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Codacons, l'ondata di caldo provoca rincari per frutta, gelato, acqua e bibite

Il caldo record rischia di avere ripercussioni pesanti sui portafogli di cittadini e turisti. La denuncia arriva dal Codacons, che mette in guardia dalle speculazioni specie nelle località turistiche. L'avviso del Codacons "I prodotti tipicamente estivi stanno registrando in tutta Italia sensibili incrementi dei prezzi - denuncia l'associazione - In base agli ultimi dati Istat, ad esempio, il pesce è aumentato in media del 4,2%, le albicocche del 14,4%, pesche e nettarine del 13,7%, le ciliegie del 6,9%, mirtilli, lamponi e altri frutti di bosco del 17,2%, l'uva del 9,5%, i meloni del 7,9%, i pomodori del 18,4%. Se poi si guarda al gelato, alimento i cui consumi si impennano nei periodi di maggiore caldo, il prezzo di un cono o coppetta piccola da due gusti servita in gelateria ha raggiunto oramai una media tra i 3,5 e i 5 euro nelle principali città italiane".  Altro prodotto a forte rischio rincaro è l'acqua minerale, che nei luoghi a forte vocazione turisti...

Pace fiscale, il Fisco concede tempo per rimediare ad errori formali



Un detto dice che “errare è umano” e, quantomeno agli errori formali di fronte al Fisco, sarò possibile porre rimedio e rimettersi in regola approfittando della pace fiscale sino al 31 maggio. Pagando comunque 200 euro per ogni irregolarità commessa, sarà possibile evitare sanzioni ancora più elevate e potrò godere di un periodo di tempo aggiuntivo per potersi mettere in regola in caso di ulteriori controlli delle Entrate

È quanto prevede la Circolare n.11 del 15 maggio emessa dall’Agenzia delle Entrate. La regolarizzazione è ammessa solo per quegli errori che non incidono sulla determinazione delle imposte e dei versamenti a che possono comunque creare una situazione di difficoltà all’esercizio di attività di controllo del Fisco. Ad esempio, la mancata comunicazione della risoluzione (o proroga) di un contratto di locazione soggetto a cedolare secca, l’omissione di presentazione delle comunicazioni dei dati delle fatture, la tenuta irregolare degli scontrini e delle scritture contabili, una mancata restituzione dei questionari inviati dall’Agenzia… 

Sono escluse dalla possibilità di regolarizzazione invece violazioni quali la mancata presentazione delle dichiarazioni fiscali obbligatorie anche in assenza di imposta dovuta, l’omissione della presentazione di liquidazioni periodiche Iva, della presentazione del modulo F24 con saldo pari a zero, dei modelli per gli studi di settore oltre alla mancata emissione di fatture, ricevute, scontrini fiscali e altre violazioni del registro o dell’imposta di successione. 

Per quanto concerne il versamento della tassa sulle irregolarità commesse, è possibile scegliere quali e quanti periodi di importa regolarizzare e se farlo in un’unica soluzione oppure in due rate, la prima il 31 maggio 2019 e la seconda il 2 marzo 2020, mentre le infrazioni dovranno essere eliminate entro il 2 marzo del prossimo anno. Inoltre, se per qualche motivo ci si dimenticasse delle procedure o di un’infrazione e si ricevesse un controllo anche se si fosse pagata la prima rata del 31 maggio, sarà possibile rimuovere l’irregolarità al più tardi entro il 2 marzo 2020.

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