il 5,5% dei paesi extracomunitari.

Commenti