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Bonus fino a 1.000 euro: come cambia la busta paga dei lavoratori nel 2026

 Il bonus per i lavoratori dipendenti viene confermato anche per il 2026, grazie alle misure previste dalla legge di bilancio. Il provvedimento consiste in un esonero contributivo che riduce i contributi previdenziali dovuti all’Inps, con percentuali variabili in base al reddito annuo. In concreto, lo sconto può oscillare tra il 4,8% e il 7,1%, incidendo direttamente sull’importo netto dello stipendio mensile. Le percentuali di detrazione in base al reddito Il beneficio non è uniforme per tutti i lavoratori. Per i redditi fino a 8.500 euro annui, la riduzione dei contributi è fissata al 7,1%. Per chi guadagna tra 8.501 e 15.000 euro, lo sconto scende al 5,3%, mentre per redditi compresi tra 15.001 e 20.000 euro la percentuale si riduce al 4,8%. Per la fascia di reddito tra 20.000 e 32.000 euro è prevista invece una detrazione fissa annuale di 1.000 euro, che diminuisce progressivamente fino ad azzerarsi al raggiungimento dei 40.000 euro annui. Gli effetti concreti sullo stipendi...

Altroconsumo accusa alcune creme solari protezione 50 di prestazioni inferiori




La principale associazione a difesa dei consumatori, Altroconsumo, mette in guardia dall’acquisto di alcune marche di creme solari. 

Infatti molti consumatori hanno rilevato una sostanziale differenza tra il livello di protezione dichiarato da alcuni prodotti e la reale protezione garantita. Due case di produzione, la Rilastil e la Isdin, sono finite sotto accusa poiché il fattore di protezione (Spf) riportato come 50+ (ovvero il più alto) risulterebbe inferiore di trenta punti. Una situazione potenzialmente pericolosa, considerando che la protezione 50 è indicata soprattutto per i bambini più piccoli, dalla pelle più sensibile e delicata. 

Effettivamente secondo i test condotti dall’associazione su 16 differenti prodotti l’Spf sarebbe molto più basso di quanto indicato nella Baby transparent spray wet skin da 200 ml (con un Spf pari al 20,9) e nella Transparent spray wet skin da 200 ml (Spf al 16,5), rispettivamente della Rilastil e della Isdin. Le analisi sono state ripetute una seconda volta da un laboratorio indipendente che non solo conferma la negatività ma rivede i numeri del fattore di protezione ulteriormente a ribasso, scendendo al 16,3 e al 14,1 rispettivamente. 

Altroconsumo ha segnalato entrambi i prodotti al ministero della Salute affinché possano essere ritirati dal mercato. In risposta, le due aziende hanno contestato i risultati dei primi test: Rilastil sostiene che i propri test confermavano il livello di protezione 50+ dichiarato in etichetta, mentre Isdin indica come il campione analizzato a giugno sia stato acquistato in Spagna (osservazione rigettata, in quanto anche i test sui lotti italiani hanno confermato i dati) e che due test indipendenti precedenti, del 2015 e del 2017, certificano le prestazioni del prodotto. 

L’associazione ha sottolineato inoltre la mancanza di indicazioni sulla protezione dai raggi Uva, dato che in etichetta sono presenti solamente indicazioni sul fattore di protezione dai raggi Uvb, nonostante l’Unione Europea stessa raccomandi chiede che la protezione dai raggi Uva sia almeno un terzo dell’Spf dichiarato in etichetta. Nell’analisi finiscono sotto accusa, oltre alle due aziende precedentemente citate, Uriage bariésun spray kids 200 ml, Coop latte solare spray per bambini 200 ml, Chicco spray solare 150 ml e Bilboa bimbi spray solare molti-posizione 150 ml. Sotto i riflettori la sostanza trovata nei test, il filtro solare ethylhexyl methoxycinnamate, che potrebbe alterare l’equilibrio ormonale dei bambini.

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