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Bonus fino a 1.000 euro: come cambia la busta paga dei lavoratori nel 2026

 Il bonus per i lavoratori dipendenti viene confermato anche per il 2026, grazie alle misure previste dalla legge di bilancio. Il provvedimento consiste in un esonero contributivo che riduce i contributi previdenziali dovuti all’Inps, con percentuali variabili in base al reddito annuo. In concreto, lo sconto può oscillare tra il 4,8% e il 7,1%, incidendo direttamente sull’importo netto dello stipendio mensile. Le percentuali di detrazione in base al reddito Il beneficio non è uniforme per tutti i lavoratori. Per i redditi fino a 8.500 euro annui, la riduzione dei contributi è fissata al 7,1%. Per chi guadagna tra 8.501 e 15.000 euro, lo sconto scende al 5,3%, mentre per redditi compresi tra 15.001 e 20.000 euro la percentuale si riduce al 4,8%. Per la fascia di reddito tra 20.000 e 32.000 euro è prevista invece una detrazione fissa annuale di 1.000 euro, che diminuisce progressivamente fino ad azzerarsi al raggiungimento dei 40.000 euro annui. Gli effetti concreti sullo stipendi...

Gelati fatti in casa, quanto risparmiano i consumatori?



Le alte temperature sono un’ottima scusa per l’acquisto di un gelato e come sempre si ripete la scelta tra i gelati artigianali e quelli confezionati. Ma molti consumatori preferiscono altre vie, come ad esempio i gelati fatti in casa

L’osservatorio consumi di Qualescegliere.it ha rilevato che sempre più italiani dedicano il proprio tempo e volontà nella realizzazione di gelati fatti in casa per risparmiare. 

Nella maggior parte dei casi la realizzazione passa dall’uso di uno sbattitore e di un frullatore (per i gelati a base di frutta), per cui la spesa annuale per i prodotti primi oscilla tra 50 e i 60 euro, rispettivamente per gelati alla crema e alla frutta, ma c’è chi utilizza strumenti più complessi. Ad esempio alcuni consumatori dispongono di una gelatiera ad accumulo, ovvero un elettrodomestico apposito che prevede un pre-congelamento del cestello. In questo caso la spesa per i prodotti primi può salire a 100 e 110 euro, mentre il macchinario in sé costa intorno ai 50 euro. 

Esistono inoltre le gelatiere a compressione, che raffreddano gli ingredienti durante la preparazione, la cui spesa ammonta tra i 150 e i 300 euro, mentre il costo dei prodotti sale a 200 e 210 euro. 

Lo studio ha considerato un consumo familiare pari a 20 kg di gelato l’anno, confrontandoli con i gelati confezionati con una spesa media di 153,3 euro per la stracciatella, 88,6 per la fragola e 159,6 per la vaniglia. Inoltre si consideri che l’acquisto dell’elettrodomestico verrebbe ammortizzato negli anni successivi all’acquisto. 

Qualescegliere.it considera inoltre una variabile non secondaria, ovvero la conoscenza degli ingredienti utilizzati, avendo la certezza che il gelato “casereccio” non contenga emulsionanti, conservanti e addensanti o altri ingredienti e aromi. Ma la resa è davvero la stessa? Ai consumatori la sentenza.

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