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Bonus fino a 1.000 euro: come cambia la busta paga dei lavoratori nel 2026

 Il bonus per i lavoratori dipendenti viene confermato anche per il 2026, grazie alle misure previste dalla legge di bilancio. Il provvedimento consiste in un esonero contributivo che riduce i contributi previdenziali dovuti all’Inps, con percentuali variabili in base al reddito annuo. In concreto, lo sconto può oscillare tra il 4,8% e il 7,1%, incidendo direttamente sull’importo netto dello stipendio mensile. Le percentuali di detrazione in base al reddito Il beneficio non è uniforme per tutti i lavoratori. Per i redditi fino a 8.500 euro annui, la riduzione dei contributi è fissata al 7,1%. Per chi guadagna tra 8.501 e 15.000 euro, lo sconto scende al 5,3%, mentre per redditi compresi tra 15.001 e 20.000 euro la percentuale si riduce al 4,8%. Per la fascia di reddito tra 20.000 e 32.000 euro è prevista invece una detrazione fissa annuale di 1.000 euro, che diminuisce progressivamente fino ad azzerarsi al raggiungimento dei 40.000 euro annui. Gli effetti concreti sullo stipendi...

Corte Suprema USA contro Apple, verso la fine dell’oligopolio delle app

La questione della privacy nel mercato delle telecomunicazioni e sulla neutralità dei gestori telefonici ha subito un’importante virata. La sentenza della Corte Suprema degli Stati Uniti contro l’azienda Apple a favore dei consumatori potrebbe bilanciare nuovamente i rapporti di forza a favore dei consumatori e verso nuovi attori, rompendo l’oligopolio attuale di pochi colossi. 

L’accusa è che la Apple abusi di posizione dominante imponendo agli sviluppatori di mettere le proprie app solo su Apple Store, dove guadagna il 30 per cento sulla vendita di ogni app, ovvero del 30% maggiorato. 

Ciò comporterà la possibilità per gli utenti di trovare tutte le app anche su negozi alternativi a quello Apple e a prezzi concorrenziali, rafforzando la libertà di scelta dei consumatori, ovvero il principio della “device neutrality”, obbligando Apple ad aprire i device ad altri. 

L’impatto di lungo periodo porterà all’apertura delle piattaforme, ovvero togliendo potere ai “market player” globali a favore di aziende più piccole, garantendo, si spera, le stesse opportunità di crescita e di concorrenza nell’innovazione di cui le aziende precedenti hanno giovato grazie alla potenzialità di una rete aperta, senza dover pagare dazi troppo elevati. 

In Italia il problema era stato posto nel disegno di legge Quintarelli del 2014, che tuttavia non fu approvato. Una soluzione del genere di apertura al mercato, lasciando per tanto che dal caso americano sia il mercato stesso ad autoregolarsi, potrebbe offrire anche al nostro paese una soluzione simile, evitando ingiunzioni legislative e giurisprudenziali ex novo ed apposite nel nostro ordinamento, così come per il mercato europeo in generale. 

L’associazione a difesa dei consumatori Euroconsumers, di cui fa parte l’italiana AltroConsumo, sostiene che la priorità sia quella di esprimere nel prossimo futuro un approccio nuovo alla tutela dei consumatori visti non più solo quali soggetti deboli del mercato ma quali veri e propri protagonisti di esso.

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