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Mutui green, la sostenibilità resta poco chiara: l’inchiesta che mette sotto esame le banche

              I mutui green sono ormai entrati stabilmente nell’offerta delle banche, ma per i consumatori ottenere informazioni chiare sui reali vantaggi resta ancora difficile. Un’inchiesta condotta in 70 filiali di 14 istituti bancari evidenzia un quadro fatto di informazioni incomplete, criteri energetici poco spiegati e difficoltà nel confrontare le diverse proposte. Pensati per incentivare l’acquisto di abitazioni più efficienti dal punto di vista energetico, questi finanziamenti prevedono condizioni agevolate , come tassi più bassi o sconti su alcune spese, per chi acquista immobili in classe energetica A o B o interviene con lavori di riqualificazione. Ma tra la promessa di sostenibilità e l’esperienza concreta in filiale emerge ancora una distanza significativa. Un prodotto ormai diffuso, ma con poca chiarezza La prima evidenza dell’indagine è che il mutuo green è ormai diventato una proposta stabile . Il problema riguarda però la trasparen...

Genetica e ortaggi, quando il marketing presenta come bio prodotti già trattati



Sempre più consumatori ricercano prodotti bio non trattati né modificati, rafforzati dalle tante campagne pubblicitarie a favore dei prodotti “naturali”. Ma questo tipo di marketing è davvero vincente? 

La pubblicità influenza la nostra percezione, specialmente quando alimentata dalla società stessa e proprio col cibo questo fenomeno è ancora più evidente. I consumatori sono convinti di consumare frutta e verdura proveniente da orti completamente bio, quasi che fossero coltivati ancora a mano e immuni ai cambiamenti climatici o ad altri incidenti che possono abbattersi sulle coltivazioni. 

Uno studio condotto dal Consiglio per la ricerca in agricoltura e l'analisi dell'economia agraria (Crea) ha rivelato al festival Food Scienze di Mantova che nella realtà la maggior parte degli alimenti che compriamo sono stati comunque già modificati dall’uomo nel corso degli ultimi decenni a seguito di selezioni, studi, sperimentazioni e innesti. Secondo gli studi gli alimenti che ricerchiamo oggi nei mercati insomma non sono gli stessi di secoli fa e quindi non sono immutati nei secoli. 

Luigi Cattivelli del Genomic Research Centre del Crea durante la sua esposizione, ha posto alcune domande apparentemente banali: «Vi sembra normale che i pomodori al supermercato siano rossi? - Ha chiesto al pubblico - Viene da rispondere di sì, ma la verità è che fino a pochi decenni fa i pomodori si acquistavano ancora verdi. Perché nel momento in cui maturavano, dovevano essere consumati entro un paio di giorni prima che marcissero. La genetica del pomodoro è stata modificata perché il frutto maturasse molto lentamente. Solo così è possibile tenerlo per settimane sugli scaffali e nel frigo di casa. E i datterini, i pachino, i ciliegini? Mai visti fino agli anni Novanta. Persino il latte, - prosegue - che in apparenza è lo stesso prodotto da sempre, oggi è molto diverso. Se un litro costa poco più di un euro è perché nel corso degli ultimi 40 anni la produttività delle vacche è stata quasi raddoppiata: da 50 a 100 quintali di latte all’anno». 

Insomma per una mera questione di marketing: promuovere una mela senza pesticidi equivale ad ammettere che tutte le altre sono state trattate circa venti volte prima della raccolta, quando nella realtà storica sono già state precedentemente trattate e più volte.

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