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Mutui green, la sostenibilità resta poco chiara: l’inchiesta che mette sotto esame le banche

              I mutui green sono ormai entrati stabilmente nell’offerta delle banche, ma per i consumatori ottenere informazioni chiare sui reali vantaggi resta ancora difficile. Un’inchiesta condotta in 70 filiali di 14 istituti bancari evidenzia un quadro fatto di informazioni incomplete, criteri energetici poco spiegati e difficoltà nel confrontare le diverse proposte. Pensati per incentivare l’acquisto di abitazioni più efficienti dal punto di vista energetico, questi finanziamenti prevedono condizioni agevolate , come tassi più bassi o sconti su alcune spese, per chi acquista immobili in classe energetica A o B o interviene con lavori di riqualificazione. Ma tra la promessa di sostenibilità e l’esperienza concreta in filiale emerge ancora una distanza significativa. Un prodotto ormai diffuso, ma con poca chiarezza La prima evidenza dell’indagine è che il mutuo green è ormai diventato una proposta stabile . Il problema riguarda però la trasparen...

Aumenta l’acquisto dei prodotti eco-solidali a discapito del prezzo



I consumatori sono disposti a spendere di più per prodotti eco-solidali? E se sì, ricercano la qualità o è per generosità e rispetto? Durante un’iniziativa di sensibilizzazione che si è svolta a maggio in occasione del cash-mob etico, Coop ha raccolto in 22 punti vendita italiani oltre 2000 questionari in cui i consumatori spiegano il proprio rapporto con i prodotti a valore aggiunto. 

Nei supermercati i prodotti rispettosi dell’ambiente e dei lavoratori solidali hanno un prezzo superiore se non doppio rispetto agli altri. L’atto di generosità per tanto ha un costo superiore, ma è allo stesso tempo un atto di ricerca della qualità. La propensione all’acquisto è in forte aumento, specialmente con consumatori consapevoli a cui viene spiegato cosa si intende con “prodotto solidale” e cosa c’è dietro al prodotto. 

Secondo i risultati del test oltre la metà (54,4%) ha dichiarato di essere propenso a spendere di più per un prodotto con caratteristiche di qualità ulteriori rispetto a quelle meramente alimentari, con una media vicina al 60% quando il prodotto offre la garanzia del rispetto dei diritti umani

Geograficamente i più predisposti sono i piemontesi, col 69% delle risposte a favore di prodotti rispettosi dell’ambiente e il 66% alla cura verso i dipendenti mentre i liguri risultano i meno predisposti a pagare di più, pur tuttavia superando la soglia del 50%. 

Un dato interessante concerne la ricerca di materie prime italiane col 57,7% degli italiani disposti a pagare di più per il made in italy, coi consumatori fiorentini in testa (63,5%) e all’opposto i lombardi (48%). 

I consumatori italiani tipo sono quindi responsabili e consci del prezzo, principale ostacolo verso l’acquisto (53%) seguito dalla superficialità (18,4%) 

Coop ha continuato a monitorare la situazione per diverse settimane, per capire in che modo l’iniziativa avesse contribuito a cambiare le abitudini di acquisto al di là dell’entusiasmo scaturito in una sola giornata. I risultati sono stati positivi, infatti, le vendite dei prodotti ad alta sostenibilità ambientale, economica e sociale sono saliti del 17,6%, un dato che indica come i consumatori abbiano cominciato un trend di consumo verso i beni solidali non in aggiunta alla spesa abituale ma in sostituzione di alcuni prodotti che acquistavano precedentemente.

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